Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.

Secondo gli antichi greci la prima orchidea prese vita dalla metamorfosi di Orchis. Orchis era un giovanotto bellissimo e focoso, figlio di una ninfa, dalla quale aveva ereditato la leggiadria, e di un satiro, il quale gli trasmise la libido. In occasione di festeggiamenti in onore del Dio Bacco, il giovane Orchis aveva tentato di insidiare una sacerdotessa. Si trattava di un atto sacrilego e nonostante Orchis credesse di essere immune per nascita dalla punizione contro gli abusi causati da desiderio di onnipotenza, fu condannato e dato in pasto a belve feroci.
Gli Dei dell'olimpo decisero di intervenire e fecero in modo che dai pochi resti mortali di Orchis nascesse una piantina esile ma meravigliosa che nella parte sotterranea, lontano dagli sguardi dei curiosi, si sviluppava con un apparato che riproduceva quell’anatomico attributo maschile, che era stato causa della sua fine. Ecco che da questa metamorfosi venne coniato il termine "orchis" che significa testicolo per la forma a tubero delle radici.
− Fior diabolico − disse [...], prendendo il vaso di vetro e osservando da vicino l'orchidea sanguigna e difforme. Così scriveva nel 1889 (Il piacere) Gabriele D'Annunzio.
Il corpo è come un giardino, e la mente è il suo giardiniere. Sta a noi decidere se in esso piantarvi orchidee o lattuga. parafrasando un passo di William Shakespeare dove in verità vi è scritto “ortiche” e non “orchidee”, ma torna meglio così.
Ed ora, nel solito accettato modo di sbizzarrirci in rime varie, ecco i paesani stornelli:
Fior di albicocca,
come invogli a baciarti sulla bocca!
Ma a chi è venuta quell’idea
di darti il nome di “orchidea”?
Fiore di calla,
vorrei tanto essere una farfalla
e mettermi il mondo alle spalle
dimenticare che sotto sotto ci hai le palle!
Fior di meloni,
ti diedero la discendenza dai coglioni,
ma a noi uomini, udite udite,
quando gonfiano si dice che è un’orchite!
Oh, l’orchidea,
come ali di farfalla
vola il profumo.
Non per vantarmi, ma, dopo avere scritto stornelli e haiku, sono andato a scuriosare in rete ed ho trovato questo pregevole lavoro giapponese del massimo autore di haiku, Matsuo Basho, alla fine del ‘600:
La farfalla bagna
le ali nel profumo
dell'orchidea.
Sono contento: sayonara!
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