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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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din Juri Sbrana
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Afganistan
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
di Umberto Mosso
JOBS ACT O NON JOBS ACT ? LAVORATORI SUL BINARIO MORTO.

4/5/2025 - 13:13

JOBS ACT O NON JOBS ACT ? LAVORATORI SUL BINARIO MORTO.

 

Ancora oggi ci sono degli imbecilli che continuano ad attribuire al Jobs Act la cancellazione dell’articolo 18.

Dico imbecilli perché non saprei come altro definire chi, dopo anni nei quali hanno avuto tutto il tempo di documentarsi, continuano a ripetere questa fandonia dandole il valore di una prova del tradimento dei lavoratori da parte di Matteo Renzi, la conferma della politica antipopolare del suo governo della quale il Jobs Act sarebbe il compendio.

Ricordare che l’articolo 18 fu cancellato dal governo Monti – Bersani – Berlusconi , quando Renzi non era neanche parlamentare, non fa gioco per nascondere i veri corresponsabili di una condizione dei lavoratori e del lavoro da medioevo industriale: sia la Cgil, che invece di combattere il precariato combatteva i precari che giudicava disallineati, sia una classe imprenditoriale decotta (occorre ricordare l’uscita della Fiat di Marchionne da Confindustria?).

Il Jobs Act, fortemente voluto non solo da Renzi ma dalla stragrande maggioranza del PD, ridava equilibrio alla legislazione del lavoro, emendata in modo frammentario e a volte contraddittorio negli anni precedenti, mantenendo la flessibilità che consentirà, ancora fino ad oggi, uno sviluppo occupazionale con milioni di nuovi assunti, la maggior parte dei quali a tempo indeterminato. Al tempo stesso introdurrà alcuni nuovi diritti.Le tutele crescenti, la prosecuzione del sostegno economico anche dopo la scadenza della cassa integrazione, l’estensione dei diritti anche ai dipendenti di aziende con meno di 15 lavoratori, la cancellazione di molte forme contrattuali ingannevoli, la proibizione delle dimissioni in bianco per le lavoratrici. Certo, come sempre, non tutto era perfetto. Infatti, in seguito, ci sono state molte correzioni e integrazioni migliorative al testo originario. Ma il punto fondamentale è che il Jobs Act ha funzionato e non ci sono stati gli effetti disastrosi previsti dalla Cgil.Al contrario, anche per l’effetto della politica economica espansiva di Renzi (industria 2.0, decontribuzione, etc) gli occupati sono cominciati a crescere e, specie dopo la pausa pandemica, le norme del Jobs Act hanno aiutato il continuo aumento dell’occupazione.Invece oggi, più che mai, il problema è quello dei bassi stipendi e del lavoro povero. Che non ha nulla a che vedere col Jobs Act ma sul quale, colpevolmente ancora una volta, la Cgil e il PD fanno solo prediche inutili e deviano la lotta dei lavoratori sul binario morto del Referendum contro il Jobs Act. Il quale, ulteriore truffa politica ai danni dei lavoratori e dei militanti spensierati del PD e della sinistra di Crick & Crock, pure se vincesse il Si all’abrogazione, non ripristinerebbe l’art. 18 né, per quanto riguarda gli altri quesiti, la legislazione precedente. Legislazione antidiluviana ma, evidentemente, gradita ai conservatori della paleo sinistra.

Ci sarebbe solo un gran caos in mancanza di norme che favorirebbe la jungla del lavoro. Si pensi a cosa succederebbe se a questo si sommasse il colpo di coda della possibile recessione dagli Usa di Trump.Ma stanti così le cose, perché la Cgil & C. hanno voluto questi referendum? La risposta è semplice, ma la rimando, per brevità, al prossimo post.

Spoiler: rileggete le prime righe di questo post.(continua).

