E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.
L'EUROPA HA UN ARMA PIÙ MODERNA DELL'ATOMICA...
(LE COSE DI CUI NON SI PARLA NEI BAR...)
Alla ricerca di diversi punti di vista, anche se un po' alla rinfusa, non si può fare a meno di notare che Trump sta portando, in questi giorni, i colpi e gli attacchi più pesanti all'Europa (anche offensivi, ma lasciamo perdere questo aspetto), forse anche perché informato delle crescenti difficoltà della Russia, che iniziano a farsi pesanti, e fanno si che Putin non disponga più di tutto quel tempo illimitato che la sua propaganda vuol fare credere. Se Trump ha fretta, probabilmente è Putin che ha fretta.
Ne è la palese dimostrazione la violenta recrudescenza degli indiscriminati attacchi russi sui civili, che anzichè caratterizzarsi con avanzate sul terreno, non ottengono altro che migliaia di morti che la Russia subisce ad ogni chilometro occupato, e rivelano la ferocia con cui i russi si accaniscono sulla popolazione, sfogando la rabbia per gli scarsi risultati militari ottenuti.
Dopo quattro anni, pochi chilometri occupati, e centinaia di migliaia di perdite sul campo, sono ancora lì, ammassati con oltre 100.000 soldati, nei dintorni di Pokrovsk, una cittadina ormai ridotta a soli 6-7.000 abitanti, che da oltre un anno ogni giorno deve cadere, e dalla quale gli ucraini prima o poi evacueranno, attestandosi nelle nuove difese, predisposte qualche chilometro più in là, cosicché la mattanza riprenderà come prima, spostandosi solo di qualche chilometro (Vedi cartina).
Nel frattempo tutti gli oltre 35 milioni di ucraini "RIMASTI" (perché ci sono circa 14 milioni di sfollati) bombardati giornalmente con la "sopraffina" strategia militare russa del "a chi tocca tocca", non faranno altro che aumentare il loro "affetto" per il popolo russo, un popolo "fratello" (come Putin sostiene) che sta andando a "liberarli", una "ottima" premessa per futuri rapporti di "buon vicinato".
Battute a parte, ciò di cui invece non si parla, nelle "osterie e nei bar" di casa nostra (nei quali il tifo abbonda), sono argomenti un po' più concreti, come quelli di carattere economico e finanziario, sui quali sarebbe opportuno che qualcuno "avvertisse" e facesse riflettere Trump, per un verso, e anche la Meloni, per un altro.
Mi spiego meglio partendo da Trump... Tutti dovrebbero sapere che gli USA, tra le tante cose grandi che hanno, hanno anche il più grande debito pubblico del mondo, circa 38.000 miliardi di dollari, una enormità, quello italiano (già considerato per noi molto alto), tanto per avere un paragone, si aggira attorno ai 3.000 miliardi.
Ma l'economia americana, il dollaro come moneta di riserva nel mondo, e la stessa solidità del sistema, si reggono sul fatto che molto di questo debito è detenuto in gran parte all'estero (in sostanza "comprato" dagli altri paesi, in varie forme, con l'acquisto di titoli americani, o la costituzione, da parte degli stessi, di riserve in dollari).
Stante questa situazione, per rendere meglio l'idea di ciò che intendo dire, inizio da un episodiodi di qualche tempo fa:
molti ricorderanno le roboanti e minacciose dichiarazioni di Trump verso la Cina, di inizio 2025 (tra dazi e controdazi), bene, è bastato che la Cina, pragmaticamente, in silenzio e senza strafare, nel corso del 2025 vendesse poco più di un centinaio di miliardi di titoli americani, per fargli fare una immediata marcia indietro.
Che è successo? Semplice, i mercati sono entrati in fibrillazione, la borsa USA ha avuto un forte calo, il dollaro si è indebolito, il petrolio è sceso non di poco, e le pressioni (anche dei suoi sostenitori repubblicani), per i timori di recessione, hanno fatto il resto, tutto qua.
