none_o

Come abbiamo anticipato alcuni giorni fa, è stata inaugurata oggi la nuova sede dell'Associazione CRI di San Giuliano Terme in via Pasteur a Pontasserchio.La nuova struttura offrirà tutti i servizi istituzionali ( sociali, sanitari, di protezione civile) con in più una serie di attività innovative per la comunità.Una vera casa per la comunità: più prossimità, più integrazione tra sociale e sanitario, più supporto anche per chi vive patologie neurodegenerative e per le loro famiglie. 

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
din Juri Sbrana
none_a
Afganistan
none_a
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
VECCHIANO - SAN GIULIANO
E' morta per malnutrizione la balena trovata a San Rossore

28/1/2011 - 6:28

VECCHIANO  «La balena è morta per malnutrizione, aveva poco cibo a disposizione». A svelare il mistero sulla fine della Moby Dick spiaggiata sull’arenile di San Rossore, è il prof. Stefano Dominici, del museo di storia naturale dell’ateneo di Firenze.

Lo scienziato ieri ha lavorato tutto il giorno intorno all’enorme carcassa del cetaceo, divenuta una sorta di attrazione per curiosi e pescatori.Decise le modalità di trasporto e smaltimento dei resti del cetaceo. Le autorità di San Giuliano Terme, coadiuvate dagli altri enti coinvolti a vario grado nella vicenda, hanno stabilito che la carcassa sarà trasportata a largo e affondata, forse già oggi.

La balenottera dunque tornerà nel suo habitat naturale, probabilmente proprio nel Santuario dei cetacei, quello spicchio di mare compreso tra Francia e Italia in cui vivono delfini, balene, capodogli. E cosa ancor più importante, la sua morte non sarà occorsa invano, stando a quanto hanno spiegato gli esperti e i biologi intervenuti per studiare l’esemplare: «Le carcasse dei grossi cetacei sono risorse energetiche importantissime per l’ecosistema marino - ha spiegato Dominici - Pertanto studieremo le comunità di vertebrati e invertebrati che si svilupperanno e troveranno nutrimento intorno a questi resti».

Intanto un gruppo di studiosi dell’università di Padova si è occupato di verificare se la balena fosse affetta da patologie o infezioni, mentre un team dell’ateneo senese ha prelevato dei campioni di tessuto per sottoporli agli esami ecotossicologici, utili a capire se la morte dell’animale è stata determinata da particolari sostanze presenti in mare. Un’ipotesi che al momento sembra da escludere: «La situazione delle acque della fascia costiera è sotto controllo e risulta buona, soprattutto nella zona di San Rossore», spiega Fabrizio Serena, responsabile dell’area mare di Arpat.

La presenza di una grossa cicatrice sulla pinna dorsale dell’animale ha confermato che si tratta della stessa balena avvistata giovedì scorso al largo di Carrara e domenica nei pressi di Viareggio.

Inoltre ieri è circolata la notizia che lo scheletro della Moby Dick toscana sarà affidato al Parco di San Rossore, ma ancora non vi sono conferme in tal senso.«Mi sembra prematuro parlare di questo argomento - spiega il presidente Giancarlo Lunardi -. Nella storia di San Rossore questo è un fatto quasi unico, se si esclude un altro incidente analogo avvenuto negli anni Cinquanta ma dove l’animale era di dimensioni minori. Al di là del dispiacere per quanto avvenuto, adesso abbiamo un interesse scientifico legato agli esiti del progetto di ricerca. Allo stesso tempo siamo attenti al fattore "tutela ambientale" visto che con le Secche della Meloria, anche il parco di San Rossore fa parte della partita del Santuario dei cetacei».

Fonte: Il Tirreno
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri