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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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din Juri Sbrana
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Afganistan
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
Associazione culturale Il Gabbiano
’ITALIA DONATI, ALLA RICERCA DELLA QUIETE’
a Pistoia

5/12/2025 - 18:17

                                                      
Uno spettacolo che racconta una storia realmente accaduta poco lontano da Pistoia, la storia della giovane maestra Italia Donati, andrà in scena venerdì 5 dicembre  presso la sala Eventisos, organizzato da Gli angeli del bello di Pistoia Aps, che torna a collaborare con l’Associazione Culturale il Gabbiano di Pisa dopo il successo dello spettacolo itinerante ‘ Dove va a finire tutto questo amore?’ dello scorso settembre.


Cosa racconta ‘ Italia Donati, alla ricerca della quiete’?
A Porciano,  nel 1886,  una giovane maestra di nome Italia Donati si tolse la vita gettandosi nella gora di un mulino. La triste storia di Italia divenne, nei mesi successivi, un caso nazionale, in grado di suscitare pietà e orrore nell’opinione pubblica, ma anche di dare vita alle prime rivendicazioni sulle condizioni delle donne nel mondo del lavoro.
Italia era una giovane di umili origine, nata a Cintolese, in Toscana. La sua intelligenza viva e curiosa fu immediatamente notata dai suoi maestri, che convinsero la famiglia a farle proseguire gli studi, nonostante le difficoltà economiche. Ottenne così la patente di maestra e, nel 1883, il primo incarico, nel comune di Porciano. Ma la nuova opportunità si trasformò presto in un incubo.
La professione di maestra costituiva nell’Italia di fine Ottocento uno dei pochi percorsi lavorativi accessibili alle donne ma ai tempi della legge Casati l’istruzione elementare veniva gestita dai singoli comuni.

Ciò, oltre a creare significative disparità territoriali (molti comuni non disponevano delle risorse necessarie per garantire un funzionamento efficace delle scuole), aveva ripercussioni anche sulla condizione delle maestre.

La carriera degli insegnanti dipendeva infatti dalle scelte dei consiglieri comunali e soprattutto dei sindaci.
La giovane Italia giunse a Porciano all’età di vent’anni.

Com’era consuetudine, si sottopose immediatamente al giudizio del sindaco del paese, Raffaello Torrigiani.

Il primo cittadino era noto nel circondario come un dongiovanni, come lo si definiva allora; un molestatore, come lo chiameremmo noi. Le voci messe in giro dallo stesso Torrigiani a scopo di vanto, le attirarono presto i lazzi e le maldicenze dell’intera comunità.
Così la povera Italia si trovò presa tra due fuochi: da un lato, le molestie del sindaco, dall’altro, il disprezzo e le aggressioni dei cittadini “per bene”.

La conseguenza, alla fine, fu il suicidio di Italia Donati: nel proprio biglietto di addio, si preoccupava di dimostrare la propria “innocenza”, e si dichiarava convinta che il suo suicidio avrebbe ripristinato l’onore familiare.


La storia di Italia ci ricorda che, purtroppo, ancora qualcosa deve cambiare. 

Per questo gli attori, Daniela Bertini e Massimo Canneti, che è anche autore del testo, e il regista Mike Ricci, hanno deciso di portare in scena questo lavoro teatrale che vede in scena due soli attori, un uomo e donna, che interpretano altri uomini e donne, ciascuno con la propria visione dei fatti, con il suo sentire e la sua urgenza di raccontare.  Tanti che ‘’raccontano le storie secondo come volevano’’, che si susseguono alla ricerca della verità.


Vi invitiamo ad ascoltarle, queste voci, venerdì sera a Pistoia, presso EVENTITOS, Vicolo Bacchettoni 10 , alle 21,00 con ingresso ad offerta libera.
Per prenotazioni (consigliate) : tel. 3357538895 (inviare messaggio WA)
 
 

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