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Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
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Così è la vita!

7/9/2015 - 14:09



Così è lla vita!


Ciai copioni sparsi per er mondo:
la ‘ambera co’ tutti e su’ ministri,
anco ‘ re colla ‘órte a ggirotondo;
tutti a ride’ dell’artri tutti tristi.


Un antìo studiò la ‘osa a ffondo
pe’ cercà’ di fregatti…’un ci fu ccristi!
Una vorta passasti pé gioondo,
collo strano mangià’ che non capisti.


Nella natura più ‘n ci trovi ciccia,
la moda di ‘ver tempo gliè mutata
quand’ar collo facevi da sarciccia.


Doppo ‘ rossi che ti davin di farcata,
funno ‘ verdi a sarvatti la pelliccia,
m’è sur nero che resti abbraccïata.


Una vita spericolata


Mi rivolgo a te, furba assassina mangiatrice di polli imprendibile ladra rossa macchia che attraversa la strada veloce sotto i fari nella notte.
La nomea della tua furbizia ha fatto sì che vengono chiamati “volponi” tutti coloro che cercano di approfittarsi della buona fede degli altri: in special modo i politici e chi regge od amministra il potere (re colla ‘orte a girotondo).
Fra coloro che in passato hanno scritto e cantato la tua scaltrezza vi è, primo fra tutti, Esopo, un poeta vissuto in Grecia molti secoli fa. Costui elogiava sempre la tua furbizia tranne che nella celebre favola che ti contrappose alla cicogna, precedentemente buggerata.
Quella volta facesti una meschina figura (passasti pé gioóndo) non riuscendo a mangiare la pietanza che l’uccello ti offriva (mangià’ che non capisti).
Ora però tutto è cambiato!
Non ci sono più poeti che ti fanno la numero uno, non ci sono più polli e galline libere e ruspanti nelle grandi aie dove potevi trovare il tuo cibo preferito (ciccia) e, anche da morta, non servi più ad ornare i colli e le spalle delle signore come dettava la moda del secolo scorso (ar collo facevi da sarciccia).
Puoi, forse, gioire della fine delle assurde cacce che ti facevano i nobiluomini inglesi agghindati in altrettanto assurde divise (i rossi) e ringraziare tutte le associazioni naturaliste che hanno lottato a tuo favore (i verdi), ma nulla puoi contro il progresso. Nulla puoi contro la velocità di quelle stelle che, di notte, ti vedi venire addosso quando corri felice col cuore accelerato dall’amore ed il passo più veloce sopra un terreno adatto alla corsa, ma duro e nero, e che ti abbraccia, alla fine, più stretto del compagno o della compagna in attesa.


Fra curiosità e natura


Esopo visse in Grecia nel sesto secolo a.C. Era uno schiavo frigio brutto e deforme e con difficoltà di linguaggio, ma dotato di una particolare dote di novelliere.
Un giorno ristorò dei sacerdoti che avevano perduto la strada e li accompagnò a destino ricevendo per questo, da Giove, la scioltezza di lingua che lo portò ad essere liberato da schiavo e divenire amico e confidente del re.
I suoi racconti contengono tutti e sempre una morale.
Il latino Fedro copiò ed adattò moltissime sue storie e così pure, molto più tardi, il francese La Fontaine.
I principali protagonisti delle favole esopiane sono gli animali e fra questi primeggia la volpe, sempre sinonimo di malizia o furbizia, associata ad ogni altro tipo di animale che sottomette o schernisce usualmente.
Nella novella precedentemente accennata, si narra di una volpe che aveva invitata una cicogna a pranzo e, per beffarla, aveva servito una minestra molto liquida sopra un piatto basso e largo. La padrona di casa lappò facilmente il brodo, ma l’ospite, data la lunghezza e la conformazione del becco, non potè mangiare niente. La cicogna contraccambiò l’invito e fece trovare il cibo dentro uno stretto e lungo fiasco dove solo il suo becco poteva entrare, ma non la lingua della volpe che per una volta fu presa, finalmente, in giro.
Molto chiara la morale!

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