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Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
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Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
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Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
di Franco Lodige
Un altro successo di #Landini e #Schlein !!!

4/7/2025 - 16:48


Un altro successo di #Landini e #Schlein !!!

Addio Max Mara, in fumo 100 milioni. Complimenti a Cgil e Pd
Il polo della moda a Reggio Emilia frenato dagli scioperi: altro capolavoro targato Landini-Schlein

E alla fine Max Mara ha detto basta. Non si può investire, creare lavoro, riqualificare un’area urbana e magari rilanciare un intero territorio, se il clima è quello della caccia alle streghe, del sospetto ideologico e dell’incompetenza amministrativa. Il colosso della moda, dopo settimane di veleno, scioperi da operetta e teatrini politici, ha deciso di ritirare definitivamente e irrevocabilmente il progetto da 100 milioni per il nuovo Polo della Moda a Reggio Emilia. L’ennesimo capolavoro firmato Cgil-Pd.

Un’occasione persa, di quelle grosse. Di quelle che un’amministrazione intelligente dovrebbe proteggere, promuovere, accompagnare. E invece no: il sindaco Massari – più attento alle sirene della CGIL che al futuro della sua città – ha preferito dare retta a 52 lavoratrici agitate, che hanno denunciato «condizioni oppressive» in azienda, mentre altre 68 colleghe, guarda caso silenziate, difendevano pubblicamente l’ambiente di lavoro e il rispetto ricevuto.

Il presidente del gruppo, Luigi Maramotti, ha preso carta e penna e ha scritto al primo cittadino. Il tono? Quello di chi ha esaurito la pazienza. «È impossibile proseguire in un clima di divisione e strumentalizzazione». Tradotto: non si può costruire nulla se ogni giorno si viene bersagliati da un mix di demagogia e furore ideologico.

Ma vediamo i fatti. Il progetto sarebbe sorto sull’area dismessa delle ex Fiere, un’operazione di riqualificazione da manuale: posti di lavoro, indotto, rilancio urbano. Invece è andata in scena l’ennesima commedia all’italiana, dove la realtà viene distorta e i capitali privati trattati come nemici. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? L’atteggiamento del sindaco. Anziché verificare, approfondire, ascoltare tutte le parti, ha preferito schierarsi subito con una sola campana – quella Cgil, ovviamente – ricevendo le lavoratrici “ribelli” in municipio. Ma la politica, se vuole fare il suo mestiere, dovrebbe unire, non soffiare sul fuoco della divisione.

E così, con un colpo solo, Reggio Emilia perde un investimento strategico, centinaia di opportunità e un’occasione per far vedere che l’Italia può ancora essere amica delle imprese. Ma evidentemente, per qualcuno, è meglio perdere 100 milioni e compiacere la sinistra sindacalizzata che aprire le porte a chi crea ricchezza. Le reazioni non sono tardate ad arrivare, tranchant il forzista Maurizio Gasparri: «Il pregiudizio e la mancata disponibilità del sindaco oltre all’allinearsi alle sirene della Cgil Reggiana, hanno precluso un investimento di nevralgica importanza per il settore delle confezioni italiane».

Il dibattito è rovente anche in città, perchè di mezzo ci sono anche nuovi posti di lavoro. E nemmeno pochi: circa 900, secondo l’azienda. Così la segretaria della Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo: «Ora serve andare oltre le barricate». Ma ora è tutto fermo: Max Mara non procederà all’acquisizione dell’area, addio anche ad aree verdi, parcheggi e piste ciclopedonali.

Complimenti a tutti.

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5/7/2025 - 12:20

AUTORE:
Bertelli

Il sig. Lodige oltre allo sdegno per Landini e Schlein, che qui c'entrano assai poco trattandosi di questione locale, dovrebbe, prima di scrivere su FB, informarsi un po' meglio. Il gruppo Max Mara ha da tempo un contenzioso in un' azienda dal gruppo controllata, la manifattura S.Maurizio sempre di Reggio Emilia. In questa azienda circa la metà delle lavoratrici hanno denunciato, all'Ispettorato del lavoro locale, situazioni di mobbing e sfuttamento nonchè offese personali. Dopo aver interpellato la Cgil reggiana, il Sindaco della città e altre istituzioni, la protesta delle lavoratrici è arrivata in parlamento. Ma non da Gasparri, che a qualcuno fa sempre comodo, bensì dal ministro Calderone, che tramite la sua vice Maria T. Bellucci, ha avviato le indagini conoscitive del caso. Il ministero ha dovuto dar ragione alle proteste delle 52 donne che si dicevano discriminate e aperto una procedura di controllo verso l'azienda. L'altro fatto, l'investimento sul polo fiere di Reggio Emilia, è slegato dalla questione delle lavoratrici, essendo esse dipendenti in altra azienda del gruppo Max Mara ma, chiaramente, l'eco della protesta ha provocato sia in consiglio comunale che nell'opione pubblica reggiana, nonchè nella direzione del gruppo della moda, una serie di polemiche che hanno rallentato il possibile futuro investimento. In sostanza, a parer mio, questa pare la classica forma di ripicca verso chi vorrebbe il rispetto delle regole da parte di chi, forte economicamente, vuole invece mano libera.
Siamo già a metà del 2025, qualcuno gli avverta oppure visto che sono donne si può soprassedere ?
Resta il fatto che per qualcuno ogni pseudo notizia è buona per attaccare la Cgil, Landini e la Schlein. Sarà mica perchè non sono " riformisti "( qualunque sia il significato ) ?