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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Nel campo dei (GIRA)SOLI

12/8/2011 - 15:05


 


Siamo qui noi soli, come ogni sera

Ma tu sei più triste ed io lo so perchè

Forse tu vuoi dirmi che non sei felice

Che io sto cambiando e tu mi vuoi lasciar I

o che non vivo più di un'ora senza te

Come posso stare una vita senza te

Sei mia, sei mia, mai niente lo sai

Separarci un giorno potrà

Vieni qui ascoltami, io ti voglio bene

Te ne prego fermati, ancora insieme a me

Io che non vivo più di un'ora senza te

Come posso stare una vita senza te

Sei mia, sei mia, mai niente lo sai

Separarci un giorno potrà

Io che non vivo più di un'ora senza te

Come posso stare una vita senza te

Sei mia, sei mia


 



Pino Donaggio debutta al Festival di San Remo nel 1961 con Come sinfonia, brano classicheggiante che rivela i suoi trascorsi di conservatorio.

Come sinfonia, rieseguito da Teddy Reno, viene poi inciso anche da Mina e ottiene un grosso successo discografico.

Ancora un pezzo intimista nel Festival di Sanremo 1964 (Motivo d'amore), per arrivare all'edizione successiva con quello che sarà il suo maggiore successo, Io che non vivo (senza te).

La canzone viene presentata in seconda esecuzione da Jody Miller, ma un'altra cantante presente alla stessa edizione del Festival, Dusty Springfield, decide di farla sua e di inciderla una volta tornata a Londra. Nella sua versione in lingua inglese, intitolata You don't have to say you love me, il brano fa il giro del mondo entrando nelle classifiche di vendita di moltissimi paesi. Numerosi artisti di fama internazionale, tra cui Elvis Presley, vorranno includerla nel loro repertorio, tanto che You don't have to say you love me è divenuta con gli anni un classico di tutti i tempi.

Ultimamente il cantautore è un ricercato esecutore di colonne sonore per ogni genere di film, compreso il già ricordato: “Non ci resta che piangere” della coppia Benigni Troisi.

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13/8/2011 - 8:59

AUTORE:
sonia

Due enormi bottoni gialli con la gala si tengono amorevolmente per mano distinguendosi in un mare di foglie cuoriformi verde smeraldo. Spiccano per la florida bellezza e nella fugacità dell'estate intrecciano sogni, si scambiano effusioni, intessono melodie...
In attesa di soccombere, vivono la loro intensa storia d'amore incuranti di tutto ciò che li circonda nella più assolutà complicità.
Simbolo di costanza e fedeltà, il girasole vanta questa semplice leggenda: la ninfa Clizia fu trasformata in girasole perché, innamorata e non ricambiata dal dio sole, stava seduta e lo fissava dall'alba al tramonto. Per magia il suo corpo subì la metamorfosi e le sue gambe diventarono stelo, il volto fiore e i capelli dorati in petali gialli...ma contnuò imperterrita a voltarsi sempre verso il sole.