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Con una ricerca dell'Università di Washington, che può considerarsi la prima ad essere indirizzata sull'argomento, si è riusciti a riprodurre mediante un processo computerizzato, il movimento di fibre microplastiche nell'ambiente.  Lo studio è stato pubblicato nel numero di novembre della rivista Advances in Water Resource...

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  • Circolo ARCI Migliarino

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    Si avvertono i Soci che il Circolo trasmetterà in chiaro tutte le  partite dell'Associazione Calcio Pisa, sia in casa che in trasferta. Prossima partita Piacenza-Pisa domenica 30 settembre. 


  • Circolo ARCI Migliarino

      Cercasi operatori

    Il  Circolo ARCI Migliarino che gestisce la Ludoteca Comunale in versione estiva presso l'Oasi Dunadonda cerca personale qualificato per il perido di luglio e di agosto. Gli interessati possono inviare una mail alla posta del Circolo   arcimigliarino@gmail.com. Vedi sotto.


Pappiana
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Pappiana
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Campionato provinciale di seconda categoria
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Giovanissimi B girone A
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Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini, .....
RISOLVE :
- UMIDITA’ NELLE MURATURE
- RISANAMENTO DEL CALCESTRUZZO DEGRADATO
- IMPERMEABILIZZAZIONE DI :
. TERRAZZE E TETTI
. VASCHE IN C. A. .....
FINALMENTE DOMENICA!
di Ovidio Della Croce
Finalmente domenica questo angolino virtuale si tinge di rosa

7/11/2010 - 9:01

Finalmente domenica questo angolino virtuale si tinge di rosa

 

Finalmente domenica questo angolino virtuale si tinge di rosa. È raro avere due buone notizie rosa insieme che quando ci sono è bene fermarsi un pochino a rallegrarsene.

Sono contento per l’elezione di Susanna Camusso alla guida della Cgil, non tanto perché è donna (anche se, ammetterete, fa un certo effetto avere una donna alla guida del più grande sindacato italiano per la prima volta in 100 anni), bensì perché ho letto la sua biografia su Wikipedia e metto in fila ciò che mi piace di lei. Ha studiato lettere classiche, ha coordinato corsi per il diritto allo studio, è stata dirigente Fiom e poi segretario confederale responsabile di agricoltura, artigianato, cooperazione e settori produttivi. Tra le sue tante battaglie c’è anche quella a fianco dei movimenti per i diritti alle persone omosessuali. Dettaglio non secondario, visto che le donne piacciono anche a me. Dunque, se posso darti del tu, molti auguri di buon lavoro, Susanna, per le prove difficili che dovrai affrontare in questa Italia impoverita e precaria, ma in gran parte non piegata. E, tramite la Voce del Serchio, ti invio una rosa.

 

Sono in pensiero per la mia gattina Lula, perché non sta molto bene, ma è in ripresa. Qualche tempo fa ho incontrato Guido Cerbai sul Ponte di Mezzo mentre sfilava un corteo per la scuola pubblica. Ci siamo abbracciati come fratelli poi, nella confusione, mi ha raccontato di quella volta che incontrò Lula. E io: ma come fai a sapere che ho una gattina? E lui: ma no! Lula, il presidente del Brasile! Come! Faccio io incredulo. Allora Guido era delegato sindacale e mi ha raccontato di quando (primi anni ottanta), in treno per andare a una riunione a Milano, fu avvicinato da un sindacalista brasiliano che si sedette nello stesso scompartimento. Piacere, Luiz Ignacio Lula da Silva. Piacere, Guido Cerbai da Pisa. Parlarono per tutte le quattro e passa ore di viaggio. Lula era curioso di sapere dei movimenti cattolici dissidenti e delle minoranze critiche nei confronti della sinistra tradizionale, ricorda Guido. E io, ridendo: Dio buono, lo consigliasti bene!

 

L’elezione al secondo turno di Dilma Rousseff alla presidenza del Brasile è un fatto storico che, oltre a causarmi una discussioncina in famiglia per il cambio del nome alla gattina da Lula a Dilma, mi riempie di speranza. Le prime parole di Dilma Rousseff da Presidente sono state: "Sradicare la miseria e dare opportunità a tutti". Dilma Rousseff però non ce l’ha fatta al primo colpo per via della candidata ecologista Marina Silva, voce critica della sinistra. La biografia di Dilma ha un che di eroico (leggetela sulla Voce alla sezione Cultura); quella di Marina Silva è emblematica del personale riscatto cominciato dalle origini poverissime e durissime in Amazzonia e proseguito grazie all’incontro con il sindacalista Chico Mendes (vi ricordate di Chico?). Un mazzolino di "nontiscordardime" all’ambientalista Marina che ha telefonato a Dilma e si è congratulata con una frase che ricorda il Che: "Ti auguro la semplicità delle colombe e l’arguzia dei serpenti".

