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La ricostruzione e il racconto con tanti ricordi, la rivolta dell'acqua questa volta non portatrice di vita ma di morte. Il pianto di una Nazione e..."al posto del campanile una scala a chiocciola", quella di Giovanni Michelucci.
 

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  • AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI DELLE SCUOLE DI CALCI MOLTI SPAZI, AULE E GIARDINI RINNOVATI

      Suona la campanella

    Mancano tre giorni all’inizio della scuola e lunedì prossimo la campanella suonerà per i tanti alunni calcesani che potranno contare su aule, spazi comuni e giardini rinnovati e più sicuri...


Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È .....
Vendo FB FB johnson 5CV buone condizioni, bicilindrico, 2 tempi, gambo corto, elica 3 pale, anni 90, marcia avanti e indietro, serbatoio esterno .....
PISA E PROVINCIA
Presidente Enpa: canile insufficiente, altri animali trasferiti a Bologna

11/12/2010 - 7:57

INTERVENTO

 

PISA - Giorni fa altri cani sono stati trasferiti dal Canile consortile di Ospedaletto in un Canile Rifugio nei pressi di Bologna. La struttura di Ospedaletto, sorta come "Canile Sanitario" alla fine del 2006, doveva essere completata a breve, con il Canile Rifugio e a questo scopo è stata già realizzata la quasi totalità degli impianti.
Una valutazione per eccesso ha fatto sì che decine di box per il "sanitario" siano rimaste sempre vuote e altre mai installate. Attualmente il canile è solo di tipo "sanitario" e perciò idoneo, per legge, ad ospitare i cani solo per 60 giorni, trascorsi i quali, se non adottati, devono passare in un canile rifugio. Per questo, quando nel 2007 venne chiuso dall’ autorità giudiziaria il canile privato di Lorenzana, dove erano ricoverati cani randagi di numerosi Comuni aderenti al Canile Consortile di Ospedaletto, questa struttura non li potè accogliere.
Poiché nella Provincia "canili rifugio" a norma non ne esistevano, fu necessario "spedire" 80-90 cani in rifugi della Regione Emilia. In seguito se ne aggiunsero altri, trascorso un periodo a Ospedaletto. Poi fortunatamente il flusso migratorio cessò e i cani rimasero al "sanitario" oltre il tempo stabilito.
Tuttavia, ogni tanto, qualche cane viene ancora "deportato". Quindi decine di cani si trovano attualmente in rifugi della Regione Emilia. Come se ciò non bastasse, da un’ indagine svolta presso i Comuni, è risultato che in tutti questi anni, in queste strutture, nessun cane è stato adottato, inoltre, in uno di questi canili, non viene mai effettuata la "sgambatura" (attività motoria).
La mancanza di adozioni è comprensibile: ubicazione delle strutture lontana dal nostro territorio; impossibilità, quindi, di supporto nella gestione, in particolare nelle adozioni, da parte di nostre volontarie; numero spropositato di cani ricoverati (si parla di 300-400) che statisticamente ne rende pressoché nulle le possibilità.
Nel Canile Consortile di Ospedaletto, opera pubblica da anni incompiuta: sarebbe sufficiente investire una quota contenuta e per di più da dividersi tra 9 Comuni, per rifinire gli impianti ed apportare alcune modifiche ai box, per renderli idonei a rifugio. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un palese sperpero di denaro pubblico, sia per le somme che sono già state investite, sia perché i cani nei canili hanno un costo che è proporzionale al numero, spesa che grava sui bilanci dei Comuni. Sia ben chiaro, non solo i cani non devono più partire, ma anche quelli partiti devono tornare!
Auspico quindi che, "chi deve fare" ne prenda coscienza, perché è evidente che, dal suo compimento, ne trarrebbero vantaggio sia i nostri "trovatelli", sia i cittadini contribuenti.

ANNA MARIA BRUNONI

(Presidente dell’Enpa di Pisa)

Fonte: Lettera al Tirreno
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