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Questa volta Finalmente domenica! la scrive Bruno Ferraro, il nostro inviato speciale a Auckland, nel caso ci fosse qualche appassionato/a velista tra i lettori e le lettrici di questa rubrichetta o, se non ci fosse, per gli amanti di spiagge e di isole vulcaniche.

Massimiliano Angori Sindaco
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Massimiliano Angori Sindaco
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Massimiliano Angori Sindaco
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Massimiliano Angori Sindaco
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Qualcuno sostiene che la Boschi è in realtà un anziano .....
. . . e giornalisti.
Non sempre sono Da-Cordo con .....
. . . . . . . . . . . . 1 perchè Renzi è un bagliniano. .....
Tanti saluti da parte di Franca al caro Sergio Mattarella. .....
La Mossa del cavallo
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MdS Editore
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Siamo nuovamente aperti, per voi!
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Sabrina Banti
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di Bruno Pollacci
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Misericordie d'Italia
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Triste evento a Pontasserchio
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Pisaciclabilenotizie
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  • Emergenza del Covid-19

      Misericordie della Toscana


     Cari fratelli e sorelle, adesso più di prima siamo chiamati tutti ad un impegno e ad uno sforzo ulteriore per sostenere le nostre comunità, le persone fragili, i nostri anziani, le persone sole e chi viene purtropp colpito da covid-19...


  • Circolo ARCI MIgliarino

      Chiusura del Circolo

    Il Circolo ARCI Migliarino comunica ai propri soci che il bar resterà chiuso dalla data odierna (10.3) fino al 3 di aprile 2020. La riapertura sarà condizionata dalle disposizioni successive riguardo alla diffusione della malattia in ambito nazionale.


di Marlo Puccetti
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BRUNO FIORI, PRESIDENTE PISA OVEST
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Si presentava alla gara con ben 27 atlete.
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PISA OVEST
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nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che .....
Buona sera a tutti,
dopo il COVID 19, riprendiamo da dove eravamo rimasti, al 17 Febbraio 2020, quando all'imbrunire nella sede dell'ASBUC di Vecchiano .....
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In risposta a: del
un Uomo senza tempo
AUTORE: fede
email: -

20/5/2020 - 20:19

nato
in un tempo senza tempo
spoglio
corpo al vento
apre gli occhi
guardando curioso
quel volto
e quel fuoco

fa freddo
ma la luce che lo avvolge
sconvolge
menti labili e dormienti
ma intanto
ci ha donato una nuova speranza
ed un sorriso
e che la vita mai come oggi
non s'arrenda

al buio di questi tempi
nascosti e d'inganni
d' ipocrisia
coll'apparenza della carità
ma un giorno tornerà
e porterà il salario al giusto
e a chi grida no questo è mio
si abbatterà la spada di Dio




In risposta a: del
Il Virus
AUTORE: VERONICA MANGHESI
email: [protetta]

18/5/2020 - 17:14

IL VIRUS

Declina l'inverno in narcisi chiassosi,
campane piangono stonate la coda
di asciutti feretri, non un bianco fiore,
non un lamento ad accompagnar la fine.
E la muta rabbia schiuma in saliva,
il fragore del morbo tutto dilacera,
frena abbracci, separa sguardi e affetti
che nudi affogano in brande senza aliti.

Qualcosa di bello si forma di nuovo
nelle mie mani, stormenti rondini,
tu credi siano sperse, lassù nell’aria,
ma sull’orlo del cielo trasaliscono
di primavera, intatte vibrano nel vento
con cui soffolcere nostalgie carponi,
quando intatte libravano nell'intimo
fremere, di libero gioco assunte.

Sono nel vento, ti colgono rapide
tu che in un livido giaciglio resti,
tu che aspetti solo alla muta finestra,
padre, portano il loro succhio di vita,
ti svolgono dal virus che costringe
aprendo il sorriso alla speranza viva,
resisti, che l’affanno nelle mie mani
finalmente nelle mie mani più non sia.



