E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.
Sto rientrando a Pisa da Bruxelles e leggere le parole di Giuseppe Conte, secondo cui “l’Europa ha fallito” e l’Italia dovrebbe affidarsi agli Stati Uniti per guidare i grandi negoziati internazionali, mi lascia sinceramente basito.
Si può dire, senza essere accusati di voler mettere in discussione il campo largo, che è profondamente sbagliato pensare di mettere il destino del popolo ucraino, martoriato dall'invasione di Putin, nelle mani si Trump?
Non solo. Dire che l’Europa ha fallito significa proporre all’Italia un ruolo di terzo piano nel mondo.
Significa immaginare un Paese che rinuncia alla propria voce, alla propria dignità geopolitica, alla capacità di orientare le scelte che riguardano pace, sicurezza, economia e diritti.
È una resa, non una visione.
La verità è che senza Europa non c’è libertà, non c’è tutela dei diritti, non c’è forza negoziale.
Chi racconta che “si starebbe meglio fuori” ignora un dato semplice: un’Italia isolata sarebbe più debole, più esposta, più fragile.
L’Europa non è perfetta, ma ha bisogno di essere rafforzata, non abbandonata.
Ha bisogno di Paesi che si assumano responsabilità, che costruiscano soluzioni, che chiedano più unità e più coraggio — non slogan né ambiguità.
C’è chi pensa che, di fronte alle crisi del mondo, l’Italia debba fare un passo indietro.
Io penso esattamente il contrario:
l’Italia deve stare nel cuore dell’Europa, contribuire a guidarla, renderla più forte e più capace di agire.
Perché nel mondo di oggi c’è una verità che dovrebbe essere indiscutibile:
non esiste sovranità nazionale senza una sovranità europea condivisa.
Indebolire l’Europa non significa rafforzare l’Italia: significa metterla in pericolo.
E chi attacca l’Unione per strappare qualche consenso immediato sta facendo il gioco di chi vuole un’Europa debole, divisa e irrilevante.
La scelta è semplice:
o si sta con l’Europa, o si sta con chi lavora per indebolirla.
E, come ricordava David Sassoli, l’Unione europea non è un incidente della storia.
Io tra Sassoli e Trump so esattamente da che parte stare. E Conte?