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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
Piccole Storie
Arizbeth Dionisio Ambrosio, 33 anni, agente di polizia e madre

22/11/2025 - 8:51

Piccole Storie

Dopo la devastazione dell’uragano Otis ad Acapulco, città costiera nel sud-ovest del Messico, le strade erano un miscuglio di fango, detriti e silenzio rotto solo dai pianti e dalle sirene. Il caos era totale: famiglie senza casa, persone ferite, bambini spaesati. In mezzo a quel dolore, una scena semplice e inattesa riuscì a fermare il mondo per un momento. Arizbeth Dionisio Ambrosio, 33 anni, agente di polizia e madre, stava offrendo assistenza come poteva: aiutava anziani a camminare, distribuiva acqua, tranquillizzava chi aveva perso tutto. Era stanca, provata, ma continuava senza esitare.

Finché vide una giovane donna seduta a terra, con un neonato tra le braccia. Il bambino — quattro mesi appena — piangeva ininterrottamente. La madre era distrutta dalla fatica, in lacrime: dopo ore senza cibo né acqua, non riusciva più ad allattarlo. Il piccolo non mangiava da troppo tempo. Arizbeth capì subito la situazione.E non ci fu bisogno di pensarci. Prese il bambino con delicatezza, lo cullò un istante e poi… lo allattò lei stessa. Un gesto che non compare nei protocolli di emergenza.Un gesto istintivo, materno, profondamente umano.In mezzo alle macerie e al rumore del disastro, quell’immagine sembrò sospendere tutto: una donna che offre vita a un figlio non suo, perché nessun bambino dovrebbe soffrire la fame mentre il mondo gli crolla addosso.Qualcuno scattò una foto. E in poche ore fece il giro del mondo: una poliziotta coperta di sudore e polvere, e un neonato che finalmente si calmava.

Per quel gesto, Arizbeth venne promossa da “policía primero” a “suboficial”. Un riconoscimento importante, certo.Ma la verità è che nessun grado può misurare il valore di quel momento.In un giorno di distruzione totale, Arizbeth ricordò a tutti che la speranza, a volte, nasce così: da un cuore che non si tira indietro









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