Veronica Manghesi
01/04/2020 – Pandemia Covid19




In risposta a: del
gli sguardi
AUTORE: federico
email: -

20/4/2020 - 21:45

sono giorni che t'aspetto
è da un po' che son da sola
già lo sai
in quella casa troppo vuota
ora qui a far la spesa
col carrello e mascherina
per incoraggiarmi parlerò con Dio
Son tre ore che faccio fila fra la gente

una vita senza sconti un passato da cambiare
l'illusione ci da sempre un bel sapore
navigare è un altra cosa no trascimar dalla corrente
ma remare qua da sola non ci stò
Se il sentiero disegnasse quei miei pianti

di sguardi d'un volto che più non c'è
A stento mi leggo quella tua posta
gli sguardi riflessi dentro a un caffè
Pasqua di un anno senza stagione
la stanza il soffitto e un letto disfatto
Un corpo di gesso ...che io più non spoglio
...Sei come un miraggio vivo a tratti spesso nel deserto
di sguardi ,
che fluivan nei gesti,
gli sguardi ............

..............

nella vita già in salita , un bel giorno t'ho perduto
nella mente ripensare all' accaduto
io cercavo quel calore ma provai soltanto freddo
tu però già confuso in quei tuoi guai
Ma gli sguardi eran frutto del tuo cuore

di sguardi già ciechi senza di te
Mi pento di non averlo mai scritto
gli sguardi ......di complicità fra di noi
Difetti sai li abbiamo un po' tutti
dobbiamo aspettarci con calma stavolta
Abbiamo una scelta ben oltre la porta
fin dentro il destino ed abbracciare un corpo e stupirci
di sguardi
oggi sempre più intensi ,
gli sguardi




In risposta a: del
La pesca nel lago / Ar capanno
AUTORE: Dino Baglini /76/79
email: -

31/3/2020 - 20:26

La pesca nel lago
(1976)

Ugo:- Come è ita Dreino?

Drea:- Dai 'n occhiata,
con venti nasse e trenta bertibelli,
ciò perso, si por dì, mezza giornata.
…è robba da schiantaccisi 'apelli.

Ugo:- Cosa sarà…

Drea:- … è pesca disturbata…
fra motoscafi, sci, barche e battelli
par che ci sia a giornate la regata…
eppoi veleni, diserbi...

Ugo:- O la Venatoria?

Drea:- Quelli?
Viengano belli, 'mpettiti, colla su montura,
chiappano tre o quattro disgraziati
colla tinchetta sotto la mesura…


e lì, artioli su artioli, leggi, reati,
da la Provincia vai a finì 'n Pretura,
…così si resta becchi e bastonati.
Dino Baglini

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Ar capanno
(Neri cor Deputato)
(1979)

Neri:- Sor Deputato, senta, ma ha spiegà…
un ho ‘apito!… mia perché son sordo,
perché sono ignorante, e lei lo sa,
ma der sapè son sempre stato 'ngordo.

Cosa signifia all’unanimità…
per lo stipendio vostro, mi riordo,
er voto fu così… un lo so spiegà…

Deputato:- Lo spiego io, vole dì tutti d'accordo!

Neri:- … Potta! …e io che stavo lì a facci 'r cervellino,
vor dì tradotto 'osì, seduta stante,
che ognuno tira l'acqua ar su mulino…

Se faccio un paragone,.. io birbante…
fra lo stipendio vostro e un contadino,
è come… da un ranocchio a un elefante.

