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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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HITLER.... CHI?
di Trilussa

22/12/2013 - 17:08

Trilussa e Madamadorè , non certo giornalisti di professione  ma da tempo gestori di questo spazio, ogni settimana devono trovare uno spunto, uno stimolo, un’occasione per scrivere qualcosa, per dire qualcosa su un fatto di cronaca o di costume. Spesso non è facile trovare l’argomento su cui scrivere, perché questo deve comunque essere stimolante, capace cioè di colpire l’articolista o per la sua efferatezza o per la sua bellezza. Non ha importanza,  quello che conta è far scattare il meccanismo di reazione.
Questa settimana non ho dovuto aspettare molto per scegliere l’argomento  perché l’occasione si è manifestata subito in maniera sconcertante nel programma serale di Carlo Conti su Rai 1.


L’Eredità  è un programma in cui alcuni concorrenti rispondono a domande di cultura generale e di attualità in una gara ad eliminazione fino al premio finale. In un momento della gara si trattava, per i quattro concorrenti rimasti, di collegare un avvenimento ad una precisa data. Comunicato l’avvenimento comparivano quattro date fra cui i concorrenti dovevano indicare quella giusta.

 

L’avvenimento in questione era la nomina di Adolf Hitler a Cancellerie e comparivano quattro date in sovrimpressione.  Sembrava una domanda scontata, finanche troppo semplice, ma purtroppo così non è stato. Non solo il 1933, l’anno giusto, è rimasto l’unico non indicato ma addirittura i concorrenti hanno indicato anni improponibili (perfino il 1979) e hanno avuto gesti di stupore per non aver indovinato.


Per inciso il cognome Hitler era correttamente preceduto dal nome Adolf per cui ogni equivoco o incomprensione era impossibile.


Un gesto di stupore e di sconforto  me lo sarei immaginato piuttosto dal padre, o dal nonno di Ilaria, Matteo, Tiziana e Cristina  insieme alla domanda, molto preoccupante per loro, di come sia stato possibile aver generato un discendente con una tale lacuna storica (solo per non essere offensivo).


Carlo Conti è rimasto stupito ma naturalmente si è dovuto adeguare al tipo di programma ed ha proseguito con una piccola osservazione fino ad una domanda successiva che chiedeva l’anno in cui  Mussolini aveva ricevuto il poeta americano Ezra Pound. Il risultato è stato ugualmente deprimente (la solita Ilaria ha lanciato 1969)e Conti si è limitato al suggerimento di un ripassino della Storia.


Ma noi invece di fronte a questo fatto dobbiamo domandarci se fra tutti i problemi del nostro Paese, disoccupazione, povertà, mancanza di prospettive per i giovani, recessione, politica inconcludente e tanti altri che ognuno di noi conosce, questo della cultura e della conoscenza del nostro passato non sia forse fra i più importanti. Uno dei primi , insieme alla legalità, a cui cercare di porre rimedio.


Se in trasmissioni passate certe gravi lacune potevano anche essere programmate, e di esse fare appositamente spettacolo, in questo caso i concorrenti erano persone normali che si cimentavano in una gara che aveva  altri fini che non mettere in ridicolo se stessi. E la propria famiglia, vorrei aggiungere.


Perché dobbiamo domandarci come si fa a non conoscere Hitler? Come si fa a non sapere degli  eccidi della seconda guerra mondiale, dello sterminio degli gli ebrei, dei campi di concentramento?


Non voglio entrare nel merito di come vengano selezionati questi concorrenti, in base a quali criteri, forse di simpatia, di bellezza, fotogenicità , di raccomandazione di parenti  o altro, una cosa che non mi  interessa. Io mi domando invece come possiamo formare individui, cittadini italiani, persone umane che hanno queste lacune.

 

Individui a cui la parola Adolf Hitler non faccia scattare subito nel cervello una rotella vigile di rifiuto, un sentimento di disprezzo , una sensazione di disgusto mentre il nome in lingua tedesca li faccia pensare  a qualche  uomo politico sconosciuto, venuto magari prima della Merkel  o che magari faceva di mestiere l’apritore di cancelli.


Ma questi…..non sono andati a scuola? E se ci sono andati  cosa gli hanno insegnato? Quando si è parlato di Hitler, del genocidio del popolo ebraico, della seconda guerra mondiale e delle camere  a gas erano forse assenti perché avevano preso gli orecchioni? Tutti e quattro insieme?

 

Questi quattro, giovani ma non giovanissimi, ben vestiti, truccati e ben pettinati che hanno l’ardire di presentarsi per rispondere a delle domande di cultura generale non hanno mai letto un libro o un giornale? Non guardano la televisione o si limitano al Grande Fratello (in questo caso brutta notizia, il locale è andato a fuoco, in forse la prossima edizione). Magari sanno tutto del nuovo Samsung 482/bx33c ma se gli chiedi chi è il Presidente delle Repubblica o il Presidente del Consiglio…..beh  ci si potrebbe rimaner male.  


Capisco che per chi è disoccupato, licenziato, in serie difficoltà economiche siano ben altre le precedenze e le urgenze.  E dovranno essere le prime ad essere risolte, ma non dobbiamo togliere assolutamente importanza a questi episodi considerandoli veniali , sciocchezze, stupidate perché non lo sono e rischiano di trasformare un paese civile, come pretendere di essere il nostro, in un paese di barbari.


E in un paese di barbari vige la legge del più forte, e il semplice cittadino è sempre dall’altra parte.
 
Ecco il video.
 

 


 
 

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