E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.
TRUMP E PUTIN: ROTTAMARE L’EUROPA
Se si smettesse di commentare documenti mai letti, il dibattito pubblico ne uscirebbe meno isterico e più utile. Oggi Il Foglio pubblica il testo integrale, in italiano, della National Security Strategy diffusa dalla Casa Bianca il 4 dicembre scorso. Sono quattro pagine fitte: vale la pena leggerle, farsi un’idea propria e non limitarsi a ripetere i commenti altrui.
Perché in quel documento Trump chiama in causa più volte noi europei, e lo fa in modo tutt’altro che neutrale.
Primo: delegittima le istituzioni democratiche americane. Chi ha festeggiato le vittorie democratiche nelle elezioni locali, da New York a Miami, farebbe bene a decidere da che parte stare.
Secondo: accusa gli alleati di parassitismo, dimenticando che per ottant’anni proprio quegli alleati hanno consentito agli Stati Uniti di esercitare un dominio globale e di arricchirsi.
Terzo: punta esplicitamente a demolire l’Unione Europea, facendo di questo obiettivo il terreno di convergenza con Putin e preparando una balcanizzazione del continente, da consumare Stato per Stato.
Ci sarà molto da discutere sull’intero impianto della strategia. Qui mi limito all’Europa, alla quale Trump dedica addirittura un capitolo intitolato “Promuovere la grandezza dell’Europa”. Un titolo paternalistico che dice già tutto: l’Europa può diventare “grande”, ma solo alle condizioni di Washington.
La strategia non tratta l’Europa come un alleato adulto, ma come un problema politico da correggere. L’Unione Europea viene descritta come una gabbia che limita libertà e sovranità, ribaltando decenni di integrazione che hanno garantito pace, libertà, welfare e benessere economico e sociale come in nessun’altra parte del mondo.
Il continente è dipinto come in declino demografico, economico e culturale, con toni apocalittici che semplificano e deformano la realtà.
In questo quadro, l’affidabilità degli alleati viene messa in dubbio e la partnership transatlantica si trasforma in un rapporto condizionato alla resa economica per gli Usa. L’Europa auspicata dagli Stati Uniti non è unita e forte, ma frammentata, sovrana solo in apparenza e allineata agli interessi americani.
Più che una strategia di sicurezza condivisa, questo documento sembra una ridefinizione dei rapporti di forza, in cui l’integrazione europea è vista come un ostacolo, non come una risorsa.
Chi si aspetta che il nuovo assetto del mondo confezionato da Trump e Putin sia quello multipolare è servito.
Ma sono avvertiti anche quelli che non fanno che sottolineare gli errori e le manchevolezze dell’UE. Che ci sono, che conosciamo bene e che dobbiamo risolvere al più presto, ma che non hanno confronto con l’economia al tracollo della Russia o col rischio che il mastodontico debito pubblico Usa si mangi anche la Casa Bianca.
Dell’atteggiamento degli europei, e in particolare delle forze politiche italiane, parleremo presto. Per ora resta una domanda per chi, sedicente di sinistra, giustifica Putin sull’Ucraina ma critica Trump che, però, ne condivide le ragioni.
Delle due l’una: o siete trumpiani sotto mentite spoglie, oppure avete bisogno di riposo. E forse anche di vitamine.
Sono chiare, invece, le parole del Presidente Mattarella: “Appare insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realtà di imporre le proprie condizioni. Un protagonista della comunità internazionale, la Federazione Russa, ha, sciaguratamente, scelto di travolgere questo percorso ripristinando, con la forza, l’antistorica ricerca di zone di influenza, di conquista territoriale, di crudele prepotenza delle armi”.