Dino Baglini




In risposta a: del
W L'ITALIA...
AUTORE: Beppe
email: -

31/3/2020 - 11:39

Tre pezze formano una bandiera... Il verde dei prati... Il bianco della pace e il rosso della passione per difendere questa nazione... da guerriera vera!!
Mi chiamo Italia... e del corona sono prigioniera... mi hanno isolata e messa in quarantena...!
Ho fatto del bene a chi stava male... gli ho dato un letto... li ho curati... e dato da mangiare...
Oggi che male ci sto io... nessuno mi dice "heii! a te ci penso io!".
Voglio battere le mani a tutte le nazioni... ma non per i meriti... ma per quanto sono mascalzoni...
Ma da questo letto tra un po mi rialzero'... e quando sarò guarita mi ricorderò... di ogni ferita... Ritornerai nel bel paese... ma scordati le pretese... prima di entrare mi dovrai dire... è permesso...e deciderò se darti l'accesso...
Ora... lasciatemi stare... pure se sto male... con poche forze questo tricolore continuo a sventolareeeee! ....W L'ITALIA...




In risposta a: del
Donna
AUTORE: federico
email: -

30/3/2020 - 20:11

Donna stanca dentro la pelle
tutto tiene su quelle spalle
Donna foglia senza l'inverno
perchè ha, quella linfa dentro

Donna mani come le fate
scioglie nodi dimenticati
quegli ostacoli come muri
li scavalca volando fuori

sa ferirsi ma sa guarire
come taglia sa perdonare
gioca a carte mai colla sorte
se si sente messa alle strette

....

sogna il buio solo a colori
Donna è vento senza i confini
Donna che non invecchierà
ha quel viso senza un età

.............................................
Donna testa non solo corpo
senza patto ne compromesso
Donna, tende sempre la mano
a chi sta male nel quotidiano

Donna piange se sente male
oltre il silenzio che fa il rumore
nei suoi guai non ha rimpianto
lo ha lasciato a chi ha buio dentro

Donna sfoglia il diario perso
come sbaglia, sa allontanare
sa rinascere come foglie
fiore fresco che non s' arrende



sogna il lampo senza rumori
Donna lava da quei vulcani
Vita già poi ti donerà
quando privo ti troverà


Donna foglio senza l'inchiostro
ma quel foglio lo sa riempire
ama il tempo che da risposte
sa aspettare perchè è forte


solo l'Alba ha i suoi mattini
Donna gioca coi suoi bambini
Donna che non accetterà
d'esser Viva solo a metà




In risposta a: del
Er monumento & L'Assessore
AUTORE: Dino Baglini
email: -

17/3/2020 - 19:59

Er monumento

( Il sonetto si riferisce al monumento a Garibaldi in piazza a Vecchiano. Nasce nel 1972 e ironizza sulla dimensione in confronto all’importanza del personaggio)

… Lè visto ‘r monumento a Garibaldi ?
La posizione giusta l’hanno presa,
nun dio di no, perché come lo guardi,
vorta le spalle, ‘osì, verso la chiesa.

… Ma è troppo piccinino …, via Lombardi,
un si pole fa ‘n eroe e badà alla spesa.
Fallo co’ su debiti riguardi
e buttati a capofitto nell’impresa.

… Stiaffani sotto ‘r culo un ber cavallo
cor morso tutto drento le ganasce
che va contro ‘r nemio a cariallo,

allora te t’infoi e ti rinasce
storiamente il senso d’imitallo,
… ma così come gliè … mi sembra Rasce
Dino Baglini
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

L’ Assessore
( 1970 )

... Mi stiaffa ‘r foglio ‘n mano e fa vè su
ci fè mette la firma all’Assessore.
...“ASSESSORE”… Madonna di Gesù!
Devesse un omo grande e di spessore,

che dopo lui di certo un cenè più.
Verà di forà, dissi, sarà dottore,
sarà un par di metroni suppergiù.

T’arivo sù ci trovo anco Renato,
du altre donne, e c’era er su figliolo,
perché mi disse … aveva letiato.

