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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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ZAMBITO: "TAGLIATE NUOVE TRATTE CHE COLLEGANO LA COSTA A ROMA VIA FIRENZE"
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di Mark Pisoni
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di Massimo Viegi
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ANGELO MIGNOSA Presidente del Consiglio Comunale di CALCI
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COMUNICATO UNITI PER CALCI
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Pensiero Prismatico di Quintus Poppaedius Silo
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Un protagonista della vita politica di Bientina e della provincia di Pisa
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
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La memoria delle radici

30/10/2025 - 18:04

La sera del 31 ottobre, nelle case toscane di un tempo, si respirava un’aria diversa da quella di oggi. Non c’erano zucche illuminate o feste rumorose, ma regnava un silenzio rispettoso, una calma che sapeva di memoria. Le famiglie si riunivano, accendevano una candela posta sul davanzale o in cucina, in segno di attesa e di legame con chi non c’era più.
 
Era la vigilia di Ognissanti, il giorno in cui si onorano tutte le sante e i santi cristiani che precede il 2 novembre la commemorazione dei defunti, e tutto parlava di continuità e appartenenza.
 
Fino a pochi anni fa anche il 2 novembre era una festa nazionale.
Le donne preparavano i dolci dei morti, ricette che si tramandavano di generazione in generazione: il pan dei morti, le ossa di morto, i fruttini di marzapane. Si impastava con cura, si raccontavano storie, si ricordavano volti. Quei dolci avevano un profumo di affetto, di casa, di cose semplici e vere.
 
Oggi, la stessa serata si colora di arancio e nero. La festa di Halloween importata da altre culture per alcuni difficile anche da scrivere, con le sue maschere e i suoi fantasmi, ha preso il posto del raccoglimento. È una festa allegra, certo, ma anche rumorosa e commerciale, che rischia di cancellare la delicatezza dei nostri gesti antichi.
La globalizzazione ci fa viaggiare, conoscere, mescolare. Ma a volte, nel suo vortice, ci sciupa ciò che abbiamo di più prezioso: le nostre radici, i riferimenti che ci tengono ancorati a una storia comune.
 
Riscoprire le tradizioni per me non significa chiudersi al nuovo, ma riconoscere ciò che ci ha formato: la memoria dei nostri avi, la voce delle donne che hanno cucinato prima di noi, i riti che ci raccontano chi siamo, o siamo stati.
 
In un mondo che corre senza tregua, rallentare, darsi il tempo per ricordare può essere un atto rivoluzionario.
 
E forse, accendere una candela la sera del 31 ottobre, impastare un dolce dei morti, o anche solo fermarsi a pensare a chi ci ha preceduto, è può essere un modo per non perdere la strada di casa.
 
Paola Magli, della Redazione di Spazio Donna



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1/11/2025 - 18:37

AUTORE:
AUTRICE Matilde

Troppo. Troppo chiasso al posto di buone musiche e profondi silenzi, troppa eccitazione al posto di gioia genuina, eccitazione a coprire la paura del poco; forse della morte. Troppa corsa a comprare quello che tentano di persuaderci ci renderà felici. E più è costoso più la felicità è assicurata; dicono.
Ma perché parlarne in questa rubrica di donne? Perché sembra che noi si sia ancora un po' immuni dalla frenesia, dal mito eroico della potenza del fare, dalla tendenza a scaricare l'eccitazione con violenza. I carabinieri, i pronto soccorso, i centri antiviolenza, i SAT dicono che le donne , noi donne infrangiamo meno le leggi. Siamo ancora nutrite da radici tenere ma tenaci a quello che di buono il passato ci ha fatto conoscere eliminando quello che del passato ci ha fatto e ci fa male? Godiamo, ognuna con la propria misura, cercando di non danneggiare né noi né il pianeta tutto..

1/11/2025 - 18:11

AUTORE:
AUTRICE Olga

Mentre leggevo, pensavo a quando il due novembre era festa: ricordo i cimiteri gremiti di intere famiglie che si recavano al camposanto. Tutti assistevamo in sacro silenzio alla messa solenne cantata e lunga: non per nulla iniziava alle 14,30.
Poi aspettavamo in religioso silenzio che il sacerdote passasse a benedire tombe tumuli e colombari...e alla in fine in ordine sparso verso un'uscita paziente e dignitosa. Faceva anche freddo, ma eravamo animati dallo spirito gioioso di aver salutato parenti e amici che non vedevamo da mesi. Ognuno rincasava che faceva già buio.
Mi manca tanto tutto questo antico rituale.
Finche' dureranno i fiori freschi, ogni camposanto resterà un giardino allestito e decorato con cura ma poi gradatamente tornerà al consueto abbandono e alla solitudine. Ognuno si giustificherà con la mancanza di tempo o la ressa di Ognissanti, visto che il due, a parte quest'anno, cade in un giorno feriale.

1/11/2025 - 12:34

AUTORE:
AUTRICE Tamara

Concordo su tutto mia cara amica, questa strana festa iniziò nelle scuole quando le "delegate" a insegnare la lingua inglese, per attirare l'attenzione ed essere più divertenti, cantavano, ballavano, disegnavano...
La prima volta che proposero la leggenda e mostrarono i simboli, ai bambini piacquero, ma ahimè rimasero delusi perche' nessuno la sera aprì loro porte e cancelli. Specialmente gli anziani, che non ne sapevano nulla, avevano paura...e come dar loro torto!
Poi le cose sono degenerate, gli adulti si sono impadroniti della "festa", si sono scatenati nei travestimenti come fosse un altro carnevale!
E poco o nulla è valso o rimasto
dei contenuti dell'insegnamento religioso, anche perche' nel frattempo si è preferito nascondere la morte, i cimiteri e la devozione verso i cari defunti anche in famiglia.
Credo che, se si ammettesse di esagerare, si potrebbe fare un passo indietro...ma tutto sta nella volontà e nell'onestà intellettuale. Il piacere vince sempre sul dovere!