A nome dell'Associazione La Voce del Serchio, partner di MdS in innumerevoli iniziative ed eventi culturali e sociali, desideriamo esprimere gli auguri più partecipati e meritati a tutto il gruppo per proseguire su questa strada, spesso difficile e faticosa, ma dai risultati più che impressionanti ed esaltanti.

Alleanza populista - Conte sottrae a Schlein anche l’estrema sinistra di Avs (oltre all’anima)
I consensi di Fratoianni e Bonelli non bastano a renderli protagonisti, ma sono sufficienti a renderli determinante nel campo progressista, a discapito di un Pd sempre più privo di senso
Dunque, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono un po’ arrabbiati perché non hanno avuto nessun candidato-governatore. In Calabria avevano il nome di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, che ormai è il terzo comune più grande della regione dopo Reggio e Catanzaro, ma gli è stato preferito l’uomo di Giuseppe Conte, Pasquale Tridico, il padre del reddito di cittadinanza ribattezzato ora «reddito di dignità».
In effetti Avs è in generale sempre poco considerata, scontando probabilmente il fatto di essere vissuta come un gruppetto tipo Democrazia Proletaria e i suoi nipotini rossi e arcobaleni. Invece il partito è salito oltre il sei per cento, un dato che i sondaggi confermano.
A cosa si debba questo piccolo boom non è chiarissimo: probabilmente è uno degli effetti della radicalizzazione populista della politica italiana, che ha contagiato anche la sinistra. Sono voti che, nella contesa che prima o poi esploderà tra Conte ed Elly Schlein, potrebbero addirittura essere determinanti. E non sta scritto da nessuna parte che peseranno sul piatto della bilancia della segretaria del Partito democratico, per cui, se fossimo in lei, destineremmo a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli qualche attenzione in più.
Il problema però non è solo di avere buoni rapporti con i due ex ragazzi rossoverdi, quanto quello dell’orientamento di quell’elettorato. Da un punto di vista, diciamo così, ideologico, Avs è certo più affine al Pd, soprattutto al Pd schleiniano.
In fondo Avs è una costola della sinistra: una sinistra non socialdemocratica e anti-riformista, quella che, andando alle radici, era parte della componente ingraiana del Pci, poi passata per il bertinottismo, il pacifismo altermondista, l’ambientalismo integrale, una spruzzata di wokismo.
Qualcosa di questa miscela sopravvive anche nel fantastico mondo di Schlein, e tuttavia, la diffidenza di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli verso un Pd tuttora contaminato dai cascami del renzismo e del draghismo, in quell’area, permane nettissima.
È lecito dunque supporre che gli elettori di Avs, più che i suoi dirigenti, possano preferire il nuovo estremismo di Conte in politica estera, specie le sue posizioni pro-Pal (ma anche un’insofferenza di fondo per Volodymyr Zelensky), l’ostilità all’Europa del riarmo e persino alla Nato.
Parafrasando l’esperienza francese, Avs è insoumise come Jean-Luc Mélenchon, il cui populismo radicale ha parecchio del contismo. E quegli elettori, soprattutto, possono apprezzare le ricette di sostegno al reddito mediante la scorciatoia assistenzialistica del reddito di cittadinanza, che è l’asso nella manica dell’avvocato del populismo.
La recente proposta di Avs – il ritorno alla scala mobile – ne condivide il tratto demagogico. Se le cose stanno così, quando ci saranno le primarie per la scelta del candidato premier, i voti di Avs potrebbero finire nel carniere di Conte più che in quello di Schlein, attorniata dai nemici del popolo riformisti. E, facendo un po’ di aritmetica, l’asse M5s-Avs, più o meno, ha gli stessi consensi del Pd. Un motivo in più per rendere il duello a sinistra sempre più imprevedibile.
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