Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile
Due libri per conoscere Kiki de Montparnasse
Man Ray, Le violon d’Ingres Alice Ernestine Prin, conosciuta come Kiki de Montparnasse, nasce nel 1901 in una piccola città della Borgogna. Figlia illegittima di una ragazza madre che cerca di guadagnarsi da vivere a Parigi, Alice cresce con la nonna e i suoi cinque fratelli in un contesto segnato dalla disciplina e dalle privazioni che alimenterà il suo desiderio e di libertà e il suo rifiuto di ogni convenzione.
Adolescente decide di raggiungere la madre nella capitale passando da un lavoretto all’altro. A quattordici anni posa per la prima volta come modella, la madre la caccia da casa, va a vivere in alloggi di fortuna, dorme su sacchi di sabbia e si lava nelle toilette dei caffè.
Capisce subito che può usare il suo corpo per mettere insieme un po’ di soldi, mostrando il seno o flirtando con gli uomini per farsi offrire un po' di cibo; inizia così una carriera che la porterà a essere celebrata come simbolo di una generazione: non è solo la sua bellezza a renderla magnetica, ma un’attitudine sfacciata e autentica che le apre le porte di Montparnasse, il cuore pulsante della Parigi bohémien.
Alice diventa "Kiki", frequentatrice instancabile della vita mondana, diventa amica e confidente di maestri della pittura, scrittori, personaggi come Kisling, Fujita, Soutine, Modigliani, Jean Cocteau, Ernest Hemingway, i dada e i surrealisti… ma soprattutto Man Ray che la immortala nelle sue opere e con cui Kiki ha una relazione lunga ben sei anni. Una relazione burrascosa segnata da gelosia e anche da una certa invidia del fotografo per il talento della compagna che tanta importanza ha invece nello sviluppo della sua visione artistica.
Gli anni Venti sono per Kiki un periodo d’oro: lavora con alcuni fra i più grandi artisti dell’epoca, si esibisce nei cabaret, dove la sua voce roca e il suo cancan ballato senza mutandine lasciano il pubblico senza parole.
È una pittrice apprezzata e un’ottima cantante… Estrosa, sensuale, spregiudicata e anticonformista, è considerata uno dei primi esempi di emancipazione sessuale. E' il periodo in cui scopre la cocaina che "le toglie la fame e la rende felice ”, ma la fa anche finire in ospedale in fin di vita per diversi giorni.
John Glassco, nel suo Memorie di Montparnasse, scritto nel 1928, restituisce al lettore una descrizione precisa di Kiki nel momento più fulgido della sua vita: “Fra gli ospiti c’era anche la celebre Kiki. A quel tempo, come nuovo arrivato a Montparnasse, non ero consapevole del suo status di regina accreditata del quartiere; ma non ci si poteva sbagliare sul magnetismo della sua personalità, sul fascino della sua voce, o sulla bellezza eccentrica del suo volto. Il suo maquillage era un’opera d’arte in sé: le sopracciglia erano completamente rasate e rimpiazzate da linee delicatamente incurvate come l’accento sulla n spagnola, le ciglia erano cariche di almeno un cucchiaino di mascara, e la bocca, dipinta di un profondo scarlatto che sottolineava l’umorismo furbo ed erotico dei suoi contorni, ardeva accanto al bianco gesso delle guance, su cui con arte consumata, appena sotto l’occhio, era disegnato un unico neo. Il suo viso era splendido da qualunque angolazione, ma mi piaceva ancor di più di profilo, quando mostrava la purezza di linee di un salmone ripieno. La voce bassa e roca snocciolava innocue oscenità; i suoi gesti erano pochi, ma espressivi. La pena adeguata per un giornalista arrestato di recente per ricatto, stava suggerendo, sarebbe stata buttarlo in una latrina pubblica.
«Et puis – la corde», ha mormorato, piegando leggermente le ginocchia per tirare una catena immaginaria.”
Kiki nel ruolo di musa ispiratrice si affranca dalla sua condizione di miseria senza però mai separarsi da quella schiettezza popolare che costituisce una parte integrante del suo fascino. Nel 1929 racconta la sua storia in un'autobiografia intitolata Souvenirs: non un semplice resoconto dei suoi anni, ma il ritratto pulsante di una vita vissuta al massimo, narrata con ironia e disarmante onestà. La prefazione di Ernest Hemingway, suo amico e ammiratore, ne celebra il carattere unico. «Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore scrittrici d’oggigiorno, eccovi un libro scritto da una donna che non fu mai una signora.
Per circa dieci anni, come spesso capita, Kiki fu lì lì per essere una regina, ma questo naturalmente è molto diverso dall’essere una signora». Il libro viene considerato troppo audace per i tempi e censurato negli Stati Uniti fino agli anni Novanta, tra le sue pagine troviamo aneddoti sull'amore, sull'arte e su quella Parigi elettrica che Kiki stessa incarna.
Con l'arrivo della Seconda guerra mondiale Kiki partecipa alla Resistenza distribuendo manifesti antinazisti e, per sfuggire alla Gestapo, parte per la Borgogna. Quando torna a Parigi è sul viale del tramonto. Si droga, beve, la sua bellezza è sfiorita. Non ha più un soldo e prova a mantenersi cantando o vendendo alcuni suoi dipinti ai turisti. Ormai, non è che l'ombra della donna che tutti a Montparnasse desideravano.
A soli 53 anni viene trovata senza vita vicino alla porta del suo appartamento. Mark Braude racconta la vita di Kiki ricostruendone le vicende biografiche con minuzia da storico e contribuendo a restituire spessore artistico a una figura per lungo tempo considerata quasi esclusivamente come la compagna e – appunto – musa di Man Ray. Kiki non fu soltanto musa, modella e cantante, capace con la sua voce di consolare gli afflitti ubriachi nelle notti vellutate di Parigi, ma anche artista magnetica e irresistibile, pittrice dalla creatività esplosiva, che attirava le folle durante le proprie esposizioni, attrice nei primi film surrealisti, il cui memoir finí sulle prime pagine di tutti i quotidiani francesi.
Una figura con cui la storia è stata ingenerosa. La relazione tra Kiki e Man Ray è descritta con sensibilità e dettagli affascinanti, dando vita a una storia d’amore romantica e artistica senza pari. L’autore sfida i preconcetti comuni riguardo agli artisti e alle loro muse, presentando Kiki come una figura poliedrica e imprendibile, molto più di una semplice ispiratrice. La biografia rivela la sua influenza significativa sulla storia artistica e culturale dell’epoca, mettendo in discussione il confine spesso poroso tra l’artista e la musa.
Con una ricerca accurata e una narrazione coinvolgente, Braude offre al lettore un viaggio appassionante nel cuore pulsante di Montparnasse attraverso la vita eccezionale di Kiki.
Kiki de Montparnasse, Memorie di una modella. Castelvecchi, 2016
Mark Braude, Kiki di Montparnasse: artista, intellettuale, musa fra Modigliani e Man Ray. Neri Pozza, 2022
Paola Bernardini