Entro … l’assessore era là tranquillo e solo,
lo guardai ‘n po' … restai pietrifiato …
nato dun cane … o un era un segaiolo.
Dino Baglini




In risposta a: del
noi italiani
AUTORE: Daniele Carmignani
email: [protetta]

17/3/2020 - 14:47

Creato da una ragazza Italiana , mi ha fatto venire i brividi

GRAZIE!
Grazie caro sig.Macron cara sig.ra Merkel, grazie per averci abbandonato nel momento del bisogno, grazie per averci negato di poter ACQUISTARE da voi semplice mascherine ed altri presidi medici atti a combattere la diffusione del virus.
Le avremmo pagate sapete?!! Siamo italiani, quelli sporchi, chiassosi, indisciplinati, buffi, folcloristici, poveri e talvolta mafiosi....ma siamo anche quelli che vi hanno costruito le strade, le scuole, vi hanno insegnato l'alfabeto che usate, spiegato le leggi, il diritto, l'organizzazione dello stato e la creazione di quello di diritto.
Siamo noi, gli italiani, gli autori delle opere che riempiono i vostri musei, dei testi che studiate, delle invenzioni che usate, quelli che con enormi spese e sacrifici si trovano a dover conservare e gestire ben oltre il 70% del patrimonio culturale ed artistico mondiale chiedendovi una cifra irrisoria per il biglietto dei musei e talvolta neppure quella.
Siamo noi, gli italiani, siamo quelli che vi hanno offerto l'arte e la cultura su cui si basa la nostra e la vostra civiltà, la massima espressione di bellezza, armonia, equilibrio che l'essere umano abbia mai raggiunto.
Siamo noi, gli italiani che prima vi abbiamo offerto la civiltà, che poi voi avete abbattuto trascinando il mondo nel medioevo, e poi, una volta risollevati e rinati, abbiamo nuovamente offerto al mondo la civiltà, l'arte, la geografia, l'economia, l'istruzione.
Siamo noi, gli italiani quelli che hanno creato il parmigiano, la mozzarella, il prosciutto, la mortadella, il salame,i ravioli i tortellini, le lasagne il gelato, la pizza etc.etc., quelli che hanno portato in Francia le vigne e che vi hanno insegnato a fare il vino, la grappa i distillati, quelli che ogni anno combattono contro i vostri tentativi di scimmiottare i nostri prodotti e copiarne il nome ma anche lo stile e la moda.
Anche a lei sig.Trump e a lei sig. Johnson, grazie per averci prima di tutto isolati invece che aiutati. Le ricordo sig. Trump che se non fosse per un italiano adesso sarebbe nella terra dei suoi avi a fare la fame e non in America a fare il riccone e non avrebbe neppure potuto mangiare patate perchè non le avreste mai avute senza un temerario italiano che ha navigato verso l'ignoto.
A lei sig.Johnson ricordo che la fortuna della sua nazione si basa su una bandiera che vi abbiamo concesso di issare sulle vostre navi per non essere attaccati dai pirati, la Croce di San Giorgio concessa dalla Repubblica di Genova, senza quella sareste stati spazzati via dai saraceni. Vi abbiamo insegnato la navigazione e l'avete imparata bene!
A tutti voi, quando telefonate, pensate a Meucci, quando guardate la TV o ascoltate la radio, pensate a Marconi, quando usate l'energia elettrica come non ci fosse un domani, pensate che non avreste potuto farlo se non ci fosse stato Fermi!
Noi italiani abbiamo inventato le banche, le università, la prospettiva, l'architettura, l'ingegneria, l'astrofisica, il calendario, la musica otre alle altre innumerevoli cose.
Erano italiani: Giotto, Colombo, Marco Polo, Leonardo, Michelangelo, Bernini, Tiziano, Raffaello, Brunelleschi, Galileo, Cesare, Ottaviano, Vespasiano, Aurelio, Dante e potrei continuare per ore...
Carissimi miei, nel sentire il nome ITALIA, dovreste scattare in piedi, abbassare la testa ed essere coscienti che l'origine della società occidentale è qui, se vi chiediamo aiuto dovreste correre, perchè se trascinate di nuovo il mondo nel medioevo non so se ce la faremo nuovamente a far rinascere la civiltà.
Se invece non vi interessa, allora compiacetevi di quello che avete, restate ad ammirare qualche tonnellata di ferro imbullonato e quando visitate i vostri musei, per cortesia, saltate le opere degli italiani....finirete la vostra visita molto velocemente, potrete così andare a visitare subito una bella fabbrica di auto, diesel magari, di quelle che non inquinano solo ai controlli, andate a visitare quelli che per voi sono castelli e per noi banali ville di cui siamo pieni, oppure andate nella capitale dell'azzardo che scimmiotta Venezia, Firenze, Roma, andate pure! Evitate di venire a visitare il paese più bello dl mondo visto che lo avete pugnalato alle spalle, accoglieremo a braccia aperte a chi nel momento del bisogno ci ha aiutati, apriremo le nostre città uniche al mondo a loro, potranno visitare Venezia, Roma, Firenze, Genova, Napoli, Bologna, Pisa,Lucca, Assisi, Siena, Torino, Palermo, Agrigento, Milano,Cremona, Mantova, Ferrara, la Toscana, il Monferrato,le Dolomiti, le Alpi, la Puglia, la Sardegna, etc.etc.
Avete distrutto la povera Grecia con la vostra finanza, ci avete provato con l'Italia ma non ci siete riusciti, ora forse avete scorto l'occasione per assestare il colpo finale, ma nella cecità del vostro egoismo non avete calcolato che il virus non ha frontiere, colpirà tutti, anche voi!
Se ci aveste aiutato ieri nel tentativo di arginare l'epidemia, oggi non dovreste piangere i vostri morti e domani...
Il vostro egoismo ha dato la misura di quanto poco siate!
Grazie




