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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
di Andrea Paganelli
CHISSÀ COSA SCRIVEREBBE TRVAGLIO SE FOSSE IN RUSSIA...

3/12/2025 - 18:31

CHISSÀ COSA SCRIVEREBBE TRVAGLIO SE FOSSE IN RUSSIA...


Sarebbe divertente fare l'esperimento di spostare Travaglio a fare per un po' il giornalista in Russia...
E sarebbe altrettanto curioso fare, dopo un po', di tempo il confronto con le sentenze di condanna e risarcimento subite in Italia, e vedere il trattamento che gli verrebbe riservato in quel paese.

Spingendo però la fantasia ancora un po' avanti si potrebbe immaginare un articolo che non potrebbe non scrivere, su un tema importante come quello della manovra di bilancio dello Stato, avendo peraltro già letto ciò che scrive qui da noi.

Il tema del bilancio dello Stato (che tra l'altro mi è più congeniale) offre notevoli spazi di confronto, dato che ogni stato ha un bilancio, ed è proprio questo il periodo nel quale si approvano i programmi e gli impegni finanziari per il futuro, sia per l'anno a venire (2026) che per il triennio successivo (2026 - 2028).

Anche Vladimir Putin, infatti, proprio venerdì scorso, ha firmato la legge sul bilancio federale russo per il 2026 e il periodo di pianificazione 2026-2028. Lo comunica la Tass.

In Russia questo adempimento è molto più semplice che da noi in Italia, lì non ci sono da affrontare tutti i vari passaggi, con due camere, di modifiche e discussioni, quest'anno (per la cronaca) gli emendamenti alla manovra di bilancio, in Italia, sono in totale circa 5.700, di cui 1.600 presentati dalla stessa maggioranza, solo 105 sono stati dichiarati inammissibili. Che dire? È il prezzo del dibattito democratico bellezza...

No, in Russia non funziona così, una volta firmata dal Presidente, la legge di bilancio è operativa, punto.
Chissà come fanno i giornalisti ad inserirsi in un dibattito che non c'è, per muovere eventuali critiche, ma Travaglio troverebbe sicuramente il modo.
Veniamo ai numeri, una base di raffronto abbastanza semplice, tra i due paesi, può essere espressa dal Pil nominale: in Italia è, per il 2025, quasi 2.500 miliardi di dollari (2.460 per l'esattezza), a fronte del russo che è poco meno di 2.200 (2.196 sempre per l'esattezza).

Il Pil dell'Unione Europea, sempre per raffronto, è circa 10 volte superiore a questi volumi, ma la differenza da considerare è che l'Italia ha circa 59 milioni di abitanti e la Russia 144 milioni, quindi il Pil va diviso per ottenere il Pil "pro-capite", quello italiano si attesta sui 40.000 dollari, quello russo intorno ai 15.000.

Questo per avere un'idea delle dimensioni ;e anche della ricchezza) dei paesi, tralasciando gli aspetti territoriali che richiederebbero un capitolo a se.

Proviamo ora ad immedesimarci nella testa di Travaglio per immaginare i suoi giudizi davanti alle cifre di bilancio.

Il governo russo stanzia 12,93 trilioni di rubli (166,8 miliardi di dollari) per l'esercito e l'acquisto di armi, pari a quasi il 30% dell'intero bilancio.
È la spesa militare più alta dai tempi dell'Unione Sovietica. Se poi sommiamo alle spese per l'esercito quelle delle forze di sicurezza (Ministero interni e Guardia Nazionale) si arriva al 38% dell'intero bilancio, con un altra cinquantina di miliardi, superando abbondantemente i 200. A titolo di confronto, nel 2021 questa cifra era del 24%, e sempre per raffronto l'Italia spenderà per la difesa nel 2026, circa 34 miliardi di euro (in dollari sarebbero più o meno 40), con un aumento di 1 miliardo rispetto al 2025.

Ovviamente, non essendo i bilanci fatti di gomma, l'aumento della spesa militare aumenta, a scapito della spesa sociale ed economica. La quota della spesa sociale è ridotta quindi al 25%, il valore più basso degli ultimi 20 anni. In Italia la spesa sociale copre oltre il 30% del bilancio, considerando la protezione sociale (17,2%) e la
spesa sanitaria (13%).

