none_o


Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
a cura di Roberto DI GAETANO
none_a
Dal web-
Destinazione Stelle
none_a
a cura di Leonardo Nicolì
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
di Mario Lavia
Vasto programma-Schlein replica lo schema perdente del 2013, ma forse è il caso di cambiarlo

21/5/2025 - 9:16

Vasto programma-Schlein replica lo schema perdente del 2013, ma forse è il caso di cambiarlo

La sinistra Pd più Conte più Fratoianni ricordano la famigerata fotografia del trio Bersani-Di Pietro-Vendola. Il precedente non è di buon auspicio, tanto più che la destra oggi è molto più forte di allora. Italia Viva timidamente comincia a farlo notare

Il senatore di Italia Viva Enrico Borghi ha svolto una riflessione non banale sullo stato dell’arte a sinistra partendo dalla rievocazione della famosa foto di Vasto (estate 2011). Quella foto immortalò il trio che guidava la coalizione, cioè Pier Luigi Bersani (Partito democratico), Antonio Di Pietro (Italia dei valori) e Nichi Vendola (Sinistra ecologia libertà), era «il perimetro» che avrebbe non vinto le elezioni nel 2013. «Cambiando l’ordine degli attori, il prodotto non cambia», dice Borghi. «Al posto di Bersani oggi in questo schema abbiamo Schlein, al posto di Vendola il duo Nicola Fratoianni-Angelo Bonelli, al posto di Di Pietro c’è Giuseppe Conte».

Il continuum Di Pietro-Conte è segnato dal populismo culturalmente retrivo e di destra che accomuna l’ex pm e l’avvocato, ed è una sovrapposizione che ci sta. Schlein è in un certo senso figlia o comunque sostenuta dalla sinistra del Pd, mentre Fratoianni è proprio un erede diretto di “Nichi”, ed entrambi di Fausto Bertinotti.

Lo schema sembra dunque essere lo stesso della non vittoria: «Il rifiuto di Bersani di dialogare con il centro (rappresentato da Casini e dall’Udc) e di pretendere una linea ideologica (dal no agli F35 al No Tav di Vendola, per capirci) impiombò la coalizione» così come «oggi la miopia di pensare che ci si debba chiudere dentro il recinto dell’ortodossia di sinistra per battere Giorgia Meloni in realtà produce un assist perfetto all’inquilina di palazzo Chigi», dice Borghi.

In effetti, siamo sempre lì, al 2011. Anzi, peggio. Prima di tutto perché oggi c’è una destra di governo molto più compatta e aggressiva di allora (pochi mesi dopo la foto di Vasto Silvio Berlusconi andò in crisi, e definitivamente: non avrebbe mai più fatto ritorno a palazzo Chigi). E poi perché il trio che oggi guida la sinistra, cioè Schlein-Conte-Fratoianni, è soggettivamente più debole del trio di Vasto e ideologicamente ancor meno credibile. Bersani era politicamente molto più esperto di Elly Schlein (e tra l’altro il Pd di allora era più forte di quello di adesso); Di Pietro era insopportabilmente manettaro e superficiale ma era meno trasformista, uomo di potere e arrogante di Conte; Vendola aveva comunque una capacità dialettica e affabulatoria che Fratoianni si sogna.

Borghi ricorda giustamente i vari no del leader di Sel, dagli F35 alla Tav. Ma oggi abbiamo ben altro: i no di Conte e Fratoianni e in parte di Schlein alle politiche di difesa europea indispensabili per dissuadere l’imperialismo di Mosca con il corollario di un atteggiamento troppo tiepido su Kyjiv: altro che F35.
Abbiamo una sinistra forse ancora più rigida di quella del 2011 sui temi del mercato del lavoro, delle liberalizzazioni, delle politiche per la crescita, ancora più conservatrice sui temi istituzionali, più fastidiosamente moralista (il gran coro di attori, giornalisti, scrittori) e non molto più garantista: su questo che differenza c’è tra Di Pietro e Conte? Infine, all’epoca i riformisti nel Partito democratico avevano ben altro peso rispetto a oggi, tanto è vero che dopo la sconfitta del 2013 venne avanti il ciclo di esecutivi di Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni – comunque la si giudichi era una sinistra di governo.

Riassumendo, allora c’era una destra in rotta e un centrosinistra competitivo che non riuscì a vincere per varie ragioni: soprattutto per una debolezza del candidato premier Bersani e per un’incapacità di allargarsi agli elettori del centro moderato compensando le perdite che ingrossarono il nascente grillismo. La radicalizzazione attuale del partito unico Pd-M5s-Avs dunque conferma e peggiora quella situazione.
È importante che Enrico Borghi solleciti una riflessione su tutto questo. Perché negli ultimi mesi il suo partito, Italia Viva, è parso molto acritico verso la coalizione di sinistra, così come sta venendo fuori sia dal punto di vista sistemico sia da quello dei contenuti. Se la riflessione di Borghi – che tra l’altro elogia la tenda dei riformisti che si è vista a Milano con l’iniziativa del Circolo Matteotti, «un luogo dove tutti i riformismi possono trovarsi per costruire cultura politica» – sarà ripresa anche da Matteo Renzi e da altri esponenti riformisti sarà un contributo alla chiarezza. E forse uno sprone a superare Vasto, quattordici anni dopo.





+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri