E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

CHISSÀ COSA SCRIVEREBBE TRVAGLIO SE FOSSE IN RUSSIA...
Sarebbe divertente fare l'esperimento di spostare Travaglio a fare per un po' il giornalista in Russia...
E sarebbe altrettanto curioso fare, dopo un po', di tempo il confronto con le sentenze di condanna e risarcimento subite in Italia, e vedere il trattamento che gli verrebbe riservato in quel paese.
Spingendo però la fantasia ancora un po' avanti si potrebbe immaginare un articolo che non potrebbe non scrivere, su un tema importante come quello della manovra di bilancio dello Stato, avendo peraltro già letto ciò che scrive qui da noi.
Il tema del bilancio dello Stato (che tra l'altro mi è più congeniale) offre notevoli spazi di confronto, dato che ogni stato ha un bilancio, ed è proprio questo il periodo nel quale si approvano i programmi e gli impegni finanziari per il futuro, sia per l'anno a venire (2026) che per il triennio successivo (2026 - 2028).
Anche Vladimir Putin, infatti, proprio venerdì scorso, ha firmato la legge sul bilancio federale russo per il 2026 e il periodo di pianificazione 2026-2028. Lo comunica la Tass.
In Russia questo adempimento è molto più semplice che da noi in Italia, lì non ci sono da affrontare tutti i vari passaggi, con due camere, di modifiche e discussioni, quest'anno (per la cronaca) gli emendamenti alla manovra di bilancio, in Italia, sono in totale circa 5.700, di cui 1.600 presentati dalla stessa maggioranza, solo 105 sono stati dichiarati inammissibili. Che dire? È il prezzo del dibattito democratico bellezza...
No, in Russia non funziona così, una volta firmata dal Presidente, la legge di bilancio è operativa, punto.
Chissà come fanno i giornalisti ad inserirsi in un dibattito che non c'è, per muovere eventuali critiche, ma Travaglio troverebbe sicuramente il modo.
Veniamo ai numeri, una base di raffronto abbastanza semplice, tra i due paesi, può essere espressa dal Pil nominale: in Italia è, per il 2025, quasi 2.500 miliardi di dollari (2.460 per l'esattezza), a fronte del russo che è poco meno di 2.200 (2.196 sempre per l'esattezza).
Il Pil dell'Unione Europea, sempre per raffronto, è circa 10 volte superiore a questi volumi, ma la differenza da considerare è che l'Italia ha circa 59 milioni di abitanti e la Russia 144 milioni, quindi il Pil va diviso per ottenere il Pil "pro-capite", quello italiano si attesta sui 40.000 dollari, quello russo intorno ai 15.000.
Questo per avere un'idea delle dimensioni ;e anche della ricchezza) dei paesi, tralasciando gli aspetti territoriali che richiederebbero un capitolo a se.
Proviamo ora ad immedesimarci nella testa di Travaglio per immaginare i suoi giudizi davanti alle cifre di bilancio.
Il governo russo stanzia 12,93 trilioni di rubli (166,8 miliardi di dollari) per l'esercito e l'acquisto di armi, pari a quasi il 30% dell'intero bilancio.
È la spesa militare più alta dai tempi dell'Unione Sovietica. Se poi sommiamo alle spese per l'esercito quelle delle forze di sicurezza (Ministero interni e Guardia Nazionale) si arriva al 38% dell'intero bilancio, con un altra cinquantina di miliardi, superando abbondantemente i 200. A titolo di confronto, nel 2021 questa cifra era del 24%, e sempre per raffronto l'Italia spenderà per la difesa nel 2026, circa 34 miliardi di euro (in dollari sarebbero più o meno 40), con un aumento di 1 miliardo rispetto al 2025.
Ovviamente, non essendo i bilanci fatti di gomma, l'aumento della spesa militare aumenta, a scapito della spesa sociale ed economica. La quota della spesa sociale è ridotta quindi al 25%, il valore più basso degli ultimi 20 anni. In Italia la spesa sociale copre oltre il 30% del bilancio, considerando la protezione sociale (17,2%) e la
spesa sanitaria (13%).
La spesa per il sostegno all'economia, sempre in Russia, è ridotta al 10,9%, ma per fare il raffronto con quella italiana, che si disperde in vari settori, dalla ricerca agli aiuti alle imprese, passando anche per il PNRR, dovrei fare vari altri conteggi, ma mi sono un po' stancato e mi fermo qui, vi dico che è molto più alta, se ci credete, bene, altrimenti fate voi il conto.
Aggiungo che l'apporto delle spese per la difesa al PIL, ovvero alla ricchezza di un paese, è un apporto anomalo, in quanto una economia di guerra non genera effettiva ricchezza.
Non ci resta quindi che immaginare che cosa scriverebbe Travaglio sulla manovra di bilancio della Russia, ma forse chiedo uno sforzo di fantasia eccessivo.
(nelle foto "cimiteri" di carri armati in Russia)
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