In risposta a: del
Pazienza
AUTORE: Ghepi
email: -

20/2/2020 - 20:14

Se fossi nata albero sarei cresciuta molto, almeno spero,

invece sono corta e mingherlina e accrescere è un mistero.

Mi è stata tolta l'occasione a cui ho cercato di rimediare

studiando molto ma soprattutto con la voglia di imparare.

Sfiorare il cielo si può anche senza volare in alto, lo spero!




In risposta a: del
Sentore
AUTORE: Filù
email: -

3/2/2020 - 10:10

Il pettirosso è in procinto di partire
mentre la mimosa comincia a fiorire.
Esitano i narcisi dal color del sole
più audaci si mostrano le odorose viole.
L'erbetta fresca spunta dal terreno
per salutare le nuvolette che nel sereno
giocano in cielo e ridono così tanto
che le goccioline
si tramutano in pianto.
Il pesco da giardino ostenta la freschezza
nel turnover dei fiori che nella brezza
lasciano, flosci, l'amata postazione
ma con l'intenzione
di ritornare presto sul proprio ramo.
Petali corolle gemme foglioline
primavera incombe e le colline
verdeggiano e affidano al vento
il compito del giusto mutamento.
Volteggia l'anima gioisce il cuore
se il cielo è terso e c'è tepore!




In risposta a: del
La Befana
AUTORE: Gioele
email: -

6/1/2020 - 8:21

Nella notte fredda e bianca
la Befana un poco arranca
urge ormai di farsi l'anca
e per questo sembra stanca.

Befanotto suo marito
è davvero inviperito
dice: smetti di volare
e comincia a riposare.

Oramai c'è la pensione
devi fare più attenzione
vieni qui da me nel letto
è da tanto che ti aspetto.

Ma la smetti vecchio mio
cosa fare lo so io
voglio i bimbi accontentare
farli ridere e giocare.

Vieni a me caro bambino
io non passo dal camino
vieni quindi a me vicino
se vuoi avere un regalino.

Ho con me tanto carbone
da riempirne un pentolone
lo darò alle persone
inacidite e brontolone.

Ma ne ho fatto un'infornata
molto dolce e decorata
con la glassa zuccherata
sol a chi l'ha meritata!




