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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

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spaziodonnarubr@gmail.com
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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IL LIBRO
Trilogia della città di K.
di Agota Kristof

26/1/2013 - 10:12


Nel 1956, mentre l'Armata Rossa sta sedando la rivolta ungherese, Agota Kristof attraversa la foresta con il marito e la figlia di quattro mesi per arrivare in Austria. Da lì raggiungeranno la Svizzera dove vivranno fino alla morte della scrittrice avvenuta nel 2011.

Sono anni duri: prima la fabbrica, poi l'adattamento difficile in una comunità di immigrati, la separazione dal marito (a cui la scrittrice non perdonò mai la fuga dall'Ungheria), e l'obbligo di abbandonare l'amata lingua madre per il francese, lingua nella quale scrive i suoi libri pur non padroneggiandola mai completamente.

 

Proprio da questa vita dura e difficile nasce questo libro diviso in tre parti che la porta al successo e la rende famosa.

Un libro pubblicato in 33 lingue diverse e che è un libro difficile, duro, spigoloso, sorprendente e commovente, una scrittura tagliente, scarna ed essenziale. Un libro difficile e che fa riflettere sui sentimenti umani ed anche sulla tragedia delle guerre e su responsabilità storiche ancora da definire. Si parla di guerra e di invasioni ma mai la scrittrice fa alcun riferimento al suo paese.  

 

In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, vengono affidati alla vecchia nonna, acida e avara e sono costretti a chiudersi in se stessi per difendersi dal dolore della loro vita. E’ la parte più dura del libro dove pare che questi due bambini non abbiano sentimenti, o meglio riescono ad annullarli attraverso strani esercizi come quello dell’abitudine al dolore o al silenzio. Scelgono poi due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali e materiali, sempre sullo sfondo di vicende politiche imprecise ma facilmente riferibili.

Un crudele capolavoro che non lascia indifferenti pur nella difficoltà della lettura e nella durezza dei sentimenti.  

 

Per le sue opere l'autrice, che ha ceduto la gran parte dei suoi manoscritti all'Archivio Nazionale di Berna, è stata premiata in Francia con l' Adelf,in Italia con il premio Alberto Moravia nel 1988, e in Germania con i premi Gottried Keller e Schiller. L' ultimo riconoscimento quest'anno in Ungheria: il premio Kossuth che la scrittrice non ha potuto ritirare a causa delle gravi condizioni di salute. 

 

«Perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività».

 http://www.corriere.it/cultura/11_luglio_27/morta-agota-kristof_b3e8da46-b852-11e0-a142-4db684210d8b.shtml

 

 

 
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26/1/2013 - 14:35

AUTORE:
Sandro

A me è sembrato un libro bellissimo