none_o

Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.

Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.

Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia

Terremoto a Bruxelles: Federica Mogherini è in manette. .....
. . . quindi ne ho vita passare acqua di sotto i ponti .....
Appunto, non è pertinente ma le si addice pienamente. .....
. . . non so se è pertinente ma non sapevo come poter .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com


Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano 

per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
none_a
di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
none_a
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
Una Persona al di fuori del tempo
(Testo per brano musicale poetico)


Seduto al freddo piove o neve
Ma non ti nota quella gente
Con il tuo sguardo .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
Il Punto di P. Fontanelli
Referendum: dopo i dati serve una riflessione sul risultato elettorale

6/12/2016 - 18:11

Il Punto
Referendum: dopo i dati serve una riflessione sul risultato elettorale
 
Il risultato del referendum è noto. I numeri hanno messo in evidenza una realtà che è andata ben oltre ogni previsione, sia sul livello di partecipazione che sul divario fra il No e il Si al quesito referendario sulla revisione costituzionale. Nessuno aveva fatto previsioni vicine all'esito del voto. I sondaggi davano in vantaggio il No, ma si diceva che se la partecipazione al voto si fosse alzata era possibile il recupero del Si. Nell'ultima settimana di campagna, di fronte alla pressione mediatica e ai timori sul fronte di economia e banche, sembrava in atto un cambiamento di clima. Che in effetti c'è stato. Quasi invisibile. Ma la drammatizzazione della battaglia, accentuata dalla personalizzazione sul premier, che ha spinto molta più gente a recarsi alle urne, ha incrementato i timori e le preoccupazioni sui cambiamenti della Costituzione.

La Carta viene sentita da una grande parte del Paese come il fattore principale, regolatore delle garanzie per la coesione e l'unità dell'Italia. Il fatto che si andava a votare in clima di profonda divisione e spaccatura del Paese ha certamente allarmato chi la pensa in questo modo. Non è un caso che sono tornati alle urne anche molti elettori che nelle ultime consultazioni politiche o amministrative avevano disertato il voto. Ciò conferma la bontà di quella intenzione che il PD aveva inserito, all'atto della sua nascita, nel manifesto dei valori, secondo cui iniziative di revisione della Costituzione dovevano essere prese solo in un contesto di ampia condivisione, respingendo decisamente ogni tentativo promosso "a colpi di maggioranza". Penso che sia saggio riprendere il senso di quell’affermazione di cui bisognava tenere di conto. Ma ora vale per il futuro, almeno questo è l'insegnamento da trarre.
Poi, indubbiamente, sul risultato del referendum, ha pesato la politicizzazione dello scontroche ha fatto prevalere significati ben diversi da un semplice confronto sul merito della riforma. A cominciare dalla semplificazione distorsiva del messaggio sui contenuti. Penso al tema dei costi, della riduzione dei politici e, infine, della casta. Messaggi anti-sistema appetibili per chi sta o si sente fuori dal sistema, ma certamente non produttivi per chi sta al centro del potere. Inoltre sulla consultazione si sono scaricate motivazioni collegata alla crisi sociale. Tra le interessanti analisi sui flussi elettorali si fanno notare quelle sul voto delle fasce sociali più povere e dei giovani, che hanno scelto in grande maggioranza il No alla riforma. Su questo credo che qualche riflessione sarebbe utile.

L'analisi sui flussi ci dice anche che una quota significativa degli elettori che si dichiarano del PD, in media circa il 23-25%, ha votato No, così come più del 20% degli elettori di Forza Italia avrebbe votato Si. Mentre solido appare l'elettorato del M5S. Sono tutti elementi che meritano una seria discussione, che mi auguro venga  attivata nel partito ai diversi livelli. Comunque la sciocchezza più grande che bisogna evitare di fare è regalare a Grillo e Salvini la rivendicazione dei diciannove milioni di No che sono usciti dalle urne domenica scorsa.
Per quanto riguarda il dopo referendum e gli effetti sulla situazione politica con le dimissioni del Governo si è aperta una fase nuova. Renzi le aveva annunciate e coerentemente ha rimesso il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Ora sarà Mattarella a indicare la strada e spero che anche nel PD si apra un confronto reale, meno divisivo e capace di sintesi unitarie.

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri