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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bernard Dika
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di Bruno Pollacci
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Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
Le emozioni letterarie di Lily

18/9/2022 - 9:46



Possiedo una monumentale collana di granati e piccole perle bianche che proviene da un piccolo antiquario della Kalsa, Palermo ...e granata è sicuramente il mio colore, quello che vedrebbe in me Viola.

Non un rosso vivo, bensì un rosso cupo dai bagliori profondi, un magenta forse un cremisi. Le coincidenze della vita, non conosco Palermo né le magnificenze siciliane, conosco invece i barocchismi, il gusto incensatorio e decadente dei suoi uomini. Quel modo drammatico di esasperare e amplificare ogni situazione e sentimento. La ricerca di un quadro perfetto in cui inserire le persone. La divisione tacita e condivisa tra classi sociali.

“Conosci l'estate?" Simona Barzini. Pescato per caso, come al solito, da un cesto di consegna. Certo un libro blu di Madame Sellerio. Giuro ci stavo comunque già pensando alla sinestesia, retaggio vocalico di Arthur. A differenza di Viola, la protagonista del libro, non sono una sinesteta pura, non vedo i colori delle persone, non sono in grado di interpretarli, non li abbino alla musica bensì più banalmente alle emozioni e al temperamento. La passione è rossa, la pace interiore pervinca, la felicità verde smeraldo, la frustrazione ocra...Poi c'è Palermo. Vista da una giornalista romana che vi si immerge, vivendoci e scrutandone le bellezze e le miserie, in una contraddizione non risolvibile. Questa città è un ossimoro. Di origine normanna e non greca, distinzione importante fra Sicilia Orientale ed Occidentale. Non di poco conto. I quartieri popolari Kalsa, Albergheria, Vucciria Ballarò, in cui l'invasione turistica maschera una miseria culturale atavica, si contrappongono ai quartieri residenziali e borghesi come Via Matteotti. In una visione feudale e aristocratica del vivere sociale. La mafia che si affaccia brutale allo Zen e Brancaccio, vive diluita e distratta nelle proteste radical chic delle piazze del centro. Quelle delle signore vestite bene e dei signori con le camicie dalle maniche arrotolate di marca. Le mostre e i concerti nel silenzio rarefatto e splendente dello Spasimo mentre alla Cala qualche nigeriana sparisce nel nulla. Una città dalla bellezza sfolgorante che gira lo sguardo dinanzi ai problemi sociali. E poi il cibo, elemento irrinunciabile in una vita sensoriale e sensuale sfacciatamente presente in ogni assaggio. Frittola, pane e meusa, crocchè, pane e panelle, brioche al gelato e caffè ...bruciato. Il magistrato, che quando passa fa saltare il collegamento, sperando che non succeda a lui e amaramente liquidato da Viola "se lo fai per noi non ti sprecare...non lo meritiamo" si contrappone in questa stessa Palermo al primo circolo Arci gay e alle prime forme di lotta di un "77 rigurgito di lotte forti e belle. In questo mescolarsi di colori c'è una violenza banale nella sua crudeltà, la morte di due donne e quella interiore di un'altra. Perché picchiare, schiacciare psicologicamente, ucciderle, non rientra nel cambiamento di ruolo, nell' insicurezza maschile che può derivarne. È questione di male. E il male, sappiamo bene che non ci sostituisce alla giustizia, qualche volta si estirpa. Per evitarlo ad altre. I rosso granata dai bagliori profondi pensano che non ci sia inferno per questo. ma ovviamente è un colore deciso ma opinabile.
 
Ps (Umberto è verde bottiglia, rassicurante, profondo, di caratura…se fosse musica sarebbe Vivaldi.) 
 

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