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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
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La Banda musicale di Migliarino

8/4/2012 - 17:43

La banda musicale di Migliarino (foto 1)


"Fu costituita, addirittura, avanti la Prima Guerra mondiale.
Era allora una piccola fanfara che animava le  serate fra amici  nell’ambito delle iniziative di sana ricreazione che i Duchi Salviati sostenevano e sviluppavano. La guerra del 15-18, con i gravi compiti che imponeva a tutte e famiglie, segnò una battuta di arresto per la Banda. Essa riprese la sua attività dopo la desolazione della guerra, ed ebbe un notevole impulso con il M° Fratini di Pontasserchio, il quale, benché occupato nel suo lavoro di sellaio, seppe trasmettere la sua passione per la musica a tanti giovani. La seconda guerra mondiale le impose una nuova battuta d’arresto. Ma la ripresa fu formidabile. Giunse ad avere anche 40-45 elementi. Tutta gente che lavorava la terra, ma che, arrivata la sera, correva dal maestro per la prova. E non si contano i servizi alle processioni (anche fuori del paese) o in piazza. Memorabile la  Peregrinatio Mariae del 1949 quando la Banda soddisfaceva anche a due servizi per sera. I Duchi, in modo particolare il Duca Pietro (1887-1972  e Don Giacomo 1889-1956 n.d.r.) (foto 3 e 4), provvedevano a fornire gli strumenti e tutto il necessario.

Ma come avviene nelle cose volontarie  cambiando le persone e tempi, tutto ha fine. E così fu per la «gloriosa banda di Migliarino »."

 

 
Tratto da  “Le nostre radici” (Migliarino 1879-1979), a cura di Don Luciano Peretti parroco.

Della banda di migliarino faceva parte anche il “poeta lavoratore” Marco Giunio Barsotti, già conosciuto ai lettori. (foto 2)
 
[…]Alla chiesa, con la parrocchia e la sala del teatro, divenuto successivamente cinema; al convento delle suore, con l’asilo e le elementari, si aggiunse poi il Club, con tanto di sala per la musica. Il Maestro Fratini, bravissimo sellaio, preparava i musicanti, che facevano parte della banda, tutti dipendenti della Tenuta, in maggior parte contadini. Ricordo la cornetta dalle note squillanti di Beppe Fratini, con i suoi “a soli”, sempre applauditissimi. Giannino Malfatti, con il suo clarino, l’Omo della Velia, con il trombone e Lorenzini Bruno “Tamburo” (così era scritto sul suo libretto di musica). Il berretto con visiera e con il distintivo, che rappresentava una cetra, era il copricapo che distingueva i musicanti e ne costituiva la divisa. Il Club (in migliarinese: grubbe) era il ritrovo della domenica, e della sera, per chi abitava vicino. Si è sempre chiamato Club (grubbe) anche quando tutti questi ritrovi si chiamarono Dopolavoro. […]

Tratto da “C’ero anch’io”, numero unico della Scuola materna ed elementare “Duchi Salviati”, Migliarino Pisano, a cura  di Alberto Petri
 
Io sono piovuto a Migliarino nel 1950, troppo piccolo per avere ricordi netti delle ultime gesta della Banda, e non posso fare altro che riportare quello che ho trovato scritto da altri.
Una cosa però che, fortunatamente, sono riuscito a trovare, sono questi documenti che pubblico per l’occasione e che mi hanno riempito di gioia  e nello stesso tempo di rabbia perché trovati insieme ad altre notizie ridotte a carta straccia.
Sono domande di essere ammesso (foto 5) a far parte della “Sezione filarmonica” e di ricevuta  dello strumento musicale (foto 6).

Non leggetevi solamente la voglia di appartenere ad una Banda (musicale e nobile), non leggete lo strano nome dello strumento consegnato (io onestamente genis non sapevo cosa fosse), ma il fatto che un padre ritirava l’oggetto perché il figlio “era in guerra” e mi piacerebbe tanto sapere se tutti questi giovani musicisti-militari sono felicemente ritornati nella loro “banda di contadini” o sono rimasti in quella “dei cherubini”.
 
 
 

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11/4/2012 - 21:42

AUTORE:
Giovanni Galigani

Volevo sapere gentilmente da qualcuno , se quel signore nell'ultima fila con il trombone era mio nonno Berto (taddei Alberto) a me sembra di si. Quante volte ha dovuto sonà e ciaveva da ramà la vigna...Buonanotte a tutti...

10/4/2012 - 20:32

AUTORE:
migliarinese antico

vedi coso del ciupaciupa, nei paesi c'è chi sa LA storia, quella vera, e chi non sa UNA storia, quella che è un eufemismo di un'altra parolina che comincia con s e finisce con a.

9/4/2012 - 20:28

AUTORE:
Reale più del re!

Casa c'avrai da raccontanni a tu bisnipoti! che lieri uno che ha vissuto (per forza) con Crassi, ed il fratelo di Paolo Berlusconi e che tutti i Lunedì 'nvitava il babbo del trota a cena e poi!?
Poi non scrivo altro perchè è' 'nutile!

nb, uni 'ntende male; un se' te il reale!
mì pà, lmi zio, er mi 'ognato e tutti e mi parenti di ve tempi sonavano nella Banda e lavoravano nella Bandita di Migliarino e per quei tempi era un onore; poi rmondo è cambiato ma non finito perchè Loro, alle volte erano felici, noi mpopò meno (a sentì la televisione)e nfondo (quando unsi sà) si 'onta e pippoli.
bona

9/4/2012 - 19:48

AUTORE:
Nipote e bisnipote di contadino

Ma quanto ti piacerà parlare dei Salviati!!! Della loro liberalità, della loro generosità, della loro nobiltà, della loro signorilità.
Mi nonno è stato una vita contadino dei Salviati e da quanto mi raccontava non erano poi tanto dei chicchini. La mia famiglia è stata socialista fin dalla fondazione del Partito (ha smesso di esserlo dopo Craxi) ma la domenica bisognava che andasse a messa pena la perdita del podere.....