 

Con il dovuto rispetto mi piacerebbe dare del tu anche a Dilma e dirle: cara Presidente, ti mando i miei migliori auguri, una rosa e anche il numero di cellulare di Guido Cerbai per farci una chiaccheratina, se ti va. Sono sicuro che ti parlerebbe della canzone dei Nomadi "Ricordati di Chico" e ti consiglierebbe di telefonare spesso a Marina. Si impara sempre molto dagli altri.

Ovidio Della Croce

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12/11/2010 - 18:53

AUTORE:
Guido

Caro Ovidio,
ti ringrazio per aver ricordato la nostra conversazione sul Ponte di Mezzo. Non credo che il mio incontro fortuito in treno con quell'oscuro (allora) sindacalista brasiliano, in "giro di istruzione" in Italia, abbia avuto conseguenze così importanti. Per quanto mi riguarda fui molto colpito per l'interesse dimostrato da Lula (mi fu in seguito confermato che si trattava proprio di lui) per quei nostri movimenti sindacali e politici che in Italia erano considerati minoritari. Evidentemente, visti dall'esterno, non erano tanto insignificanti! Questo mi rinfrancò molto.
Ciao

12/11/2010 - 15:49

AUTORE:
Lula

Seul, 11 novembre - Cambiare il sistema finanziario internazionale per rompere il monopolio del dollaro Usa come valuta di riferimento. È tornato a chiederlo a Seul, in conferenza stampa poco prima dell'inizio del vertice del G20, il presidente brasiliano uscente Luiz Inacio Lula da Silva, ricordando che il tema è da tempo al centro del dibattito all'interno del Bric che riunisce le quattro principali economie emergenti, Brasile, Russia, India e Cina. «Il dollaro non può più rappresentare l'unica moneta di riferimento perchè è prodotto da un solo paese - ha detto Lula - È necessario aprire ad altre possibilità perché i paesi con grandi riserve monetarie, come Brasile e Cina, non diventino dipendenti dalla decisione di svalutare o no di un altro». Il presidente brasiliano è inoltre tornato ad accusare la Cina e soprattutto gli Stati Uniti di aver dato il via a una «guerra dei cambi» con la svalutazione. Una guerra, ha detto, «che non può continuare così. Ciò che desideriamo - ha aggiunto Lula - è che gli Usa apprezzino il dollaro e non lo svalutino come stanno facendo ora». Identica posizione è stata espressa da Dilma Rousseff che prenderà il posto di Lula alla presidenza del Brasile dal prossimo primo gennaio. «La politica del dollaro debole», ricade sulle altre economie, ha sottolineato la presidente eletta.

11/11/2010 - 20:11

AUTORE:
A cura della Fondazione Zanchetta

Questa la continuazione dell'opinione di Gustavo Esteva che scrive:

11/11/2010 - 15:29

AUTORE:
A cura della Fondazione Neno Zanchetta

Ho ricevuto queste "RIFLESSIONI DOPO LA VITTORIA DI DILMA" ROUSSEF" inviatemi dalla Fondazione Neno Zanchetta e penso che siano interessanti per la discussione. (Ovidio)

Dilma Roussef alfine -dopo qualche timore dovuto al 20% dei voti ottenuti a sorpresa dalla leader ambientalista Marina Silva- si è affermata nettamente al secondo turno delle presidenziali. La sua è la vittoria di Lula, che la aveva indicata … come candidata alla successione, quando ancora era poco nota al grande pubblico. Così al "presidente operaio" segue una "presidente guerrigliera". Una occasione che certa retorica di sinistra non perderà per autocompiacersi. Non dubitiamo delle sue doti politiche, come non dubitavamo di quelle di Lula, che su un giornale nostrano di sinistra è stato definito "un grande presidente", cosa su cui concordiamo se colmiamo l'omissione di un aggettivo, "un grande presidente social-liberista".

Ma la sinistra, si sa, ha bisogno di consolazioni, e molti non hanno mancato l'occasione per infiammarsi di fronte a questo successo della "sinistra", fino a contrapporre Lula ad Obama. Ma torniamo alla Roussef. La sua prima dichiarazione è stata quella di voler liberare il paese dalla miseria. Problema che quindi permane e che è stato solo scalfito dai successi economici dell'ottennato di Lula. Il proposito è buono, e se Dilma è una politica realista, come certamente è, sa che per fare questo dovrà trasformare radicalmente le politiche economiche di Lula, il che non è certo che vorrà o potrà fare.

Nella nostra analisi preelettorale avevamo elencato i successi e gli insuccessi (dal nostro punto di vista) del governo Lula. I successi, dal punto di vista social-liberista, sono ben sintetizzati in una frase di un commento alle elezioni di Raúl Zibechi: con Lula "si è consolidato il potere delle classi dominanti mentre si sono indeboliti i progetti di trasformare la società". E si sono promosse politiche agroindustriali distruttive per l'ambiente, mentre un consistente assistenzialismo ha spuntato le unghie ai movimenti sociali, Sem Terra compresi.

So che uno degli argomenti per cui molti sentono la vittoria della prescelta da Lula come una vittoria "progressista" è la presa di distanza di Lula dagli Stati Uniti, che continuerà con Dilma. Ma che è accompagnata, ormai sono in molti a rendersene conto, da un ambizioso progetto di subimperialismo regionale.

La sinistra ha molte anime, ed una tuttora consistente è l'anima industrialista e sviluppista, solo distrattamente ambientalista, quel tanto che serve a non sembrare reazionari. E spesso pensa che è sufficiente essere antistatunitensi per essere progressisti. Applaude al "socialismo del XXI secolo" bolivariano, a quello "comunitario" di Morales, alla "rivoluzione cittadina" di Correa, senza approfondire nessuno dei tre e ritenendo così che siano tre progetti intercambiabili.

Non la pensa così Gustavo Esteva che nel suo commento quindicinale su La Jornada scrive:


Dal
MININOTIZIARIO AMERICALATINA DAL BASSO - n. 98 del 10 novembre 2010

10/11/2010 - 8:33

AUTORE:
Ilaria Ferrara

Una volta, a scuola, i generi e le concordanze con gli articoli. "Navicella spaziale, maschile o femminile?" domando. Quasi tutti dicono femminile, ci vuone l'articolo "la", ma due bimbe sostengono convintamente il contrario: la navicella spaziale è maschile, argomentano, perché è "roba da maschi".
Grazie a Dilma, Marina, Susanna e a tutti i milioni di donne che fanno in modo, passo dopo passo, che arrivi il momento in cui una donna laddove c'erano sempre stati gli uomini non faccia più notizia (se non per il fatto che allora le cose andranno meglio) - anche se da noi l'idea di una presidenta, del Consiglio o della Repubblica, sembra ancora fantascienza.

8/11/2010 - 21:46

AUTORE:
Doricchio

Caro e chiaro Ovidio
belle e ben scritte parole su donne che pur conservando tutte le nostre peculiarità (come aggettivo da allegare mi viene in mente solo "straordinarie") sono arrivate in "alto", nelle stanze dei bottoni, dove solitamente entravamo al limite per fare pulizie...e invece..Si regalaci rose a tutte e parole gentili e complimenti e sorrisi che rallegrino in qualche modo le nostre giornate frenetiche, vissute sempre di corsa, rincorrendo bimbi, uomini, genitori ormai anziani, lavoro, fornelli e panni, sempre più numerosi da stirare...donne di cui io sono innamorata follemente come si deve fare con le donne perché loro sanno cosa sia la follia e proprio per questo ci sanno convivere con più o meno sforzo...donne che incontro ogni giorno, che spio al supermercato, che guardo per strada, che ascolto al telefono che vedo ancora in divenire nei banchi della mia scuola e che tanto vorrei proteggere da quel male che dovrà venire...
grazie da me e da tutte le donne che leggendoti sapranno aprirsi ad un sorriso...

8/11/2010 - 21:06

AUTORE:
valeria

Grazie Ovidio, è sempre un piacere essere informata da te, con semplicità e consapevolezza critica!Le tue notizie in rosa, inoltre, mi inorgogliscono...visto che anch'io faccio parte del gentil, e a questo punto anche battagliero, sesso!
E visto che sono una "super gattara", mando anche un bacino di pronta guarigione alla gattina dal bel nome...Lula!

8/11/2010 - 14:05

AUTORE:
Andrea Vento

Complimenti a Ovidio (Edi per noi di famiglia..) per aver affrontato un tema di carattere internazionale così significativo e al contempo, ahimè, politicamente poco considerato nel vecchio continente.
Il tuo commento mette in risalto la specificità di genere dei due politici di sinistra impegnati nella sfida elettorale per la presidenza brasiliana, non affrontando tuttavia sia il contesto generale del subcontinente, sia le peculiarità specifiche delle due contendenti.
Partendo dal primo punto, possiamo sicuramente far risalire l'inizio del "nuovo corso" latinoamericano alla prima elezione di Lula nel 2002 la quale, in considerazione del ruolo di potenza regionale rivestito dal Brasile, ha aperto la strada ai successivi governi di sinistra e centro-sinistra che, numerosi, hanno assunto le redini della maggior parte dei paesi dell'area. Questo gruppo di stati, sotto la "guida" di Lula, hanno varato una linea di politica estera autonoma e in netta discontinuità rispetto alla storica subalternità agli interessi statunitensi nel loro "cortile di casa" (definizione attribuita all'America Latina nell'ambito della Dottrina Monroe).
L'avvio di una politica estera comune alla maggior parte dei paesi latinoamericani e di un processo di integrazione economica, attraverso anche un rilancio del Mercosur, ha portato alla nascita di un nuovo sentimento "nazionale" latinoamericano e al sorgere di speranza di sviluppo economico e progresso civile per tutte le componenti etniche e sociali. Ne è sorta un'eccezionale stagione di fermento fatta di movimenti politici, sociali (Sem Terra, Siringheros ecc) e etnici (le comunità indigene)del tutto sconosciuta in un'area la cui popolazione è stata a lungo prostrata da colpi di stato e feroci dittature.
L'elezione di Lula fu accompagnata e sostenuta da tutte queste nuove forze e movimenti che intravedevano nella sua futura politica reali prospettive di cambiamento.
Furono sufficienti non molti anni per capire che gran parte delle speranze sarebbero rimaste tali. Già prima della scadenza del suo primo mandato alcune forze politiche e movimenti realizzarono che le politiche di Lula seppur di rottura a livello internazionale, non lo erano nella stessa misura sul piano interno; in particolar modo la mancata attuazione della riforma agraria, l'accordo con Bush per la produzione di biocarburanti e lo sfruttamento e la devastazione dell'Amazzonia provocò una presa di distanza da parte dei movimenti ambientalisti e dei contadini dei Sem Terra e all'uscita di 3 ministri di sinistra dal suo governo. Qualsiasi dubbio sull'effettiva azione riformatrice del governo Lula cadde inesorabilmente, evidenziandone i suoi connotati moderati.
La strada del nuovo corso era ormai tracciata e l'elezione di Correa in Ecuador e soprattutto di Evo Morales in Bolivia, primo presidente indios dell'America Latina, sommate al preesistente governo di Chavez in Venezuela ha dato vita all'asse dei paesi con chiara connotazione di sinistra le cui politiche economiche hanno segnato una chiara inversione di tendenza rispetto a quelle della sudditanza neocolonialista da parte degli Usa. Nazionalizzazione di risorse petrolifere e minerarie, pubblicizzazione del servizio idrico, tutela della foresta e dei diritti delle comunità, politiche sociali indigene tese ad estirpare la povertà e a ridurre le sperequazioni sociali. Senza considerare il carattere internazionalista con la creazione dell'Alba, l'Alternativa Bolivariana per le Americhe, una forma di cooperazione e integrazione economica fondata su principi diversi rispetto ai dettami del libero mercato.
Il ruolo di Lula è stato fondamentale per il risveglio dell'America Latina ma non all'altezza delle aspettative per quanto riguarda le problematiche economiche, sociali, ambientali e di rispetto delle comunità indigene e dei movimenti.
La nuova presidente la cui storia personale e politica è di tutto rispetto: partecipò alla lotta armata contro la dittatura (1964-1985 venendo per questo incarcerata e torturata, contribuì alla nascita del Partido Democrático Trabalhista (PDT), successivamente avvicinatasi al Partido dos Trabalhadores (PT) nel 2001, entrò a far parte del primo governo Lula come ministro per le miniere e l'energia distinguendosi per aver varato il piano "Luz Para Todos" (Luce per tutti) alla fine del 2003, infine nominata Ministro della Casa Civil una sorta di ministero degli interni.
Le qualità umane e politiche sono tutte raccolte nel suo percorso di vita, ma quello che solleva qualche perplessità sui futuri scenari del suo mandato sono, a mio modesto parere, racchiusi nel seguente quesito; saprà la nuova presidente imprimere una svolta realmente riformatrice alla sua politica indirizzandola verso la riduzione della povertà, l'attuazione della tanta agognata riforma agraria, lo svincolarsi dalla penetrazione delle multinazionali sul proprio territorio, la conservazione della foresta amazzonica, il riconoscimento dei diritti ancestrali delle comunità indigene e la tutela dei diritti dei piccoli contadini, dei siringheros e delle masse inurbate.
Attendiamo fiduciosi riposte significative nel segno della discontinuità delle politiche attuate da Lula nei suoi due mandati presidenziali.

