Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.
Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile

“Perché un italiano dovrebbe tifare per Sinner?”
“È mezzo tedesco, vive all’estero, non gioca la Coppa Davis, non si sente abbastanza italiano…
”Caro Bruno Vespa, questa domanda gira ovunque.
ogni volta che qualcuno la ripete, si capisce che non ha ancora capito niente.
Perché un italiano dovrebbe tifare Sinner?
Te lo diciamo noi.
Si tifa Sinner perché non ha bisogno di mettere bandiere dietro le frasi per far vedere chi è: la sua italianità la vedi nel modo in cui lavora, si comporta, si porta dietro un Paese intero senza neanche volerlo.
Si tifa Sinner perché è uno dei pochi ragazzi di oggi che non ha bisogno di fare teatro, polemiche o scenate.
Parla poco, fa tanto. E quel “tanto” è talento, educazione, rispetto, dedizione. Valori che in Italia, ultimamente, sembrano diventati quasi un lusso.
Si tifa Sinner perché rappresenta la parte più bella e più vera della nostra gente:la fatica, la disciplina, i sacrifici fatti lontano dai riflettori.
Il bambino che parte da un paesino tra le montagne e arriva su un campo che guarda il mondo. Senza arroganza, senza pose, senza scuse.
E poi arriva una sera come questa, a Torino.
Una sera in cui Jannik non gioca: illumina.
Una sera in cui un Paese intero si ferma, urla, esulta, si emoziona insieme.
Una sera in cui persino chi lo criticava si ritrova a stringere i pugni e a dire: “Forza Jannik”.
Perché il talento, quando è pulito, conquista tutti. Anche i più scettici.
E allora, caro Vespa, la risposta è più semplice di quanto pensi:
Si tifa Sinner perché non è solo forte.
È vero.
È educato.
È un esempio.
È uno che ci unisce quando spesso ci dividiamo per molto meno.
Stasera l’Italia non ha tifato un cognome.
Ha tifato un ragazzo che ci rende migliori.
E questo, Bruno, non ha nazionalità: ha cuore.
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