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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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La gomma colata
di Madamadoré

14/10/2012 - 11:29

 

Questa della gomma colata, pare una moda molto in voga tra le scelte degli amministratori, ma accolta con entusiasmo anche da molte maestre. Si sa la sicurezza...se i bambini cadono, questo materiale attutisce le cadute.
Ma non solo, l'igiene...vuoi mettere come sia più facile tenere pulito una distesa di gomma, piuttosto che un prato?
Però non ci sono più animaletti da cercare, chioccioline minuscole da raccogliere, terra da scavare, erba da strappare per far finta di fare i “mangiarini”, non ci sono più margherite da raccogliere con pazienza, e con pazienza e destrezza bucare al centro per infilarle una dentro l'altra e fare, le classiche e ancora di moda, coroncine o anelli.
Ma si può uscire fuori, anche se ha piovuto, non c'è più la mota o le pozzanghere.
E poi la gomma colata è colorata, mica solo verde erba, permette ai progettisti di decidere dei disegni, per sempre.
La gomma colata celebra l'asetticità dell'ambiente, anzi la finta asetticità.
 
Penso con tristezza a queste colate di gomma sui prati, intorno agli alberi, nei giardini delle scuole.
Penso con tristezza ad un amico della scuola, che se n'è andato lo scorso 19 agosto: Gianfranco Zavalloni e penso cosa ne avrebbe pensato.
Certo la maggior parte delle persone non sa chi fosse...Gianfranco Zavalloni,  è stata una splendida figura di educatore alla pace, un ecologista autentico. E' stato fra i fondatori del movimento dei Verdi in Italia e primo consigliere comunale eletto nelle liste dei Verdi nel 1985. Ha svolto il ruolo di direttore didattico, dopo aver fatto, per diversi anni, il maestro di scuola materna: adorava una scuola creativa, aperta ai temi dell'ecologia, alle lingue locali, alla multiculturalità.
 
Penso cosa ne avrebbe pensato perchè una delle sue “opere” più note, oltre al libro “La pedagogia della lumaca”, è il “Manifesto dei diritti naturali dei bambini e delle bambine”:
 
IL DIRITTO ALL'OZIO, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

IL DIRITTO A SPORCARSI, a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti 

IL DIRITTO AGLI ODORI, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura 

IL DIRITTO AL DIALOGO, ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura 

IL DIRITTO ALLA STRADA, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

IL DIRITTO AL SELVAGGIO, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

IL DIRITTO AL SILENZIO, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua 

IL DIRITTO ALLE SFUMATURE, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle


Ho “conosciuto” Gianfranco cercando sul web qualcosa sulle fotocopie, sul dominio della scheda pre-costituita da somministrare ai bambini, sulla prevalenza dell'uso di questo strumento. E ho trovato un articolo di Zavalloni contro l'uso massiccio di queste schede da colorare e da ritagliare. Schede con immagini che raccontano un mondo perfetto nelle linee e nelle sfumature.
Immagini ad alta definizione, immagini che non lasciano spazio all'imprecisione, una caratteristica molto presente nelle nostre vite, non necessariamente negativa, perchè è l'imprecisione che lascia spazio all'immaginazione, alla creatività, all'invenzione, al pensiero.
Immagini strutturate, rigide, non manipolabili, vincolanti, indistruttibili.
Immagini che solleticano il piacere della ripetizione piuttosto che quello della creazione, della dipendenza piuttosto che quello dell’autonomia.
Le colate, sempre più frequenti, di gomma colata stanno in questo ordine di idee.
Penso che Gianfranco Zavalloni sarebbe d'accordo con me, nel cercare di proporre un'alternativa fatta di percorsi, occasioni, possibilità che offrano al bambino il “permesso” di inventare, creare, trasformare, interpretare e negoziare significati. Occasioni che aprano alla possibilità di variare e mescolare suoni e odori, cose e immagini, parole e pensieri, movimenti e gesti, fantasie, per diventare autori e narratori di storie.
Penso che servirebbe puntare alla bassa definizione di oggetti, scenari e situazioni per offrire la possibilità di destrutturare e ricombinare,  con un basso tasso di regole e di intrusività dell'immaginario adulto.
Un giardino vero, fatto di terra e di erba, di alberi e di fiori, rappresenta il giusto equilibrio tra bassa e alta definizione di un ambiente.
 
Un giardino di gomma colata chiede alla scuola di bilanciare quello che perde. Infatti la scuola accoglie con grande partecipazione progetti sull'ambiente, sulla natura, sugli orti...tutti svolti altrove, in un altro spazio, in maniera eccezionale e non quotidiana.
E allora penso che la gomma colata celebra la nostra miope schizofrenia.
...e tutti vissero un po' meno felici e contenti.
 
 
I disegni sono di Gianfranco Zavalloni

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