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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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Dicembre .....
si ma in questo caso fa l'esatto contrario. Prende .....
. . . copio il programma delle gite di "Quelli del .....
Se la vogliamo mettere sulle coglionate allora lei, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Care donne vi siete evolute
Avete ottenuto gli attuali diritti soltanto
perche' noi abbiamo combattuto.
Niente era scontato.
Frequentare la scuola .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
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“Lo zoo a rimpiattarello”:
Zerazzèro

21/12/2020 - 22:18

Zerazzèro
 
Ne’ ‘ampi mess’a nnovo di Fugata,
c’è du’ squadre che fanno la partita:
sfida la bianca, di ‘òrpo ben piazzata,
‘vell’artra nera, vispa e ‘ngazzurita.
 
L’arbitro, ‘om’è chiamato da ‘na vita,
la rimessa ne’ sórchi l’ha scariàta,
che come palla sguscia fralle dita,
e tutti a lletiassi la frittata.
 
‘Nder mentre fan lo scòzzo e ‘ontendenti,
ariva ratto ratto un ber frulletto:
son bianchenneri e sono ‘ntrapendenti.
 
Battano ‘ cigli e ccampo a quartometto,
urli d’attacco e ll’ale fan spaventi…
perché tardi arivarano ar banchetto!
 
Senza vinti né vincitori


Nei campi appena arati di Fugata, come da un po’ di tempo si vede in ogni lavorazione del terreno nel piano di Vecchiano, si accalcano stormi di uccelli che cercano, a volte rischiando pericolosamente fra le lame del vomero, tutta quella microfauna che si annidava sotto le zolle ed ora è messa allo scoperto.
I più grandi di corporatura sono i gabbiani reali, dal piumaggio candido e dall’andatura goffa. Seguono poi le cornacchie grigie, di poco più piccole, agili e saltellanti e di indole irascibile (ingazzurita).
Il bue che tira l’aratro sembra un arbitro mentre dirige una partita (d’altra parte anche il direttore di gara viene spesso chiamato cornuto) e, camminando frai solchi, scarica una vistosa fatta (rimessa).
Data la gran quantità di animali presenti e la scarsezza di vermi ed altro, tutti gli uccelli si buttano su quella bella frittata “calda” che però presto si rompe non lasciando niente di sostanzioso, ma continuando lo stesso ad aizzare i contendenti.
Richiamato da lontano da tutto quel trambusto, arriva un gruppetto (frulletto) di altri uccelli dalla livrea bianca e nera. È una specie da poco tempo presente nei nostri luoghi, ma di facile ambientazione tanto da fare una spietata concorrenza alle indigene.
La stazza più grande dei primi arrivati frena queste piccole gazze che si mantengono ai lati del campo quasi fossero i guardalinee o il quarto uomo dell’immaginaria partita di pallone che si sta svolgendo nel “campo”.


Fra storia e natura


La Fugata è una località di Migliarino (quello di là), un podere facente parte della tenuta dei Duchi Salviati. Qualche anno fa, cercando di conoscere la toponomastica delle nostre zone, domandai ad un vecchio contadino del duca che cosa volesse dire, appunto, il nome Fugata.
Mi fu candidamente risposto che, se il podere confinante al nostro si chiamava L’isola, questo non poteva non significare altro che intorno ci doveva essere stata un tempo dell’acqua, e tanta, quindi la terra presa in questione sarebbe stata affogata, fogata.
La cosa è molto probabile data l’odierna evidente leggera depressione dei suoi campi rispetto agli altri.
Altra dotta spiegazione, altrettanto valida se non poetica, è quella che fa risalire FUGATA ad un termine longobardo: FIWADIA parola che stava ad indicare un pascolo comune. Tale nome, dato più di 1000 anni fa ad una località situata, dice un antichissimo documento, a sud-ovest di Migliarino, si tramutò poi in FIGUAITA e poi nell’attuale denominazione.


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