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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
SAN GIULIANO
La Scuola Sant'Anna apre un polo nel territorio sulle scienze della vita

5/12/2010 - 8:43

PISA. Dopo un anno positivo, la Scuola Sant’Anna si appresta ad affrontare il 2011 con molte preoccupazioni dovute alla riforma del sistema universitario, ma anche con nuovi progetti, come il Polo Sant’Anna a San Giuliano che unirà i settori di scienze agrarie e scienze mediche. I cambiamenti sono stati illustrati ieri alla cerimonia d’apertura dell’anno accademico.
«È previsto lo sviluppo dell’istituto di scienze della vita nel Polo Sant’Anna San Giuliano - dice il direttore della Scuola Sant’Anna Maria Chiara Carrozza - È uno dei nostri progetti più ambiziosi, teso a produrre una forte integrazione fra i settori di scienze agrarie e scienze mediche secondo le direttrici previste nel nostro piano strategico».
Inoltre si dovrà procedere alla riforma strutturale e all’evoluzione delle attività di ricerca che fino a oggi erano svolte nei laboratori e nei centri distribuiti nel territorio.

Fonte: Il Tirreno
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