Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile

In Sicilia è in corso una rivoluzione infrastrutturale senza precedenti: decine di miliardi di euro sono investiti in nuove opere stradali e ferroviarie. Alcuni di questi interventi sono affidati alla stessa multinazionale di prestigio internazionale incaricata della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La presenza del ponte rende questi progetti molto più sensati e sostenibili, perché li collega al sistema europeo, evitando di mantenerli confinati in un contesto isolato e poco efficiente.
Tra le opere principali spiccano:
• La nuova ferrovia Messina–Catania–Palermo, percorribile dai treni di ultima generazione che arriveranno in Sicilia attraverso il ponte.
• La nuova autostrada Ragusa–Catania, destinata a migliorare notevolmente i collegamenti stradali nell’isola.
I lavori procedono senza intoppi: gli operai lavorano anche di notte e vengono impiegate tecnologie tra le più avanzate al mondo. In Sicilia operano addirittura 20 talpe meccaniche contemporaneamente, un record assoluto nella storia d’Italia per una singola regione. La nuova ferrovia, in particolare, sarà in gran parte sotterranea: 170 km di gallerie su 200 km complessivi, a causa della complessa orografia del territorio.
Si tratterà di una linea ferroviaria di ultima generazione, progettata per consentire velocità fino a 200 km/h: un valore superiore a quello della maggior parte delle reti ferroviarie mondiali, eccezion fatta per poche potenze che su alcune tratte raggiungono i 300 km/h. La linea sarà percorribile anche dai Frecciarossa e da altri treni ad alta velocità che, grazie al ponte, potranno finalmente raggiungere la Sicilia (cosa impossibile con l’attuale trasporto su traghetto).
Senza il ponte, questa infrastruttura ferroviaria – costata 13 miliardi di euro – rischierebbe di diventare una semi-cattedrale nel deserto, utile solo per i collegamenti interni all’isola e non integrata nei servizi di lunga percorrenza verso Napoli, Roma o Milano. Con il ponte, invece, anche i 5 milioni di siciliani potranno essere pienamente inclusi nei grandi flussi di mobilità nazionale e internazionale.
Nelle immagini: alcuni scatti dei cantieri, in avanzamento costante.
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