In risposta a: del
Ricetta di un Anno Nuovo
AUTORE: Carlos Drummond de Andrade
email: -

1/1/2020 - 18:02

Per aver un bellissimo Nuovo Anno
color arcobaleno, o color della tua pace,
Anno Nuovo senza paragone con tutto il tempo già vissuto
(vissuto male forse o senza senso)
per avere un anno
non appena tinteggiato di nuovo, rammendato di corsa,
ma nuovo nei semini del ciò-che-sarà;
nuovo
sino al cuore delle cose meno percepite
(a cominciare dal tuo intimo)
nuovo, spontaneo, che, talmente perfetto, nemmeno si noterebbe,
ma con lui si mangerebbe, si passeggerebbe,
si amerebbe, si comprenderebbe, si lavorerebbe,
non hai bisogno di bere champagne o qualunque altra bibita,
non hai bisogno di spedire nè di ricevere messaggi
(la pianta riceve messaggi?
Invia telegrammi?)
Non hai bisogno
di fare una lista di buone intenzioni
per archiviarle nel cassetto.
Non hai bisogno di piangere pentito
delle fesserie fatte
nè stupidamente credere
che per decreto della speranza
a partire da gennaio le cose cambino
e sia tutto chiarezza, ricompensa,
giustizia tra gli uomini e le nazioni,
libertà con profumo e sapore di pane mattutino,
diritti rispettati, a cominciare
dal sacro diritto di vivere.
Per avere un Anno Nuovo
che meriti tale nome,
tu, caro mio, devi meritartelo,
devi renderlo nuovo, io so che non è facile,
ma tenta, prova, con coscienza.
E’ dentro di te che l’Anno Nuovo
riposa e aspetta da sempre.




In risposta a: del
Prosit
AUTORE: Ghepi
email: -

30/12/2019 - 10:11

L'anno vecchio e stanco
se ne va
Ma dove va
nessuno ancor lo sa
A chi ha donato guai
e a chi prosperità
Un tocco sulla pelle
lo sguardo delle stelle
un bacio della luna
la voglia di fortuna
L'ansia di volare
di vivere e di amare
Il tempo è ormai scaduto
Un ultimo saluto
e il primo benvenuto
Cavalca un sogno
il nuovo tra le onde
Parte coi suoi dubbi
il vecchio e non risponde
Chissà se l'anno nuovo
riuscirà
con qualche novità
a dare l'illusione
della felicità.




In risposta a: del
"Se fosse tuo figlio....
AUTORE: Poesia di SERGIO GUTTILLA.
email: -

21/12/2019 - 17:57

...riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.
Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.
Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d'acqua salata.
Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicarne la vita.
Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attaccate.
Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.
Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.
Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E soprattutto sicuro.
Non è tuo figlio.
È solo un figlio dell'umanitá perduta,
dell'umanità sporca, che non fa rumore.
Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo."




In risposta a: del
Natale 2019
AUTORE: Ghepi
email: -

15/12/2019 - 12:23

Vola danza fiocca lenta
giù dal cielo lieve lieve
tutto intorno presto imbianca
il candore della neve.
Il silenzio la magia
ogni bimbo sa incantare
ed un po' di nostalgia
dona al vecchio il ricordare.
La capanna il Bambinello
la cometa la Befana
mai lo stesso ritornello
mai la solita buriana.
E' in attesa l'angioletto
che si accendano le stelle
freme il bimbo nel suo letto
tocca un sogno la sua pelle.
Porta il peso sulle spalle
dei suoi anni il vecchierello
e la nonna del suo scialle
e l'adulto il suo fardello.
Fischia il vento punge il gelo
il pastore un poco arranca
copre amore come un velo
e la neve tutto ammanta.
Batte il cuore, una campana,
nella notte fredda e santa
geme piano tramontana
sulla gente tanto stanca.
Nel silenzio tutto tace
è il momento della pace!




