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Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice. 

Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. 

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Salario minimo: Elly Schlein😪🥵
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spaziodonnarubr@gmail.com
Con gratitudine, senza i vostri sguardi e le vostre voci, questo cammino non sarebbe esistito.
da dire molto...in poco tempo!
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Ed eccoci arrivati all'ultima tappa.
A traguardo raggiunto
non si vince alcun premio.
Che strana melanconica condizione!
Un vuoto riempie l'anima .....
Domenica 10 maggio si svolgerà la manifestazione Nazionale Chiese aperte 2026. Quest' anno la sede di Archeoclub d’Italia di Pisa organizzerà la visita .....
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Meglio scarbatra che nulla pesce!

12/3/2021 - 11:46


 
I PERSONAGGI DEL DOPOGUERRA
 
Trascorsa la drammatica parentesi della guerra, Torre del Lago, sul quale nel frattempo era piovuta una transoceanica ventata di modernità e di progresso, sorse a nuova vita nonostante le evidenti difficolta economiche nelle quali viveva buona parte dei suoi abitanti. Anche le vecchie doppiette, ben custodite sottoterra e i rudimentali attrezzi da pesca ripresero |'antico ruolo, sia in padule, sia nel Iago. Le due attività, svolte in modo più professionale, favorite anche da una maggiore informazione, da un certo benessere e da una richiesta in forte crescita, furono in grado di produrre, anche se moderatamente, un tangibile sviluppo nella popolazione rivierasca.
Il Lago di Massaciuccoli iniziò, dunque, ad essere conosciuto e ad espandere la propria notorietà, non solo a causa della caccia e della pesca che, come abbiamo visto, consentivano di ottenere ottimi risultati a coloro che le praticavano, ma anche sotto l’aspetto naturale. Le notizie giunsero anche ad un certo Luigi Albrighi, detto l’Avvocato, milanese di nascita, ma fiorentino d'adozione, il quale, spinto dai racconti e dalle descrizioni degli amici, giunse a Torre del Lago con il proposito di fare una gita esplorativa ma, come accadde molti anni prima all’illustre Giacomo Puccini, s'innamorò del luogo a tal punto di decidere di prendere alloggio provvisorio nella villetta di proprietà di un certo Bati. ln seguito, acquisto una costruzione adiacente, divenuta poi Villa Butterfly, dall'avvocato Giorgio Gamba, nipote di quel tal ingegnere amico di Puccini. Spinto dalla grande passione per la pesca, addirittura prese in gestione l'intera superficie del Lago di Massaciuccoli, senza lo scopo di ricavarci degli utili. La pesca, dunque, era la sua gran passione, specialmente ai Iucci ed in particolare alle scarbatre (scardole) che adorava, tralasciando l’ambita caccia a chi intendeva esercitarla per la soddisfazione di quanti ebbero la possibilità di ottenere i permessi di accesso ai vari capanni che costellavano il Iago e che egli concedeva sempre gratuitamente.
A proposito delle scalbatre, si racconta che quando gli impellenti impegni gli concedevano un po' di tempo libero, si recava, con la barca a remi, nei canali adiacenti al Iago o Iungo le sponde dove ne pescava a cestini pieni. La cosa, però, non avrebbe sorpreso né meravigliato alcuno se non fosse stato per il fatto che costringeva gli ospiti ed il personale a mangiarle "per devozione".
Figuriamoci se i torrelaghesi che erano al suo servizio, mangiavano le scalbatre, giacché aleggiava il detto "meglio scarbatra che nulla pesce".
E siccome di prelibate vivande le dispense di Villa Butterfly erano colme, ognuno, con una scusa, cercava di svignarsela all’ora di pranzo, quando in giro sentiva questo odore, sperando in cibi alternativi. Fortunatamente, però, in cucina subentrò, come cuoca, una certa Anna Manfredi, che la sapeva lunga in fatto di pesce di Iago. Tant’è, che in seguito, questa pietanza, ogni volta cucinata in modo diverso, diventò una specialità,  per la gioia dell’Avvocato, anche se alla fine del pranzo nei piatti rimanevano dei gran cumuli di… lische. […]
 
 Tratto da “Storia, Nomicchioli, Modi di dire, Aneddoti di Torre del lago Puccini dove Natura e Musica sono di casa” di Pier Luigi Ghilarducci  a cura  della Confraternita di Misericordia Torre del lago, 2007
 
 
 



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