Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile

Ogni grande opera in Italia ha avuto i suoi oppositori.
Negli anni ’60, quando si progettava l’Autostrada del Sole, il PCI gridava allo “spreco di denaro pubblico”.
Dicevano che non sarebbe servita a nulla, che l’Italia non aveva bisogno di un collegamento così ambizioso. Secondo loro sarebbe rimasta vuota, un monumento all’inutilità. E invece quell’autostrada ha cucito insieme il Paese, ha unito Nord e Sud, ha fatto nascere un’Italia nuova, più veloce, più moderna, più connessa. Senza di essa, il boom economico non avrebbe avuto la stessa forza.
L’Autostrada del Sole non è stata solo asfalto: è stata la spina dorsale del nostro sviluppo.
Negli anni ’70, ancora il PCI disse NO alla televisione a colori. Temettero che avrebbe creato disuguaglianze tra chi poteva permettersela e chi no. Ma se li avessimo ascoltati, oggi saremmo ancora davanti a uno schermo in bianco e nero, fermi a guardare un mondo che correva senza di noi.È sempre lo stesso copione: si proclamano progressisti, ma ogni volta che il progresso bussa alla porta, lo trattano come un pericolo. Non è prudenza: è paura. Non è visione: è nostalgia.
E oggi? Con le stesse argomentazioni di ieri, la sinistra dice NO al Ponte sullo Stretto. Lo chiamano spreco, lo definiscono inutile, lo bollano come un sogno irrealizzabile. Ma intanto i nostri ingegneri costruiscono nel mondo: hanno ampliato il Canale di Panama, realizzato dighe in Etiopia, metropolitane a Copenaghen, ponti e grattacieli in ogni continente. Ovunque ci cercano, ovunque ci premiano. Solo qui, a casa nostra, li fermano i soliti NO.
Il Ponte sullo Stretto non è un capriccio: è connessione, sviluppo, opportunità. È la prova che l’Italia può ancora sognare in grande e realizzare ciò che altrove ci invidiano. Il futuro non aspetta chi resta fermo.Il futuro lo costruisce chi ha il coraggio di rischiare, di innovare, di credere. Perché il vero progresso non è ideologia: è coraggio di costruire.
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