Quattordicesima edizione del concorso letterario-artistico di MdS Editore, con il sostegno di Unicoop Firenze, la collaborazione dell'associazione La Voce del Serchio e il patrocinio del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il titolo è RIFUGI, parola che parla di protezione, di difesa, ma anche della ricerca di uno spazio in cui poter essere davvero se stessi.
È un tema ampio, vivo, capace di accogliere storie, visioni, fragilità e desideri.
Franceschini esalta Schlein, ma si perde la corrente. Fassino guida la rivolta per Bonaccini
AreaDem esplode. L'ex sindaco di Torino sceglie il presidente dell'Emilia-Romagna e battezza “Iniziativa democratica”
Non chiamatela “corrente”. Perché non usa più, certo, e forse perché davvero non lo è. Non ancora, almeno. “E’ più un luogo di aggregazione, di riflessione”: così la definisce Piero Fassino, che dell’iniziativa è il promotore. Ma a dispetto dell’esibizione di modestia, la faccenda ha una rilevanza non di poco conto nella geografia interna, alquanto fluida, del Pd. Perché dimostra che il corpaccione centrista del partito, quello che finora ha seguito le direttive di Dario Franceschini, si va disgregando. L’eterno tessitore non ha potuto impedire che nella trama della sua tela s’aprisse uno sbrego: troppo clamorosa, per tanti dei suoi, è risultata la scelta dell’ex ministro della Cultura di sostenere Elly Schlein al congresso.
Troppo temeraria la mossa, presentata non solo come frutto di opportunismo tattico, di posizionamento, insomma di quella furbizia di cui Franceschini è maestro inarrivato nel centrosinistra, ma come decisione strategica, di lungo respiro.
E così AreaDem non ha retto: e, per uno di quei paradossi così tipici della tribolata storia del Pd, a guidare la sedizione contro la candidatura della “compagna Elly” è stato proprio il leader della componente ex diessina, cioè quel Fassino che mercoledì scorso ha riunito, via Zoom, una buona dozzina di esponenti di rilievo del correntone franceschiniano per formalizzare la presa di distanza.
“Noi con la Schlein non c’entriamo nulla.
Noi sosterremo Stefano Bonaccini”. Si sono dati pure un nome: “Iniziativa democratica”.