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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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Don Otriade ritorna a casa

4/2/2018 - 11:23

Il Baldocchi, don Otriade, era un attento padre spirituale di Albavola, Barbaricina, Madonna dell’Acqua, scrittore di sermoni per avvenimenti, per esempio “Il papa non Muore”, discorso pronunciato nei solenni funerali del S.P. Giovanni XIII celebrati dalle onorevoli di parroci della città di Pisa dì 8 agosto 1903, la cerimonia per la vittoria delle nostre armi in Barbaricina il giorno 1° dicembre 1918, l’inaugurazione dell’asilo infantile di Barbaricina dì 9 sett. 1924,  e molte altre onoranze, tutte stampate dalla stessa casa Orsolini di Pisa.
Nel giornale “Il Ponte di Pisa“ del 20 agosto 1899, si legge un trafiletto negli annunci mortuari: ”Domenica 13 corr. cessava di vivere in Barbaricina in età di 65 anni NICCOLINA CITTI Ved. BALDOCCHI. Fu seconda madre per 31 anno del priore Otriade Baldocchi, il quale con preghiere e lacrime l'ha accompagnata alla tomba”. Non  vi sono notizie della nascita di Otriade e possiamo solo far due conti con questa data e presumere che sia intorno al 1850 e quindi una bella vita dedicata alla religione.
Aveva visto la costruzione del ponte, aveva visto la posa delle rotaie della “ferro-via” Pisa La Spezia e conosciuto un popolo attivo.
Ora, dopo avere vagato a zigzag per la tenuta reale di San Rossore, il sacerdote di avvia verso Pisa per far ritorno “a casa”.
Quale casa lo leggerete alla fine.

 


Alla distanza circa di due chilometri percorrendo sempre lo stesso stradone, assiepato da verdì e ombrosi boschi trovasi il nuovo Forte o stabilimento addetto agli agenti di finanza-della vicina  frazione di bocca. di Serchio. Sulla sommità di questo ampio stabilimento sorge una spaziosa terrazza, dalla quale quando il cielo è sereno e l'aere puro si può godere del più vasto ed incantevole orizzonte. Vedonsi di lassù: la sottostante Valle del Serchio coi suoi spessi e relativi paesaggi: la vasta Città di Livorno col magnifico e rinomato suo porto: la vetusta Pisa colla Pendente sua Torre: il monte pisano e gli Appennini Volgendoci poi a mezzo giorno vediamo sorgere dal mare l`Elba e la Sardegna, la Capraia la Corsica, la Gorgona che: Fanno siepe all’Arno in sulla foce  è il vasto mare per lungo tratto solcato continuamente ed in tutte le direzioni da bastimenti d’ogni grandezza e paese.
A piano terreno di questa fabbrica trovasi una angusta Cappella, o pubblico Oratorio uffizziato da un cappellano nel giorni di {esta per conto della casa reale con suo respettivo quartiere. Da questo Forte il quale unitamente a poche case ivi-vicine è l’ultimo e più remote stabilimento nella periferia di questo paese ritornando indietro per lo stradone delle Cascine, il nostro osservatore si troverà sotto Pisa e precisamente presso le Statue in vicinanza di Porta nuova. Seguitando a sinistra la Strada provinciale di Pietrasanta dopo pochi caseggiati, e passato per breve tratto il Cimitero addetto una volta ai pargoli ed ora agli acattolici a lato destro della suddetta strada nella prospettiva di una vasta e quasi incolta prateria detta Campaldo troverà il magnifico e decantato Camposanto suburbano· in tempi più remoti addetto alla spirituale giurisdizione del parroco di questo luogo. Presentemente lo hanno in custodia i Padri riformati o mendicanti di San Francesco. Vicino e quasi accanto a questo mesto e lugubre soggiorno ove la Religione Cattolica accompagna pregando i cari suoi estinti, si vede pure un altro non poco esteso Cimitero eretto di recente per coloro i duali non credono che, l’Eterno fa morire e rivivere, discendere nella tomba o risalire. Dopo lo spazio di- un chilometro a sinistra della più volte summentovata strada sopra un rustico e verde poggio presso le sponde di un umile fiumicello ergesi solitaria e isolata la. Chiesa parrocchiale (Madonna dell'acqua n.d.r) cui unicamente alla Canonica sono annesse alcune case rusticane appartenenti ai Signori Simoneschi e Dal Borgo i quali ivi vicino e in altre parti del paese, in prossimità di Cardeta contano pure non pochi terreni e possessi. Pochi e di veruna importanza sono i caseggiati che per lungo spazio, precorrendo sempre lo stesso sentiero, si offrono alla vista. del nostro viandante. Vi è il Puntale, o casa colonica appartenente, come infatti ben si vede dal suo relativo stemma alla. Eccellentissima Casa Salviati di Migliarino. Più oltre, precisamente all`incrociatura della. ferro—via, la quale separa o divide, quasi per metà questo paese, trovasi un altro piccolo caseggiato, detto e riconosciuto sotto il titolo della Bucaccia o Albavola. Quivi dilungandosi dalla strada provinciale e percorrendo per breve tratto la ferro—via trovasi il piccolo Oratorio detto il Chiesino degno di ricordanza per la sua. forse antica fondazione e per alcune memorie che di esso e di un benefizio al medesimo annesso si trovano descritte. Questa. Chiesa è dedicata all`Arcangelo S. Michele ed è proprietà dei Signori Rosselmini con varie case coloniali appartenenti coi rispettivi poderi allo stesso padrone insieme ad una piccola villetta o fattoria la quale è attuale residenza dell’affittuario di questa tenuta. A poca distanza e precisamente presso il punto. Dal quale ha preso le mosse il nostro osservatore, in un oscuro semicerchio o bacino formato dall’argine e dalla strada che si unisce al ponte del Serchio solitaria sorge un umile casuccia o abituro, il quale per l`ignobile sua struttura quanto è spregevole ed abietto  al torvo sguardo del ricco e  del potente, resta a me fuor d`ogni credere gradito, come quello che fra. le misere sue pereti accolse i primi vagiti della piccola mia infanzia. E qui essendo, lo Dio mercè, pervenuti al termine della, sotto veruno aspetto importante topografica descrizione dell'umile paesello della Madonna dell`Acqua, prima di venire a. discorrere della. Chiesa e più particolarmente della Immagine benedetta che in essa religiosamente si custodisce, soffra il benigno lettore che innanzi tutto io premetta alla  descrizione medesima le seguenti opportune e forse anche utili considerazioni.

 

 

Ho tutto chiaro se non dove e cosa sia il "Chiesino".

Sarebbero gradite notizie.

grazie.

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