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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
di Monia Monni
A Kish migliaia di donne iraniane hanno corso senza velo.

9/12/2025 - 23:30

A Kish migliaia di donne iraniane hanno corso senza velo.


Un atto politico che colpisce il centro del patriarcato iraniano: il controllo sul corpo femminile. Hanno violato la legge insieme, rendendo inutile la repressione selettiva.

Una donna la fermi. Duemila no.

Il regime parla di scandalo e indecenza. In realtà teme ciò che sta accadendo: una generazione che non si piega più, padri e fratelli che smettono di essere complici, una libertà che avanza e sfugge al controllo.Dal 2022, da Mahsa Amini, le ragazze iraniane hanno cambiato il volto del Paese. Certo, non hanno abbattuto il regime, ma hanno fatto qualcosa di molto profondo: hanno incrinato l’architettura culturale che lo sostiene.

Hanno rotto il silenzio. Hanno trasformato il gesto quotidiano (un velo tolto, un passo di corsa) in un atto di liberazione collettiva. Ogni dittatura teme le donne quando smettono di avere paura. E oggi in Iran la libertà ha il ritmo di una maratona

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10/12/2025 - 18:42

AUTORE:
Fulvio Giuliani

Venerdì scorso, durante una maratona amatoriale sull'isola di Kish, decine di atlete hanno corso senza l'hijab obbligatorio, indossando abbigliamento tecnico occidentale.
Le immagini della sfida sono diventate virali, scatenando l'ira di Teheran: la magistratura ha immediatamente arrestato gli organizzatori e aperto fascicoli per "violazione della pubblica decenza", minacciando di commissariare la Federazione di atletica. È la risposta del regime che teme l'effetto domino di questa nuova, visibilissima disobbedienza civile.
In Occidente, l'episodio è stato accolto come un potente segnale di vitalità del movimento "Donna, Vita, Libertà", smentendo la narrazione di una protesta ormai sedata. Falso.
Mentre i governi europei osservano con la consueta cautela diplomatica, l'opinione pubblica occidentale celebra queste donne come avanguardia laica contro l'oscurantismo, trasformando una gara podistica in un caso politico globale che imbarazza il regime iraniano.
Noi siamo con tutte le forze con queste ragazze, dalla prima all’ultima. Lo siamo, perché in loro vediamo e rivediamo ciò che consideriamo scontato, ovvio e immutabile e non lo è.
Ce ne stiamo dolorosamente rendendo conto proprio in queste settimane, sottolineando ancora una volta tutti gli scricchiolii fra le due sponde dell’Atlantico.
Proprio sui principi e i diritti, qualcosa che avremmo considerato impossibile e inconcepibile appena una manciata di mesi fa.
Questa è la realtà e allora stiamo molto, ma molto attenti quando si parla di diritti. Onoriamo e difendiamo chi mette a rischio la propria stessa vita per non cedere. Per non arrendersi all’oscurantismo, a tutto ciò che in negazione della libertà. Così ovvi e scontati che li respiriamo come ossigeno e non ci rendiamo più conto - troppo spesso - di doverli difendere ogni mattina.
Non andiamo in strada per queste ragazze, non meritano mobilitazioni e ‘Bella Ciao’ e sono delle eroine della libertà.
Scriviamo questa mattina per loro, per quelle ragazze con cui saremo sempre, ma anche per noi, soprattutto per chi si è distratto e ha deciso di vendersi per un cumulo di menzogne e un tozzo di pane.