In risposta a: del
IL LONFO (poesia metasemantica)
AUTORE: Fosco Maraini
email: -

9/6/2019 - 14:07

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.




In risposta a: del
Poesia dedicata all'Amore
AUTORE: Bruno Pollacci
email: -

21/3/2019 - 18:23

Nel germoglio di un'amore
C'e' il sorriso
della vita
Ed il tremito dei sensi
Che prelude a nuovi voli

E' la
danza di una fiamma
Che accarezza la passione
E dipinge di bellezza

Ogni istante del presente

Il respiro e' palpitante
Ed incendia il
desiderio
Della luce di uno sguardo
Che ha l' incanto di una fiaba


Nasce l'onda della festa
Quando il cuore spiega vele
Nell'oceano
d'emozioni
Dove e' dolce naufragare




In risposta a: del
E poi fate l’amore.
AUTORE: Alda Merini
email: -

14/2/2019 - 20:29

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.




In risposta a: del
Compreanno
AUTORE: Renzo Zucchini
email: -

5/2/2019 - 8:44

'R quattro di febbraio viensi alla luce,
(strano modo di dì, ch'era già buio!),
e messi 'r parentado allo scombuio
benché piccino fossi, più di puce.

Passonno l'anni,e feci fede ar detto
che 'r bongiorno si vede dar mattino:
stiedi sempre la 'nduve c'è casino,
cor metteci l'impegno e l'intelletto.

Dice 'l lunario: oggi, siei 'nvecchiato!
E io per tené fede ar mi retaggio,
l'ho preso e verso 'r muro l'ho girato.

Ma l'opra è vana. Che mi fanno omaggio,
tutti l'amici che m'han raccattato:
“Auguri!”. Sì, ma voglian di': “Coraggio!”

A tutte/i coloro che mi hanno "incoraggiato",
1 milione di grazie. Non vedo l'ora di incoraggiarvi, a mia volta.




In risposta a: del
ANCORA ACCANTO A ME
AUTORE: Luccio Miknomi
email: [protetta]

14/12/2018 - 18:44

Ancora dormi accanto a me
ogni sera più di dieci lustri ormai,
stringi la mia mano nella tua
vuoi essere sicura amore mio,
che ti sono accanto io.
Non aver paura della solitudine
quando uno di noi non ci sarà
che volato il celo come rondine
mentre l'altro nel nido resterà.
Come tutti quelli che si amano
resteremo insieme sempre in due
in questa barca ci facciamo cullare
fin quando stanchi di remare
coi respiri caldi sui nostri visi
viviamo nutrendoci di sorrisi,
anche se domani e poi domani,
non c'è più su quel cuscino
chi ci svegliava ogni mattino.
Ma adesso siamo ancora qui,
coi visi che non sembriamo noi,
in questo mondo con gli occhi stanchi
e i capelli già da tempo tutti bianchi.
Guardiamo i nostri bimbi ormai cresciuti,
anche loro con l'argento nei capelli
con i loro loro figli passati gli anni
che già grandi ci chiamano nonni
loro ci sosterranno per davvero,
nel tempo dell'ultimo nostro respiro.




In risposta a: del
IO CHE…
AUTORE: Stefano De Robertis
email: -

7/8/2018 - 13:07

Io che ho spiegato le vele tutte finché la riva scompare,
esplorato ogni terra invisibile,
ogni visibile mondo, sfidato correnti, mostri marini,
e gli uccelli indomabili della tempesta,
per tornare, di nuovo, come il vento, ogni volta,
a mio piacimento, dove posso scovare strumenti
di analisi per sondare il mondo che è in me,
e che non conosco, trovare un’unità,
un ordine nel pensiero, una linea di neutralità,
idee che siano chiare e concrete come le pietre
delle strade, non come le impervie, intricate vie
che portano a me.
Come posso trovare un’identità, energie
connettive se ciò che d’incoerente si agita dentro,
vive le mie stesse, indistinte, emozioni.
Come posso comporre le dissonanze interne,
le diffidenze, le contrapposizioni, le opposte
sensazioni, i dissidi, i molteplici istinti.
In certe anime che s’agitano dentro sta il segno
che naufragare è il mio destino,
diffido del loro modo d’agire, paure dentro
paure più fonde, tentazioni continue, di tradire.
Fuori di me una realtà esiste, assoluta,
illuminata da un calore unico, una corrispondenza
compiuta tra forme e sensazioni,
una mobilità tanto varia regolata da immutabili
leggi cosmiche.
Dinanzi ad un più vasto divenire, fuori di me,
fuori dagli affanni inconsci, tento di sopravvivere
ai tormenti, agli indicibili e improvvisi morsi
della crisi.

