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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
di Massimo Viegi
Una delle falsità preferite del pregiudicato Travaglio...

11/12/2025 - 21:52

Una delle falsità preferite del pregiudicato Travaglio e della sua consorteria di putiniani è che pagavamo il gas poco con la Russia e ora lo compriamo in America a 5 volte tanto. A parte la solita etica da bottegaio nazista è semplicemente FALSO.

Quello allegato è il costo del gas naturale negli ultimi 5 anni.

Come potete vedere oggi il gas costa come prima dell'invasione russa dell'Ucraina. Ora compriamo gas da Algeria, Norvegia, Azerbaijan, Qatar, Mozambico, Libia.

La quantità di gas liquefatto USA è marginale perché noi abbiamo i gasdotti. Compreso il TAP, quello che unisce Azerbaijan e Puglia, contro cui i partiti finanziati da Mosca, come i 5 stelle, protestavano tanto.

Chissà perché ...

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12/12/2025 - 13:42

AUTORE:
Bertelli

Cominciamo col personale : il " pregiudicato " Marco Travaglio è stato condannato, in sede penale solo una volta, per diffamazione verso Cesare Previti, alla pena di 1000 eruro di risarcimento. Pena che sarebbe finita in prescrizione se lo stesso Travaglio non avesse fatto ricorso alla Cedu di Strasburgo. Quindi caro Viegi, chiunque tu sia, prendi e porta a casa. Nel Civile conosci un giornalista, di quelli veri non quelli che trascrivono le veline, che non abbia avuti querele e condanne ? Se ce l'hai tira fuori i nomi. Dopodichè se te del bottegaio nazista a Travaglio io dò del testa di cazzo, ma grande, a te medesimo. Scrivi, su Fb sia chiaro, che il costo del gas è falso e che quello Usa è marginale, bene guarda che dicono al Post il 25 luglio scorso ( non Il Fatto ):

Dagli Stati Uniti arriverà sempre più gas
L’Italia ne compra già moltissimo, molto di più rispetto al passato, e continuerà a farlo dopo l’accordo sui dazi
Il record di importazione di gas dagli Stati Uniti registrato in Italia nei primi sei mesi dell’anno è probabilmente destinato a essere superato entro il 2026 in virtù dell’accordo sui dazi trovato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti. L’Unione infatti si è impegnata a comprare “prodotti energetici statunitensi” per 750 miliardi di dollari in tre anni (circa 639 miliardi di euro), ovvero soprattutto gas naturale liquefatto (GNL) portato in Europa su grandi navi metaniere e poi rigassificato prima di essere immesso nelle reti nazionali, a costi elevati. Nel 2024 l’Europa ha comprato agli Stati Uniti gas per 51 miliardi di dollari.

Da gennaio a giugno l’Italia ne ha già comprato molto: i dati di Snam, la società che gestisce e trasporta il gas nella rete, dicono che sono arrivate 56 navi metaniere dagli Stati Uniti contro le 31 dello stesso periodo del 2024. In totale queste 56 navi hanno portato il 45 per cento di tutto il GNL importato in Italia. Al secondo posto con il 25,8 per cento c’è il Qatar, con cui l’Italia ha un accordo che dura da oltre dieci anni, e al terzo posto l’Algeria con il 18,5 per cento.
Start Magazine dice questo:
Primo: è vero, il GNL costa di più, nel senso che il suo costo di produzione è più alto rispetto al gas immesso all’origine nei gasdotti. Questo perché la liquefazione, processo seguente all’estrazione del gas, comporta un costo aggiuntivo di circa il 15%. Poi, il gas così liquefatto e caricato in forma liquida su una metaniera deve essere trasportato e rigassificato. Quindi quando il gas in questa forma entra nella rete dei gasdotti, il suo costo di produzione è certamente più alto di quello del gas estratto e immesso direttamente nei gasdotti.

Ad esempio, se parliamo degli USA, possiamo immaginare, che il costo di estrazione sia al massimo pari al prezzo del principale hub di scambio, chiamato Henry Hub (HH), altrimenti al produttore non conviene estrarre. A questo si deve aggiungere un 15% di costo di liquefazione, più circa 5 €/MWh di trasporto via nave, oneri di rigassificazione e perdite.

Con il prezzo medio registrato su HH nel mese di aprile sinora (3,57 $/MMBTU) trasformato in €/MWh, il costo di produzione del GNL americano portato in rete in Europa sarebbe pari a 17,51 €/MWh, circa. Cioè più o meno la metà dell’attuale prezzo (non costo: prezzo) al TTF. Possiamo immaginare che il costo di produzione del gas in Russia sia attorno ai 5-7 €/MWh, il che rende il gas russo a bocca di gasdotto circa tre volte meno costoso: meno costoso in termini di costo di produzione, non di prezzo.