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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

Con il primo maggio 2026 la rubrica Spazio Donna ha .....
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spaziodonnarubr@gmail.com
Con gratitudine, senza i vostri sguardi e le vostre voci, questo cammino non sarebbe esistito.
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Mamma mia

Mamma mia ti tengo intorno a me
dalla mattina alla sera;
l'inverno sembra Primavera
adesso che stai con me.

Se tira vento tu mi parli, .....
Domenica 10 maggio si svolgerà la manifestazione Nazionale Chiese aperte 2026. Quest' anno la sede di Archeoclub d’Italia di Pisa organizzerà la visita .....
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PARCO: Ricostruzione
ultima parte

15/3/2016 - 6:29





Ecco l’ultima parte dell’articolo ripreso, come già detto, da “Realtà Illustrata” un settimanale di politica, cronaca e cultura nel numero 53 (1 dicembre 1955), dal titolo “Rivedremo a San Rossore il Quirinale in pantofole”.
Per non stancare il lettore nella lunga lettura avevo pensato di dividere lo scritto in tre parti, e anche forse più sinceramente, di avere “materiale” da proporre in questa difficile sezione della Voce.
Comunque chiudiamo le premesse di far vivere, o rivivere, il “nostro” parco.
 
TERRA ABBANDONATA
Una volta messa a disposizione dei beni dello  Stato, nulla vieterebbe che specificatamente la villa del Gombo e lo intero territorio di San Rossore  venissero assegnati alla dotazione del Presidente della Repubblica. Una soluzione questa a cui neppure i monarchici, di solito così ligi al proprio istituto, si opporrebbero perché ciò ripristinerebbe quella severa disciplina e vigilanza, che sono necessarie per tenere in vita una tenuta di così grandi dimensioni senza contare che la presenza del capo dello Stato porterebbe un contributo, anche morale, alla rinascita sul piano agricolo-economico di questa terra che per tanti anni è rimasta nel suo isolamento.
Oggi, chi volesse visitare la tenuta, ha la possibilità di rivolgersi all’Amministrazione dei beni demaniali già della Corona —Palazzo Vitelli, Pisa — dove gli verrà consegnato un permesso scritto, nominativo e valido soltanto per i giorni festivi, il rilascio è assolutamente gratuito, e una volta ottenuto il permesso, si può girare in lungo e in largo. L’unico divieto è per l’accesso al mare, ma si tratta di un divieto per misura prudenziale, perché le acque del mare, in quella zona, sono da considerarsi pericolose, e sulla spiaggia manca qualsiasi attrezzatura balneare e di pronto soccorso. Prima della guerra l’ingresso invece vi era sempre consentito, senza nessuna speciale formalità, a meno che, si intende, non stessero soggiornando nella tenuta i membri della famiglia reale.
Tocca perciò al Governo e al Parlamento prendere una decisione definitiva sull’uso da farsi della tenuta; decisione che, specie dopo la proposta formulata dal Consiglio Comunale di Pisa, che ha espresso con unanimità il voto che il demanio intervenga a ricostruire e a destinare al Presidente della Repubblica la villa del Gombo, non può che essere favorevole.
V. Lupo Borghini
 

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