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Il 15 aprile, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, Gavia (Paola Pasqualetti) ha presentato un manoscritto in carta riciclata e rilegato a mano,  intitolato  "Almeno te sei sorella di Paolo - Emozioni fermate".Si tratta di un "manufatto artistico", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina, in cui Gavia ha raccontato fatti, emozioni, ricordi della sua vita.

Signora mi scusi ma glielo devo dire: invece di tegameggiare .....
In un momento come questo, con un evidente crisi .....
Quali sarebbero le leggi violate da Salis in questo .....
. . . ci sono le leggi approvate dal Parlamento e fatte .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Il dolce tepore dei raggi
del sole
che ha schiuso le gemme
degli alberi da frutto
Ha destato i narcisi e le viole,
e risvegliato
lentamente in .....
Caro sindaco Cecchelli ieri mi sono recata a fatica in via Niccolini presso l'ufficio competente a ritirare i sacchi per l'indifferenziata, previo appuntamento .....
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La letterina

22/12/2016 - 10:12

Caro Babbo Natale, te che da sempre sei quello che da doni ai bambini del mondo, te che hai donato cavallucci a dondolo con la corda al collo al nonno del nonno del mio nonno, te che hai regalato trenini di legno trainati da uno spago al nonno del mio nonno, te che hai portato trottole e cordino a mio nonno, te che hai fatto contento il mio babbo con una canna con la lenza, ti prego, non portarmi plaistescio dell’ultima generazione, lasciali all’americani ed ai giapponesi.
Portami un aquilone e tanto spago o un’altalena con la corda oppure un’amaca,  qualsiasi cosa che abbia fili perché, dice mio nonno, “senza fili en boni solo i cardi e i fagiolini!”
Vai fai è di moda, ma non vogliamo far la fine degli storni che, scacciati perché smerdano le città, si son rifugiati in campagna sui fili, e poi? Vai fai cosa? Un bel tonfo in terra senza fili?
Ti prego anche di farti da portavoce con i politici e gli industriali che non lottino per la fuga all’estero dei “geni incompresi”, lasciali andare, lascia qui i lavoratori e pensa a noi, futura generazione, che avremmo da lottare per l’unico posto di “pigiatore di pippoli”, dice sempre mio nonno, in una fabbrica che sarà meccanizzata e farà il lavoro di cento operai.
Ancora mio nonno: si fa presto a passar da pro-gresso a re-gresso, ma non l’ho capita.
Ti saluto  e ti saluta la mia famiglia che, dice mio nonno, costa di luce “più del Serchio a’lucchesi”, anche questa non l’ho capita.

 

 
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23/12/2016 - 10:28

AUTORE:
Bafana

Caro Babbo Natale
da quel che vedo mi sa che accontenti i soliti noti perché si possono comprare tutto (o quasi) quello che desiderano, per noi comuni mortali non restano che le briciole...ma io riesco comunque ad accontentarmi perché so fare tesoro di quelle piccole gioie quotidiane che restano dopo aver setacciato le rogne che riempiono le mie giornate.
La saggezza contadina dei miei nonni mi ha incollato il piedistallo sotto le scarpe affinché non spiccassi il volo facendomi ingannare dalle illusioni...però caro vecchio bonario Nonno Natale, anche se sei una chimera, sei sempre il benvenuto nel mio cuore e appartieni ai ricordi meglio vissuti.