E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.
-La vita è un refolo di vento estivo che fa volteggiare nuvole di spuma, con in sottofondo il frinire indecente di cicale ubriache, inconsapevoli del loro tempo. Vita. Adesso, su questa terrazza che dovrò, dovrete abbandonare quando arriveranno gli altri (Nino Pedretti), c'è il nostro tempo, stropicciato, affannato e affamato che nonostante tutto ci appartiene, in un'incertezza dolorosa.
Qualche volta senza consapevolezza o preda di nostalgie insensate…pensare di saperlo dominare è una vana illusione. Ma ogni tempo ci appartiene e come ogni sogno non può essere condiviso. È il tuo tempo, la tua impronta umana, come una piccola goccia può solo sperare di fondersi in un’altra.
Oggi è il giorno in cui mi sono fermato e perso nel rosso mattone di un posto assolato e silenzioso, su una piccola altura, nella discesa di ulivi storti e poco generosi. Me ne dovrò andare presto.
Non si può più vivere qui, non ci possiamo più vivere.
Resterà negli occhi di chi verrà questo colore abbacinante e commovente, come il mio abbraccio verso di te. Posso anche non guardarti, non è necessario né funzionale al noi che siamo e che saremo. Quello schioccare di panni in fondo al campo è stato l’attimo che mi ha definitivamente allontanato e perso a te. C'era il tuo tempo che premeva e quando mi sono voltato tu eri ormai ombra.
Io sono ancora qui, un po' defilata, in seconda fila, che osservo scelte e destini maligni, ci sono cose che non rifarei. Averti è stato un dono, un privilegio. Non dimenticare la vita che ti devo. Il nascere e il morire nello stesso posto è un tempo alternato, un respiro comune. Lo stesso sguardo rivolto verso un mondo sconosciuto, un futuro che non avremmo voluto diviso, non così presto. Non si nasce e non si deve morire da soli.
Ci vuole quella mano e quel pensiero che sfiorano l’immortalità. Lontano i colori sguaiati che offendono la tristezza, le porte sbattute, la lotta del corpo che resiste, oscenamente mostrato alle paure di chi vive. Morire è un atto privato, una compassione, un dolore da trattenere nel cuore. Una paura da consolare e accompagnare.
Ci vuole quell' umanità e quel sostare, raccolto e sommesso.
Ci vuole quel tempo dilatato e generoso che la vita deve offrire alla morte.
Ci sei voluto tu perché io fossi me.