Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
"A 70 anni dalle bombe su Pisa un'altra guerra"
Il gruppo Emergency di Pisa intende dire un secco NO! all'ulterioreinasprimento della guerra in Siria. Solo le armi del dialogo e dellaragione sono in grado di fermare una guerra, non saranno certo altrebombe ed altri morti a farlo.
Sono passati settanta anni, da quel terribile 31 agosto che distrussebuona parte della città di Pisa e assistiamo ancora una volta a "ventidi guerra". Sono venti che spirano lontano, ma che bruciano sulla pelle ela coscienza di tutti noi. Come accade spesso ormai, le bombe vengonopresentate all'opinione pubblica e alla coscienza del singoloindividuo, come l'unica opzione possibile per mettere fine a unconflitto.
Non è vero! Emergency lo ha visto in Iraq, inAfghanistan, in Libia: le guerre "per la pace" hanno solo alimentatoaltra violenza ed in questi Paesi i civili continuano a morire.Ai morti già causati dalla guerra in Siria se ne aggiungeranno altri,perché scegliere le armi oggi significa decidere sempre,consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitticontemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uominiinermi.
Centinaia di migliaia di persone hanno già abbandonato la Siria percercare rifugio nei Paesi vicini. Emergency li ha incontrati anche inSicilia, dove medici, infermieri e volontari stanno garantendo leprime cure ai profughi che sbarcano sulle coste di Siracusa.In tutti questi anni abbiamo visto che la guerra è sempre l'opzionepiù disumana, e inutile.Anche il Gruppo Emergency di Pisa chiede che l'Italia rifiutil'intervento armato, non consenta l'utilizzo delle basi militari e siimpegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l'immediatointervento diplomatico. La diplomazia è l'unica soluzione ammissibilesecondo il diritto internazionale, l'unica in grado di costruire unprocesso di pace che abbia come primo obiettivo la tutela dellapopolazione siriana, già vittima della guerra civile.L'umanità -cioè noi tutti- possiamo ancora decidere di rinunciare allaguerra: difendere e praticare i diritti umani fondamentali è l'unicomodo per costruire le basi per una convivenza pacifica tra i popoli.Gruppo Emergency PisaReferente Gruppo: Emiliano Cariello