Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).
Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.
Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.
Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".

VERGOGNA
Da vecchio soldataccio provo un profondo senso di vergogna e di rabbia nei confronti del Governo Italiano e in particolar modo del Ministro degli Esteri Bonino per come viene gestito il caso dei due nostri “maro' “ prigionieri in India.
Come sempre e non è vittimismo, le Forze Armate devono attuare quanto viene stabilito e definito dai nostri governanti nel rispetto degli accordi internazionali , dall'altra e qui è la mia rabbia, in caso di situazioni conflittuali, non hanno quella tutela e riconoscimento per la professionalità con cui svolgono il proprio dovere.
Sentire ancora oggi le minacce di morte che il governo indiano rivolge ai due militari mi indigna e vedere con quale approssimazione e pressapochismo si continua, a distanza di così tanto tempo, a gestire la questione mi offende profondamente.
Per la grande ammirazione e rispetto che Stati Uniti, Francia ed Inghilterra hanno delle proprie Forze Armate, sicuramente non avrebbero mai permesso che propri cittadini comandati in armi in territorio straniero fossero trattati così come stanno subendo Latorre e Girone.
Le Forze Armate italiane non hanno diritto di sciopero o di manifestare , ma proprio per questo i cittadini tutti devono portare loro avanti pubblicamente lo sdegno per quanto sta capitando e far sentire ai due marò la loro vicinanza ed affetto.
Il governo indiano sta schernendo a livello internazionale il nostro Paese, le nostre istituzioni e le nostre Forze Armate.
Dobbiamo pretendere rispetto.
Vergogna.
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