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Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
lì abbiamo contati i " pippoli " ? Direi che sono circa 15 milioni. . .
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"Villa Alta, là dove nacque il Chianti"
di Sandro Petri

22/5/2016 - 9:15

Sono tante le dimore storiche che si susseguono lungo il percorso del Serchio, da Villa Roncioni a Villa Annamaria De Lanfranchi, da Villa Alta a Villa di Corliano, a Villa dell'Ammiraglio e altre.
Dimore che oggi vengono apprezzate soprattutto da stranieri che sanno cercare meglio di noi le bellezze italiane nei posti pieni di storia.


Gli ospiti però possono gradire il paesaggio, la struttura architettonica, la piacevolezza dei giardini e l'attenta cura che ricevono dai proprietari, ma certo non riescono ad arrivare a quello che c'è dietro ad ogni villa, la sua storia.


Non Storia di Grandi Accadimenti, ma la storia vera delle famiglie, dei personaggi e delle loro vicende.
Solo chi vive queste realtà sa respirarne il passato, che spesso è fonte di sorprese inaspettate e perfino incredibili.


E' il caso di Villa Alta a Rigoli. Una chiacchierata con la proprietaria, Raffaella Cecchetti, visibilmente innamorata del luogo in cui vive, ha fatto emergere episodi e aneddoti crediamo sconosciuti ai più.
Villa Alta, che fino al 1860 non si chiamava così, era una sorta di seconda casa per la villeggiatura dei Conti di Corliano. Fa un po' sorridere il concetto di seconda casa rispetto alla Villa di Corliano, che si trova a pochissima distanza, ma così era.


Le due ville appartenevano perciò alla famiglia Agostini Venerosi della Seta, rappresentata in quegli anni dal Conte Cosimo e dalla moglie Laura Ruschi.


Nell'agosto del 1860, Giuseppina, figlia del Conte, convolò a nozze con Cesare Studiati, che si era laureato in Medicina a Pisa nel 1840 e divenuto Professore di Fisiologia nel 1859.


Ed è di Cesare Studiati che vogliamo parlare.
Dal 1843 in poi, Cesare collaborò con Carlo Matteucci allo studio sulla disposizione anatomica dei pesci elettrici nel laboratorio della Villa di Corliano. E i pesci elettrici furono galeotti, facendolo incontrare con Giuseppina.
Ma i pesci non erano l'unico interesse.
Già nel 1848 cominciò a interessarsi dei vigneti di proprietà della famiglia Studiati a Farneta.
Il vino purtroppo era pessimo, malgrado i tanti e volenterosi tentativi.
Nel 1857, Cesare incontrò il Barone Bettino Ricasoli, alle prese con analoghi problemi enologici, all'esposizione agraria toscana ( l'Agrifiera non c'era ancora!).
Nel 1860, intanto, i pesci elettrici trionfavano, portando alle nozze tra Giuseppina e Cesare.
Come dote, Giuseppina portò la casa di villeggiatura, quella che era ancora "bassa".
Infatti, l'edificio si trovava a livello della strada del Lungomonte.  Ma, o perché Giuseppina aveva nostalgia della paterna Villa di Corliano collocata più in alto, o perché, come dicono i pettegolezzi del tempo, desiderasse imprescindibilmente di poter ammirare dalle finestre di casa le isole dell'Arcipelago Toscano, fatto sta che la Villa in basso fu smontata pietra per pietra e trasportata in alto, dove possiamo ammirarla ora, e nacque Villa Alta.


Ma torniamo a Cesare.
Nello stesso anno 1860, si sviluppò una fitta collaborazione tra il Barone Ricasoli e Cesare Studiati per arrivare alla formulazione del "Vino Perfetto".
Sì, perché quello che veniva prodotto a quel tempo in Toscana era decisamente inferiore ai vini francesi e non solo, malgrado il clima e la morfologia fossero più che adeguati per la viticoltura. Semplicemente, non si sapeva fare il vino.
E l'obiettivo principale di Cesare, che pur continuava a coltivare diversi interessi scientifici di varia natura (dall'anatomia umana alla paleontologia, dalla fisiologia alla chimica), era sempre quello, come racconta Zeffiro Ciuffoletti nel suo " Alla Ricerca del Vino Perfetto".


Il 26 settembre 1872 nasce il Chianti!

Dopo quasi trenta anni di ricerca e sperimentazione, in una lettera di Bettino Ricasoli al Prof. Studiati dell'Università di Pisa viene fissata la formula del Vino Perfetto, il Chianti ( vedi www.ricasoli.it).
Le vicende di Villa Alta non finiscono qui.

Nel 1920 passa a Rosolino Orlando, Sindaco di Livorno e armatore.
Ma questa è un'altra storia. 
















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