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SAN GIULIANO
Psi: le polemiche contro la tangenziale sono solo di carattere ideologico

22/11/2010 - 7:31

COMUNICATO

  

Ideologia e mobilità

 

 

SAN GIULIANO Le polemiche che sorgono contro la realizzazione della cosiddetta tangenziale nord di Pisa sanno molto di ideologia, e anche un pò di interessi privati da tutelare.

Sugli interessi privati (effetti dell’esproprio di aree, vicinanza con la nuova infrastruttura, oppure suddivisione di aziende agricole) non abbiamo nulla da obiettare: è giusto rappresentarli e cercare di ottenere il risultato che meglio li tuteli.

Quello che invece disturba, è l’ideologizzazione, prima ancora della politicizzazione, delle posizioni.

Sembra che volere strade che costituiscono risposta adeguata alle esigenze di mobilità sia da cementificatori (meglio: asfaltatori) del territorio e dunque una roba sicuramente di destra, da speculatori.

 

Evitare la loro realizzazione sarebbe invece di sinistra, da ambientalisti doc, etc. etc.

Ora il punto è che tutto lo sviluppo insediativo, produttivo e di servizi verificatosi da almeno 25 anni in qua nei comuni a nord di Pisa, e lo sviluppo del polo ospedaliero di Cisanello hanno da tempo determinato una domanda di mobilità che richiede una risposta mediante la realizzazione di una nuova razionale infrastruttura viaria ad andamento est-ovest, dall’Aurelia fino, possibilmente, al ponte di Caprona. A tale domanda occorre aggiungere il di più che sarà indotto dalle previsioni di sviluppo degli stessi comuni.

 

Dunque appare un po’ strana e del tutto tardiva una posizione di negazione della necessità di questa infrastruttura (prevista negli studi di Piano Regolatore di Pisa fin dal 1990): come minimo occorrerebbe, per coerenza, opporsi a tutto quello sviluppo di cui la strada costituisce conseguenza (e in parte premessa) necessaria.

Per quanto riguarda il numero di corsie di una strada, crediamo che questo dovrebbe dipendere dal ruolo trasportistico e territoriale della strada stessa, oltre che dalle capacità economiche dei soggetti a cui è in capo e non a posizioni pregiudiziali.

 

Poiché le proiezioni dello studio specialistico sul traffico annesso al progetto dimostrano che la strada sarà già satura (in alcune ore del giorno) fin dalla sua inaugurazione, parrebbe posizione prudente e responsabile per chi governa, assicurarsi che l’eventuale necessità e volontà di ampliamento della infrastruttura (che equivale ad ampliare la sezione di 7 ml) fosse verificata come possibile fin da subito, per non trovarsi un domani, neanche tanto lontano, a dover buttare giù edifici privati, ponti o altri manufatti di corredo perché realizzati in una visione miope.

 

 

Poiché tale verifica non è stata compiuta in sede di progettazione preliminare, parrebbe sensato effettuarla in fase di progettazione definitiva, il cui esito potrà essere anche qualche modifica locale di tracciato proprio per migliorare la fattibilità del futuro intervento.

Infine, anche lo sviluppo del tracciato fino a raccordare pienamente la viabilità alle principali infrastrutture esistenti, completando un disegno complessivo – da riportare nel piano strutturale d’area -appare cosa del tutto razionale e giudiziosa.

Questo è ciò che hanno chiesto di fare i socialisti.

 

In ogni caso l’Acquedotto Mediceo va pienamente salvaguardato, come fa lo stesso progetto preliminare, che ne prevede il sottopasso (anche con una spesa economica non trascurabile) per non metterne in discussione l’obiettivo di salvaguardia e valorizzazione, pienamente condiviso.

 

Partito socialista italiano – Comitato comunale di Pisa – Unione Comunale di S. Giuliano T.

 

 

Fonte: Comunicato
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22/11/2010 - 16:20

AUTORE:
Cittadino 2

Strano come io mi sia così allontanato da un partito che rispettavo e con cui convivevo molto. Parlo del PSI che parla di una accusatoria visone ideologica per il contrasto alla nuova tangenziale di Nord-Est. O forse è il partito che si è allontanato dal suo percorso iniziale.
Anche io devo dire sono abbastanza dubbioso su questa nuova opera che avrà un impatto così importante sul territorio e trovo le argomentazioni di Sirtori, che non conosco ma che stimo a fiducia, più che giustificate. Quindi se non proprio ideologico ne sono dubbioso “concettualmente” perché per le strade penso di debba applicare lo stesso principio del territorio: se lo utilizziamo si consuma (e non si riforma) per cui lo perdiamo.
E’ bella una strada asfaltata? Non è né bella né brutta, è solo utile o inutile o meglio è indispensabile o non lo è. Favorisce sicuramente la motilità in auto, ma favorisce anche quella pedonale e in bicicletta? Favoriscono la mobilità i parcheggi? Niente affatto. Se non ci fossero parcheggi nelle città si dovrebbe necessariamente lasciare l’auto fuori e si andrebbe in centro con i mezzi pubblici.
Servirebbe, anche e soprattutto da parte dei partiti, una maggiore sensibilità su questo aspetto della mobilità e fare uno sforzo per cercare soluzioni diverse e migliori che non quelle del soliti aumenti di strade e parcheggi. Le auto stanno oramai soffocando le città e piano piano la loro invadenza sta aggredendo anche le periferie. Bisogna interrompere questa progressione malefica e lo si può fare solo culturalmente, con la consapevolezza che questa non è la strada giusta come invece lo sono i mezzi pubblici, la bicicletta prendo e lascio o di proprietà, la metropolitana di superficie e il sano uso delle gambe per camminare.
Cioè vedere il territorio in funzione delle auto è non solo vecchio come concetto, ma sta diventando sempre di più pericoloso per il progressivo cambiamento strutturale dei luoghi e culturale delle persone.
Invito l’amico PSI ad una più attenta riflessione su questo argomento.