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5/5/2025 - 19:42

AUTORE:
Maria De Cesaris

Dice la Schlein "Hanno la straordinaria possibilità di andare a votare e votare cinque sì e riscattare la dignità del lavoro che questo governo sta calpestando" (bla bla bla)
1970, introduzione dell'articolo 18 governo Rumor III - governo Colombo (DC)
2012 La Legge FORNERO (Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel GOVERNO TECNICO MONTI ha modificato le ipotesi di tutela in caso di licenziamento illegittimo.
In particolare, il diritto alla reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato dal datore di lavoro con più di quindici dipendenti non è sempre riconosciuto. Anzi, nella maggior parte dei casi la legge n. 92/2012 prevede che al lavoratore venga riconosciuto solamente un risarcimento del danno subito.
2014 Le successive variazioni, compreso il Jobs Act, sono venute ed intervenute sull'articolo 18, approvate e siglate dalla SINISTRA e, quindi, dal PD.
QUINDI, se la blablaista comunista del Pd, dichiara di voler RISTABILIRE per RISCATTARE la dignità del lavoro che "LORO" stanno CALPESTANDO... laddove in quel "loro", nel gioco del noi e del loro, mi pare evidente che si faccia il paragone "buoni e cattivi", "belli e brutti" "comunisti contro fascisti" ecc.... A CHI SI RIFERISCE visto che questo governo ha, per ora solo applicato Leggi, provvedimenti e decreti da LORO, in questa caso LA SINISTRA, costruito? (Secondo me per la Schlein ci vuole un "emmenthalist" oltre che un armocromista)

5/5/2025 - 12:38

AUTORE:
BdB

E stavola avete dalla vostra parte coloro che andarono via dal PD in disaccordo con il seg. PD Matteo Renzi; Civati, Schlein ed il 93% della direzione PD che approvò il "Giobatte"? faranno come Simon Pietro?
...dice (ma non ci credo) che chi vota no la segretaria Elly lo cancella dalle liste delle nuove elezioni e...se potesse essere dio che vede cosa nel segreto dell'urna uno vota, gia da ora verrebbe dimesso dagli incarichi di partito?

Quindi più terra-terra un iscritto a quel partito non potrebbe dire: io vado al mare anche se grandina oppure voto no perchè non sono un rinnegato.
Poi Elly non farà come Renzi che perdendo il referendum si dimise, non pare cogliona come Renzi.
Ma non mettiamo limiti alla Divina Provvidenza - cit Pajetta Giancarlo-

5/5/2025 - 11:35

AUTORE:
Mimi

Mosso tira sempre l'acqua al suo mulino, e chi lo segue lo riporta pensando di convincere qualcuno. Qualcuno che si fida di più di altri piuttosto che di Mosso e seguaci.
Che siano cretini PD e CGIL a ritenere il JA tanto negativo da chiederne l'abrogazione?
Che sia tanto saggio Mosso, parlando anche a vanvera, come dice Bertelli, da ritenerlo un vantaggio per i lavoratori? Io non credo e vado a votare, faccio il mio dovere di cittadino. Consapevole.

4/5/2025 - 16:31

AUTORE:
Bertelli

Ancora oggi ci sono imbecilli che negano l'evidenza. Imbecilli che dicono che l'art.18 è stato abolito durante il governo Monti, in quel caso furono stabilite sostanzialmente 3 nuove procedure per licenziamenti, assunzioni e reintegri. Legge 183 2011. L'abolizione totale dell' art.18 per le nuove assunzioni si deve al governo Renzi tramite il mitico Jobs-act. Talmente mitico che 3 sentenze della Cassazione più una della Corte europea lo hanno quasi riportato a livelli precedenti.
Imbecilli che ancora oggi non sanno spiegare quali siano, o siano state, le famose tutele crescenti tanto decantate. La Naspi che non è cosa nuova ma sostituisce la vecchia Aspi.
Provi il candidato Mosso a spiegare come sia possibile che a 10 anni dalla sua introduzione, la maledetta moda delle dimissioni in bianco sia ancora in gioco e presente nelle illuminate menti di tanti datori di lavoro. Semplice: nel caso di denuncia da parte del lavoratore alle autorità competenti, il datore rischia solo una sanzione amministrativa. Spiccioli per capirci.
Aspetto con ansia la prossima puntata.