Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile

Questo momento dell’anno segna il passaggio verso l’inverno, la stagione in cui la natura rallenta, si raccoglie, cerca riposo nelle radici, nei semi, nelle fioriture sospese. Tutto intorno invita al silenzio, al respiro, alla pausa. Eppure noi umani che abbiamo inventato l’orologio e trasformato il tempo in una corsa continua sembriamo incapaci di seguire questo ritmo. Viviamo dentro un tempo che non conosce tregua, dove la produttività ha preso il posto del riposo, e la frenesia del “fare” soffoca la necessità dell’“essere”.
A inizio novembre, mentre fuori le giornate si accorciano e il corpo chiede lentezza, nei supermercati brillano già luci natalizie, scaffali carichi di panettoni e regali, messaggi che ci spingono a comprare, anticipare, riempire. Ma davvero abbiamo bisogno di tutto ciò? Il pensiero consumista lucido, calcolatore, maschile nel suo dominio economico ci induce a credere che il valore delle feste risieda in ciò che acquistiamo, non in ciò che sentiamo.
Per noi donne, tutto questo ha un prezzo anche interiore. La pressione mediatica, la pubblicità, i social ci spingono a essere efficienti, sorridenti, sempre pronte a fare, comprare, organizzare, apparire. È una forma sottile di violenza culturale: ci distrae da noi stesse, ci priva del diritto alla lentezza, alla cura autentica, al non fare.
Dentro di me, quest’anno, è nata una piccola ribellione. Una voce che sussurra: posso disobbedire. Posso scegliere di non cedere alla frenesia, di sottrarmi alle regole imposte. Posso vivere questo tempo come un ritorno al ritmo della terra, come un invito alla misura, alla semplicità, alla presenza.
Disobbedire al consumo non è solo un gesto politico, è un atto d’amore per sé stesse. Un modo per ritrovare il proprio centro, per riscrivere la relazione tra corpo, tempo e desiderio. Forse è proprio da qui, da un novembre più lento e consapevole, che può nascere un nuovo modo di abitare il mondo.
Alessandra Orsini
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