Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).
Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.
Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.
Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".
Un operazione speciale, massacri e barbarie, stupri e orrore su orrore, e non e’ finita
Di Mattia Feltri , la stampa
Preso dalla bacheca di Massimo Recalcati
“Un fotografo dice di aver visto in una cantina i corpi martoriati degli ostaggi uccisi ed è stato un incubo, e non sa togliersi dalla testa l’odore di morte. Un altro fotografo dice che in vent’anni di guerre non aveva mai visto quello che ha visto a Bucha, e la notte ormai tiene una bottiglia di vodka a fianco al letto. Sasha, quattro anni, disperso mentre fuggiva con la nonna, è stato ritrovato morto. A Bucha le ragazze di quattordici anni dicono di essere state stuprate dai soldati russi.
Altre donne sono state stuprate col fucile e poi uccise davanti ai loro figli, e uccisi i loro figli. Una ragazza è stata stuprata per giorni davanti alla madre agonizzante, e ora la madre è morta e lei spera che non abbia sentito. Hanno identificato la donna cui apparteneva la mano con le unghie laccate che spuntava dal terreno, era una donna gentile che amava la vita, dicono. Hanno sparato adesso a quattro bambini, scrive un ragazzo su Telegram.
A Irpin sono stati trovati i corpi di bambini, anche di meno di dieci anni, stuprati e uccisi. Da Cherson telefona un italiano e racconta in lacrime che i soldati hanno sparato a un uomo davanti alla figlia quindicenne e poi l’hanno stuprata. A un uomo sono state mozzate le mani e poi è stato fucilato. A un altro uomo hanno cavato i bulbi oculari e tagliato la lingua e l’hanno lasciato morire dissanguato.
Cito a memoria e alla rinfusa: tocca leggere cose così, ogni santo giorno, e trovare poi parole da mettere qui dentro e che non suonino totalmente ridicole è una tale fatica che, quando arriva sera, almeno il festival dei talk show me lo risparmio.