Nato da un’esperienza di servizio civile al Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il volume racconta con dolcezza il tema della scoperta e della crescita. Giulia Borghi è la più giovane autrice della casa editrice.
Un racconto tenero, luminoso e profondamente autentico, nato da un’esperienza concreta vissuta nel cuore del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Luna lasciva,
amante degli amanti,
mostraci il seno.
Ve li ricordate gli haiku?
Ce li siamo rimbalzati a centinaia, addirittura dal 2018, con suggestivi nomi di fantasia: Alìbabà, Mommé, Menestrello, Giullare, Sanciopancia, Pachito, Chira, Palmira, Gargantua, Maghella, Morgana, Sorpampurio, Gargamella, Giogiò, Gioreka, Melody, Glory, Monello, Proserpina, Polifemo, Poseidone, Plutone, Puffalmacco, Birba, Donciccio, Madamadorè, Salomè, Gil, Ramon, Joi, Kalì, Paolitas, Bambi, Kelly, Unicum, Dylan, Malù, Charlize, Braccio di ferro, Caesar, Augustus e decine di altri.
Fiore di duna,
se stai col naso in su,
se non c’è il sole c’è la luna,
e non puoi aver di più.
E gli stornelli?
Più semplici, più orecchiabili e difatti il “tempo dello stornello” è stato un successo incredibile, avete scritto a centinaia per mesi e mesi.
Se sei triste dici che hai la luna,
poi ti passa e dici: che fortuna!
Cambia il tempo? Fa male il callo
e il cielo ha colore scureggiallo,
ma non temere, brilla sempre la tua luna!
Intramezzati a giapponesi dure terzine di 5-5-7 sillabe e frizzanti fiorite toscane canzoncine rimate si è presentato ed accolto uno scozzese sistema di verseggiare, il limerik.
Qui la difficoltà (?) è di terminare con la stessa parola finale della prima delle due coppie assonanti e baciate.
Cari lettori non si può (poteva) continuare all’infinito con queste frivolezze, ma non si possono neanche sopportare i continui sterili battibecchi politici dell’altra parte del giornale, almeno noi cambiavamo il nome del “fiore” mentre là son sempre gli stessi “cavoli”!
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