La spesa per il sostegno all'economia, sempre in Russia, è ridotta al 10,9%, ma per fare il raffronto con quella italiana, che si disperde in vari settori, dalla ricerca agli aiuti alle imprese, passando anche per il PNRR, dovrei fare vari altri conteggi, ma mi sono un po' stancato e mi fermo qui, vi dico che è molto più alta, se ci credete, bene, altrimenti fate voi il conto.

Aggiungo che l'apporto delle spese per la difesa al PIL, ovvero alla ricchezza di un paese, è un apporto anomalo, in quanto una economia di guerra non genera effettiva ricchezza.

Non ci resta quindi che immaginare che cosa scriverebbe Travaglio sulla manovra di bilancio della Russia, ma forse chiedo uno sforzo di fantasia eccessivo.


(nelle foto "cimiteri" di carri armati in Russia)







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6/12/2025 - 11:46

AUTORE:
Andrea Paganelli

Si figuri, non ho alcun problema al confronto, anche serrato, anzi mi scuso se talvolta uso toni forse troppo "decisi". Cerco di sintetizzare il perché... Chi come me, pur aderendo fin da ragazzino ai principi dell'antifascismo e della lotta partigiana, rappresentava nelle nostre zone, negli anni 70 i valori della Democrazia Cristiana anche tra gli studenti e nelle istituzioni, non può avere problemi a nessuno tipo di confronto.

Ma veniamo al punto, ho detto cerco di sintetizzare perché il ragionamento sarebbe assai articolato, non si tratta infatti di stabilire o concordare che Putin è un criminale assassino, e i suoi sodali del regime russo lo assecondano in tutto, si tratta di comprendere a pieno le tecniche di conflitto che nella mentalità sovietica prima, e russa oggi (ripresa fedelmente da Putin nelle finalità), introducono metodi diversi per contrastare, inquinare, influenzare il dibattito democratico, in quel mondo da sempre considerato "nemico", con lo scopo di "indebolirlo" e renderlo più fragile. A parte il fatto che nn ella cultura slava (anche ucraina) cose come negoziato e compromesso sono considerati segni di debolezza, Quando il "nemico" viene identificato per fatto ideologico, non può esistere nessuna pace stabile perché il nemico non cessa di esistere, e di conseguenza l'unico linguaggio praticabile è quello dei rapporti di forza.
Per evitare di dilungarmi suggerisco di leggere la riflessione di Umberto Mosso (pubblicata anche su questo giornale il 2 dicembre) dal titolo: "La sfacciataggine di Putin". consapevoli che la logica militare solamente, non avrebbe dato alcun risultato, dagli anni della "guerra fredda" (mai finita per Putin), i sovietici prima e i russi oggi hanno affidato tecniche di infiltrazione e destabilizzazione (non solo in Europa, lo vediamo oggi anche in molti paesi africani) che, dai tempi della "disinformatia" hanno reso la Russia caposcuola di queste tecniche. I dati e le informazioni sugli attacchi cibernetici, su cui farò una prossima riflessione (perché, per mia abitudine, prima studio e mi documento, e poi apro bocca), ne costituiscono prova evidente.
Da tempo ormai queste tecniche sono diventate molto invasive, e soprattutto richiedono delle "quinte colonne" (non mi pongo il problema se consapevoli o inconsapevoli) per influenzare le opinioni pubbliche della controparte (per le proprie basta la repressione). Sinceramente penso che il giornale di Travaglio finisca per alimentare questo sistema, lo dico senza entrare nel merito di altre considerazioni legate alle varie condanne o a episodi di scarsa trasparenza del suo giornale, che pure ci sono stati, anche riguardo ai non meglio precisati fondi dall'estero, iscritti nel bilancio.
Senza approfondire queste cose, rilevo che le considerazioni di Travaglio finiscono comunque, in ogni occasione, per indebolire e danneggiare, con un tempismo sorprendente, quello che è il processo di integrazione europea, che ritengo unica strada percorribile per affrancare la stessa Europa da molti legami ancora troppo stretti con gli USA, che poi lui dica di disprezzare o meno Putin, fa parte del gioco. Tutto qua.
Penso che chi non ha ancora compreso che da tempo ormai USA e Russia sono di fatto alleati nel contrastare l'integrazione europea sia fuori strada.
Suggerisco, per dare un ultimo contributo, di approfondire su quella dottrina russa, che ispira le azioni ed è definita "dottrina Gerasimov".