Per chi volesse approfondire ecco alcuni link:
(La fragilità del gigante)
https://www.creditnews.it/fragilita-gigante-stati-uniti.../
(I bond diventano un arma)
https://www.bancagenerali.com/blog/cina-usa-treasury
(Trump è stato messo all'angolo dai cinesi...)
https://www.financialounge.com/.../trump-e-stato-messo.../
Ora, mentre tutti i filoputiniani e trumpiani nostrani sono occupati a ripetere in coro che l'Europa è "ininfluente" e fuori dai giochi, una cosa che probabilmente molti non sanno è che, ad oggi, il 32% (letteralmente un terzo) di tutto il debito americano è detenuto dai paesi europei, molto di più di Cina e Giappone. Un titolo su tre (per i neofiti), e tra i maggiori detentori ci sono proprio Regno Unito, Germania e Francia (oltre a Polonia, Belgio e Lussemburgo), ovvero i cosiddetti "volenterosi", mentre l'Italia, per fare una battuta, diciamo che non possiede molto debito americano anche perché ne ha già molto del suo...
Quanto al dollaro, come "moneta di riserva" in Europa non ce n'è grande quantità, solo un centinaio di miliardi o poco più, proprio per il fatto che non c'è bisogno di costituire riserve in dollari in quanto l'Euro stesso è "moneta di riserva" e di riferimento a livello mondiale, ormai alla pari del dollaro.
È bene precisare anche che l'aumento della quota europea del debito americano si è formata grazie anche a ragioni geopolitiche con l'intento di mantenere stabili le relazioni commerciali con gli USA (esattamente l'atteggiamento opposto a quello attuale di Trump), a differenza peraltro della progressiva riduzione dell'esposizione da parte della Cina.
Detto questo, chi mastica un po' di economia sa benissimo cosa accade ad un paese, quando quantitativi massicci dei propri titoli vengono immessi sul mercato (messi in vendita), e sempre chi mastica un po' di economia riesce anche a prefigurare lo "sconquasso" che si creerebbe negli USA, in presenza di una azione del genere da parte europea, quindi si rende conto che l'Europa Nn non è affatto disarmata, al contrario ha in mano un arma potentissima, che, se usata in un determinato modo, è in grado di mettere letteralmente in ginocchio gli Stati Uniti, e forse è per questo che Trump è così avverso al percorso di integrazione europea, nei fatti tutti i detrattori di questo processo (pagati e non) non fanno altro che favorire il gioco di Putin e di Trump, il gioco ormai è chiaro... Questa Europa "non s'ha da fare..."
Ecco, io penso che Trump dovrebbe essere informato meglio, e reso più consapevole, di questa prospettiva, ovvero che se l'Europa venisse messa alle strette, i principali paesi potrebbe cominciare a vendere grandi quantità di titoli americani, e non perdo tempo a descrivere quale catastrofe questa azione potrebbe provocare negli Usa, altro che Europa "ininfluente"...
Aggiungo che, a mio avviso, nell'ultimo vertice a tre, questa prospettiva è stata anche valutata, così come quella di una eventuale presenza militare sul territorio ucraino, e forse è anche per evitare "fughe di notizie" che l'Italia è stata incontrata da Zelensky separatamente (una mia interpretazione benevola).
La Meloni, da parte sua, andrebbe invece informata di un'altra cosa (perché che non può incidere sulla questione del debito USA lo sa già): dovrebbe essere informata del fatto che quasi la metà delle enormi riserve auree italiane (il terzo paese al mondo dopo USA e Germania) sono custodite ancora negli USA, tradotto: su 2.450 tonnellate di oro, circa 1.061 sono depositate e custodite presso la Federal Reserve statunitense.
Sarebbe quindi il caso, anziché rendersi complice di dichiarazioni stupide e inutili, come quelle della Lega, che concentrasse la sua attenzione su ben altro.
Anche questa cosa va spiegata bene, e richiede quindi una divagazione...
La Lega, strumentalmente e inutilmente, ha recentemente proposto un emendamento alla manovra (voglio vedere come vota Fratelli d'Italia), con il quale rivendica agli italiani la proprietà dell'oro della Banca d'Italia.
Il populismo è appunto questo: non considerare regole e istituzioni.
È ovvio che in senso lato è così, ma non solo l'oro, anche la Banca d'Italia è degli italiani, mica è una controparte.., la Banca d'Italia è un "Istituto di diritto pubblico, di proprietà della Repubblica Italiana" , e di conseguenza appartiene al popolo italiano essa stessa (come ho detto sulle questioni istituzionali quelli della lega sono degli ignoranti "sfasciacarrozze"), ma quando le banche nazionali dei paesi europei, hanno costituito la BCE (Banca Centrale Europea), di cui sono socie le Banche centrali, hanno depositato, a garanzia, un po' di quell'oro, nel caso dell'Italia circa 140 tonnellate (poca cosa), e così hanno fatto anche gli altri Paesi, con la conseguenza che ora anche un po' della BCE è degli italiani, BCE, che nel frattempo ha dato forza e stabilità all'economia europea, fino a portare l'Euro ad essere la moneta di tutti, e la seconda "moneta di riserva" e di riferimento al mondo, alla pari del dollaro.