Ps. seguirà altro commento sulla candidata della sinistra ecologista Silva

8/11/2010 - 12:38

AUTORE:
luigi

ho letto il tuo commento,se ne parla a voce, che è meglio del computer

8/11/2010 - 6:36

AUTORE:
laura

Scrivo queste righe dopo aver visto Susanna Camusso ier sera a "Che tempo che fa". Questa donna mi piace, mi piace da matti. Finalmente una persona sobria, determinata, che fa domande precise e si aspetta risposte altrettanto precise, con un progetto ben chiaro nella mente. Una persona che non dice "io io io" ma "noi" e mette subito in chiaro che lei parla a nome di un gruppo di persone perchè le scelte sono condivise. Una persona che in poche, precise parole ribalta l'opinione diffusa dai media e nelle varie trasmissioni di nani e ballerine che "chi lavora è fesso" (o "pirla" come si dice dalle mie parti)perchè le vie del successo sono molte, ma nessuna di queste prevede l'impegno e la fatica. Susanna Camusso no: sottolinea la dignità del lavoro, la fatica che richiede e la possibilità che offre di far progetti, di scegliere di mettere al mondo figli, di costruirsi una vita... Anche io, come Ovidio, mi permetto di darti del tu: sono con te, la tua battaglia è la mia, voglio un'Italia che riscopre valori veri, voglio parlare ai miei bambini a scuola del lavoro e della fatica, certa che, da qualche parte, una donna in gamba come te sta facendo lo stesso.

7/11/2010 - 10:31

AUTORE:
sabrina

Ciao Ovidio, mi fa immensamente piacere che un uomo si rallegri così tanto per i successi femminili.
E’ un fatto importante che una donna sia alla guida del sindacato più grande d’Italia e non si dica, per favore, che la Camusso “c’ha le palle” come spesso si usa quando una donna raggiunge i vertici. Non esistono donne con le palle. Ci sono donne e uomini. La Camusso è una donna, che probabilmente si è meritata di essere dov’è, per le sue capacità, per la sua intelligenza, per i suoi trascorsi sindacali, politici e sociali. Speriamo che sia una brava segretaria, ce n’è bisogno nella CGIL, oggi più di sempre.
Del resto le donne popolano le basi del sindacato, della politica, degli ambienti di lavoro, e spesso sono anche brave, ma poi ai vertici ci finiscono sempre gli uomini. E non sempre con ottimi risultati.
Io non sono a favore delle quote rosa, sono convinta che le donne si debbano conquistare le posizioni, con la loro volontà, capacità, moralità, caparbietà e determinazione, e anzi, penso che si debbano cominciare ad incazzare di più, quando si vedono rappresentate in parlamento da certe “ministre”, o anche, nell’ambiente di lavoro da certe “dirigenti”, che invece sono arrivate fin lì grazie ad altre qualità, spesso molto meno lodevoli.
Ma penso anche che è vero sì che siamo più forti degli uomini, infatti si vive di più, ma è la nostra fatica di vivere che ci rende più solide. Il nostro continuo dover dimostrare al mondo (maschile) che siamo brave mamme, mogli, lavoratrici, che riusciamo anche ad avere una vita sociale e politica fuori dalla famiglia, è vero, ci rende più forti, ma ci comporta sforzi enormi e enormi sacrifici. Forse è per questo che ad un certo punto molliamo e mandiamo avanti gli uomini.
Comunque ci fa piacere quando un uomo ci regala una rosa. Farà piacere a Susanna Camusso e a Dilma Rousseff , ma ti dispiace, Ovidio, se simbolicamente le tue rose le offriamo a tutte quelle donne, che nel loro piccolo, giorno dopo giorno, si fanno un mazzo così?