Di Ubaldo de Robertis




In risposta a: del
come un sasso nel fiume
AUTORE: Romolo Rossi
email: [protetta]

4/3/2018 - 19:05

COME UN SASSO NEL FIUME


Resto in silenzio ad aspettare te,
a contemplare il tuo tenero viso,
i tuoi occhi candidi, dolcissimi,
semplici che fanno tenerezza,
come la margherita che apre
i suoi petali alla luce del sole.
Il tuo viso e tenue e morbido
come una piuma d’uccello,
il tuo sguardo sereno
mi acceca la vista
per l’amore che provo per te,
sei come il sasso nel fiume,
nella sua leggerezza si lascia
rotolare e accarezzare dalla corrente.
Io sarò sempre con te, ogni giorno,
ad attenuare le tue sofferenze,
un fiore se si trascura, appassisce
e puoi muore, ma non accadrà
con te.
Tu sei la stella che brilla
nel cielo,
il sasso che si lascia accarezzare
dall’acqua,
un quadrifoglio portafortuna da
conservare in un libro,
un fiore bellissimo da proteggere
e amare,
tu sei tutto!;
La tua infinita tenerezza,
sarà per sempre
ospite nel mio cuore.




In risposta a: del
Tornando vella sera dalla fiera
AUTORE: Spazzavento
email: -

16/12/2017 - 17:54

Tornando vella sera dalla fiera
La mì moglie a casa mi viense a mente
Grassa pallata dice brutta gente
Linguacce malidette da galera

Certo pasta n’ha fatto na zuppiera
Me la mmagino morde om’un serpente
Na bistecca he pare un continente
Vedrai c’ha sconzumato la dentiera

Toh, guarda là che ber banco di fiori
Ni porterò un fiore via, na violetta
Penzierino da vero rubacuori

Però quando son lì mi dio, aspetta
Che aroma! Là, quer furgoncino fori
Ni porto ma un chiletto di porchetta




In risposta a: del
la custode di tombe
AUTORE: giosuè
email: -

2/11/2017 - 17:58

Che fai bambina mia
su quella porta
guardando da lontan
per quella via?
Ah, se sapessi,
quando la fu morta
se la portaron via
di là la mamma mia
e mi han detto che
di là deve tornare
e son qui da tanti
anni ad aspettare!
Cara bambina mia
ma tu non sai
che i morti al mondo
non ritornan mai?
Tornan nel vaso
i fiorellini miei,
tornan le stelle,
tornerà anche lei!


Giovanni Prati




In risposta a: del
L'INCIDENTE
AUTORE: Romolo Rossi
email: [protetta]

29/7/2017 - 21:30

L’INCIDENTE


Seduti su quei sedili lordati di sangue,
col capo chino, vidi
quella scena orrenda
che mi trafisse il cuore.
Giovani vite spezzate
da un crudel destino,
ancora nello splendore della vita.
Rimasti prigionieri in quella
macchina, ormai ridotta a un
cumulo di lamiere;
grandi progetti
avevan per la testa;
sogni infranti,
finiti in quei tragici secondi.
Quattro giovani dai volti
sereni e gioiosi,
vite spezzate in una notte
d’estate;
come foglie cadute e
speranze perdute!




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