Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano

Ce lo dice il dottor G. P., persona brava e degna
Volevo avvisare dell’uscita di un libro, ma ho letto la rubrica “La Salute a portata di mano” di questo giornale e sono stato preso dalla risposta a un mio messaggio del dottor G. P. sull’invecchiamento. Ho imparato che da 70 anni in là perdiamo circa 100 mila neuroni ogni giorno. Io tra qualche giorno ho 60 anni e mi pare di aver capito che forse uno “scalino” può esserci intorno ai 70. Da giovane mio cugino Mauro Vento (78 anni meravigliosamente portati, a 40 anni si iscrisse all’università e dopo aver lavorato otto ore in banca il pomeriggio dopo le cinque studiava insieme a me) mi disse che si cominciava a perdere neuroni a partire dai 25 anni. Questa notizia non mi spinse a laurearmi più in fretta, bensì a fare politica attiva e molto a sinistra. A quanto pare G. P. dice che non esistono i “colpi di vecchiaia” e che la presenza di “scalini” in questo processo lento di invecchiamento è occasionale e legata a patologie, ictus o forti stress emotivi.
Poi G. P. scrive: “Il segreto dell’invecchiare bene è il movimento. Noi perdiamo ogni anno il 2% della nostra capacità fisica. Sembra poco, ma tra i 20 e i 30 anni noi perdiamo il 20% delle nostra capacità fisiche”. Per rimediare potremmo tenerci in allenamento per compensare la perdita come fanno i calciatori, consiglia P.G. e prosegue: “Così nell’invecchiamento lo stimolo continuo intellettuale, il movimento quindi, come nel caso del calciatore, può in qualche modo compensare la perdita e mantenere l’organo in buona efficienza”. Dunque, le cellule che sopravvivono alla diminuzione progressiva dei neuroni possono supplire ai neuroni perduti se sollecitate intellettualmente per contrastare la riduzione delle capacità di ragionare e memorizzare.
Le due regole essenziali per invecchiare bene sono il movimento e lo stimolo intellettuale “per quello che naturalmente ci è concesso”, conclude G. P. che infine annota: “L’anziano ricorda meglio il passato del presente. Quella del passato, memoria remota, è scritta meglio nelle cellule cerebrali, la penna era nuova e scriveva bene. La memoria recente è scritta con una penna quasi esaurita e il segno è molto più labile, appannato, si legge quindi con più difficoltà”.
Perfetto, infatti ricordo benissimo quel lontano pomeriggio quando mio cugino Mauro Vento pronunciò la frase sulla riduzione della capacità di apprendere come stimolo a farmi laureare in fretta, mentre ora non ricordo bene cosa volevo scrivere su quel libro appena uscito. Io faccio poco per tenere allenata la mia mente e non faccio nulla per tenere in forma il mio corpo. Meno male è domenica! Sarà meglio che esca e vada a fare un po’ di sano movimento, dopo leggerò un buon libro. Il dottor G. P., che ringrazio, sarà senz’altro d’accordo.
P.S.
Volevo scrivere del libro di Franco Marchetti, Storie di Piaggio, di amore e libertà, con introduzione di Mauro Stampacchia, Felici Editore, ma lo farò un’altra volta, per fortuna ho saputo che sarà presentato alla Camera del Lavoro martedì 13 marzo alle ore 17:00. Qualcuno me lo ricordi, please.
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