Ovvio che le banche centrali, che sono autonome rispetto ai governi (così funziona nelle democrazie), e socie della BCE, quando assumono alcune decisioni che riguardano anche le riserve auree, debbano coordinarsi con la BCE stessa, è normale.
Per questo ribadire che l'oro è degli italiani, non solo è cosa inutile, ma anche un po' stupida e populista.
Preferisco pensare alla stupidità, perché altrimenti, si tratterebbe di qualcosa di più grave, e dovrei pensare veramente male.
Ma tornando alla Meloni, lei per prima dovrebbe preoccuparsi semmai, con gli "espertoni" della Lega che la sostengono, di cosa ci fa oggi tutto quell'oro italiano (1.061 tonnellate su 2.450) negli USA?
E, stante il palese deteriorarsi dei rapporti tra USA ed Europa, più che pensare alla BCE, sarebbe il caso di cominciare a fare rientrare in Italia almeno una parte di quell'oro (lo ha rilevato anche lo stesso Romano Prodi).
IL PATTO ATLANTICO È FINITO, almeno per cole lo abbiamo sempre inteso fino ad oggi, e se l'Europa d'ora in avanti dovrà fare da sola, sarà anche il caso di dire agli americani che le vasi militari che occupano, anche nel nostro paese, sari il caso che vengano liberate dato che ci dovremo riorganizzare e ci servono.
Ma come ho detto in premessa, questi argomenti nei bar non "tirano", e anche tutti quelli che per anni si sono riempiti la bocca con lo slogan "Yankee go home" non si rendono conto che oggi, sempre più spesso la distinzione non è tra destra e sinistra, ma tra populismo e senso delle regole, tra le a la effe del più forte e diritto e valori, tra chi vuole costruire l'Europa e chi la vuole rottamare, questo è, e sarà sempre più, il distinguo nel futuro.
Riprendendo quindi il filo del discorso, io penso che la maggiore quota di debito americano, nelle mani dei principali paesi europei, sia un arma ben più potente di quelle militari, in grado di fare drizzare i capelli a "testa di pannocchia", sempre che qualcuno riesca a farglielo capire.
Come sempre nelle mie riflessioni, ognuno tragga le proprie conclusioni, a me, per terminare, restano tre cose da aggiungere:
- La prima, che mentre sono tutti impegnati a dire, anzi, lo ripetono all'infinito, che "la guerra finirà quando Trump e Putin troveranno la quadra", io penso proprio che non sia così, infatti Trump e Putin, oltre le dichiarazioni minacciose, non stanno concludendo proprio niente.
- La seconda, ed è un fatto, che sono tutti altrettanto impegnati a dimostrare che l'Europa è "ininfluente" e "non conta nulla" (e nel contempo si contraddicono, perché non fanno altro che parlare dell'Europa). Anche in questo caso le cose NON STANNO PROPRIO COSÌ. Per questo basta vedere la situazione ad oggi degli aiuti (vedi grafico), che gli USA hanno ulteriormente ridotto, e praticamente quasi azzerato nel 2025 (da più di 100 miliardi agli attuali 448 milioni). L'Ucraina già oggi si regge sostanzialmente sul sostegno europeo, e mi spiace che rispetto ai tre principali paesi (Regno Unito, Francia e Germania) l'Italia, da paese fondatore dell'Unione Europea, sia tornato a fare la solita "Italietta" ondivaga, che la storia spesso ci racconta.
- La terza cosa è un mio "sfizio", una mia previsione: penso che, sul piano della comunicazione (e della propaganda), sia i russi che gli americani (i "Trumputiniani" nostrani, arriveranno dopo, perché capiscono dopo) da ora in avanti non parleranno più di "illegittimità di Zelensky" e di "elezioni in Ucraina", non sentiremo più dire che "Zelensky non è legittimato a sottoscrivere un accordo", ma perché dico questo lo spiegherò un altra volta, provate ad indovinarlo da soli...