Mi dilungo solo per qualche altro rigo. Ci sono tecniche e metodi che ancora conosciamo poco ma sono ormai identificabili. Allora studio di questi io li dedico per diletto. Si tratta di programmi informatici che agiscono in rete per mezzo di intelligenza artificiale, sui quali come ho detto farò più avanti una riflessione più analitica, ma le anticipo l'esperimento fatto in questa occasione: è bastato mettere sui social questa riflessione, con un titolo che metteva insieme due parole (Travaglio e Russia), e insistere nel testo su queste, che nel giro di poche ore sono piovuti come uno "sciame", varie centinaia di commenti, molti dei quali offensivi, inutili e stupidi, la cui ripetitività li rende più facilmente riconoscibili, è difficile identificarli ma alcuni di questi sono profili "farlocchi". Ecco, anche questo è un aspetto di questa cosiddetta "guerra ibrida" nella quale siamo immersi (e sottolineo molto indietro). Mi scuso per questa divagazione ma era solo per rimarcare cosa sta accadendo.
cordiali saluti

4/12/2025 - 15:32

AUTORE:
Bertelli

Guardi ho colto, come dice lei, il senso ironico delle domande, quello che non ho pienamente capito è il perchè tirare in ballo Travaglio. Forse perchè lontano dal suo modo di essere e pensare. Capisco che il personaggio possa essere divisivo ma non rammento da parte sua un articolo, come pure un'intervista o un intervento magari dalla Gruber, in cui celebri o osanni l'oligarca Putin. Credo che sia molto lontano da quel mondo che non ha mai frequentato come invece hanno fatto altri, giornalisti e uomini politici in primis, che oggi giocano a smarcarsi da un'aura che nel passato hanno pienamente abbracciato. Credo nessuno, io per primo, vorrebbe vivere in un paese del genere se non con la forza. Le cifre che lei ha esposto non ho fatica di considerare vere e esplicative, anche se personalmente non le comprendo appieno, data la mia bassa scolarizzazione, così come credo, visto che è il vulnus della " nostra " questione, farebbe anche Travaglio. Altra cosa è però parlare di guerra, di politiche, giuste o sbagliate, legate a quest'ultima e all'informazione che arriva a noi cittadini. Su questo penso, però, che le mie idee collimino di più con quelle di Travaglio che con le sue. Non dovrebbe essere un problema per nessuno dei due, normale dialettica tra pareri diversi. Un saluto.

4/12/2025 - 0:22

AUTORE:
autore

Mi spiace che non abbia colto il senso ironico degli interrogativi che ho posto all'interno di una riflessione più ampia.
Gli "interrogativi ironici" sono spesso domande che, invece di richiedere una risposta "lineare", hanno lo scopo di attirare maggiore attenzione su un fatto, un evento, un atteggiamento, od anche una contraddizione, e stimolare maggiore autonoma riflessione anche negli interlocutori, scoprendo così anche altri contesti e altri punti di vista.
Mi spiace davvero, nel suo caso, non essere riuscito nello scopo. Tranquillo comunque, leggo spesso Travaglio, come tante altre persone di cui non condivido le idee..
Se invece quel senso, di cui sopra, "non lo avesse voluto" cogliere, non penso ci possa essere una risposta, che oltretutto lei neppure richiede, suggerendomi semplicemente di fare un altra cosa. O più semplicemente le risposte a quegli interrogativi lei ce le ha già.

D'altra parte la mia intenzione non era quella di presentare una domanda ad un ufficio, per richiedere delle istruzioni, né lei è il titolare di quell'ufficio, che le istruzioni impartisce.

Lei conserva comunque un grande potere, che non è quello di dare istruzioni, che è quello che abbiamo tutti, almeno nel nostro paese: ovvero quello di non leggere, oppure leggere, ed anche commentare, ma per fare adeguatamente quest'ultima cosa occorre cogliere il senso logico di ciò che si legge altrimenti si rischia di andare fuori tema.

3/12/2025 - 18:56

AUTORE:
Bertelli

Perchè chiederlo a noi, lo chieda direttamente a lui. Mandi la sua missiva al Fatto quotidiano e probabilmente le risponderà. Sul giornale ovviamente, quindi dovrà comprarlo. Così leggerò anch'io la risposta in quanto abbonato.