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Ultima chiamata per Parole A Tavola, l'evento organizzato da MdS Editore e Associazione La Voce del Serchio per incontrare a cena i prestigiosi autori della Casa Editrice.
Ecco gli autori che parteciperanno alla cena, pronti a condividere storie, parole e sorrisi

Una delle motivazioni che leggo spesso nei commenti .....
Perché la rasatura al suolo di Gaza, con annesse .....
. . . dare aria alla lingua perchè poverina è sempre .....
Potenza divina. Il post " Ragazza siediti " ( che .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Si canta Amore a Sanremo
Invitano a diventare
più civili
i carri
del Carnevale viareggino
che al Lupo fa un inchino
e alle ingiustizie
uno sberleffo
In .....
Un'ora fa mi sono imbattuta nel manifesto funebre di Fausto Guccinelli, sono rimasta impietrita e in un attimo sono sbalzata all'indietro, alla mia giovinezza .....
di Renzo Moschini
La gestione dell’ambiente e le competenze

26/8/2019 - 12:57



E’ in corso una vivace e interessante discussione tra gli ambientalisti sulle competenze professionali in relazione alla gestione soprattutto dei territori protetti, parchi e affini, che merita attenzione.
A innescarla sono state alcune nomine di direttori e presidenti di parchi e aree protette di forestali del CFS che secondo alcuni sono di per sé  sufficenti a garantirne la validità e l’efficacia. Insomma un marchio  che da solo ci garantisce i buoni risutati. Molti autorevoli e  prestigiosi ambientalisti del Gruppo dei 30 e non solo, lo contestano non negando naturalmente al CFS professionalità e competenze, ma considerando insostenibile questa mitizzazione.
Il ruolo del CFS dopo essere stato ’militarizzato’ ha dovuto affrontare naturalmente non pochi nuovi problemi che per molti versi restano irrisolti e che comunque ne hanno scombinato e complicato l’attività. Continua a creare problemi, ad esempio, il fatto che l’operato del CFS continui ad essere gestito dal ministero mentre il parco presso cui opera non ha alcuna possibilità di dire la sua. In ogni caso questo non può e non deve indurre a  considerare l’appartenenza al CFS di per sé in grado  di garantirne le necessarie competenze. Perché sappiamo che non è così. Il Gruppo di San Rossore sta lavorando ad un nuovo libro sulla situazione dei nostri parchi che uscirà a settembre. Dai contributi già raccolti risulta evidente che specialmente in alcuni territori anche molto importanti sotto il profilo ambientale e forestale le politiche di gestione e pianificazione vanno tutt’altro che bene. D’altronde che oggi manchi una politica nazionale in grado raccordare parchi e aree protette a partire dal ministero dell’ambiente è cosa nota e il nostro libro lo confermerà.
Il CFS e il suo ruolo deve perciò rientrare a tutti gli effetti in questa partita nazionale  ed europea, la sola che può garantire un futuro all’ambiente e anche  ai parchi.
Renzo Moschini
 

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