Dopo il grande successo dell’edizione di novembre, MdS Editore ripropone Parole a Tavola, la serata che intreccia letteratura e convivialità in un’esperienza pensata per far incontrare lettori e autori in un contesto informale, caldo e partecipato.
Un appuntamento che ha già dimostrato quanto sia forte il desiderio di ascoltare storie dal vivo, condividere emozioni e vivere i libri come occasione di relazione.
Il nuovo incontro si terrà domenica 1 marzo alla Fattoria l’Olmetto, un luogo immerso nel verde e ricco di atmosfera, con un tocco di poesia
Mercoledì 11 febbraio alle 21:15, al Circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano
DOPO BALI.
L’esito del G20 e quello della vicenda missili sulla Polonia hanno chiarito 5 punti importanti sulla guerra.
1. C’è un freno di emergenza per fermare le conseguenze più drammatiche delle crisi internazionali che ha funzionato;
2. Non c’è, come non c’è mai stata, una volontà aggressiva dell’occidente e in particolare della Nato nei confronti della Russia. L’Alleanza è sempre e solo stata ed è difensiva e calibra, con grande responsabilità e prudenza, la sua organizzazione e le sue azioni esclusivamente in risposta all’unica, vera e sanguinosa, aggressività russa;
3. Anche i più “distratti” hanno capito la paura dei paesi dell’ex blocco sovietico di essere aggrediti dalla Russia e tornare sotto una dittatura che hanno conosciuto per oltre 40 anni. Da questo la conferma della loro adesione alla Nato e all’UE, lo scudo che è mancato all’Ucraina.
4. La Nato non ha spinto alla guerra l’Ucraina e gli Usa non hanno dovuto condizionare gli ucraini a combattere una “guerra per procura”. Gli ucraini combattono, come qualunque popolo nelle loro condizioni, per la loro esistenza libera e indipendente. Impossibile non tenerne conto.Per questo, fermo restando il sostegno militare, la Nato ha, più volte, moderato la più che comprensibile reazione ucraina per non dare il destro alla escalation più volte minacciata da Putin.
A meno che i sostenitori della tesi “guerra per procura”, in un impeto di purezza ideologica, avessero preferito che la guerra, inevitabile a causa di Putin, si allargasse in casa nostra.
5. Il nuovo ordine mondiale che si profila non è quello farneticato dal Cremlino, e sperato dagli amici italiansky di Putin disposti a costruirlo assieme a un pugno di stati canaglia.
Bali ha detto con chiarezza che quello non è il progetto della Cina e dell’India, oltre che dell’occidente.
Per questo serve un’UE più forte, non divisa da dispute strumentali, malgestite da provinciali in gita, come la falsa emergenza migranti. Un problema vero che non si risolve scontrandosi con l’UE.
La Russia è isolata, sull’orlo dello stremo. Alla fine della sua follia, speriamo al più presto, dovrà chiedere l’aiuto del mondo per rialzarsi. Chi la rappresenterà più credibilmente di Putin?
Un grosso guaio per lui. E torniamo al punto 1.