none_o

Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

CONTATORE VISITE

Novembre 2010 46. 424 visite
Dicembre .....
si ma in questo caso fa l'esatto contrario. Prende .....
. . . copio il programma delle gite di "Quelli del .....
Se la vogliamo mettere sulle coglionate allora lei, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
none_a
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
none_a
di Bernard Dika
none_a
di Bruno Pollacci
none_a
Un frullo d'ali
Un candido planar di petali
Un altro frullo
Un tappeto erboso bianco.
Poi l'uccellino stanco
si posa sula siepe.
Lo zampettare .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
Di Mario Lavia
Il giallo ed il blu, il PD ha il dovere di tenere alta la bandiera della Resistenza ucraina

25/8/2023 - 9:31


Il giallo e il blu il Pd ha il dovere di tenere alta la bandiera della Resistenza ucraina

 

La notizia della morte di Prigozhin è solo l’ennesima dimostrazione della brutalità di Putin e della Russia.

La politica italiana, con il governo e soprattutto con le forze d’opposizione, non può permettersi alcun tipo di ambiguità su questo dossier Come fece Adolf Hitler con Ernst Röhm nel 1934, e con altri per un numero incalcolabile di volte, il macellaio di Mosca ha voluto rafforzare nel mondo la sua immagine potente: la strage che ha coinvolto il suo ex cuoco Yevgeny Prigozhin, il capo della Wagner divenuto acerrimo nemico, e altre nove persone, fra cui altri cinque importanti uomini della milizia privata, non dovrebbe in teoria lasciare in giro nemmeno un’oncia di problematicità circa la natura criminale di Vladimir Putin, la cui bestialità si è espressa prima col silenzio, poi con le vomitevoli “condoglianze” alle famiglie delle vittime.

Lo stile di Hitler, lo stile di Stalin: il nemico assassinato «aveva commesso errori», e gli «errori» i dittatori non li lasciano passare, meritano il sangue.

Dopo mesi di colpevole sonnolenza dei media e anche della politica, adesso l’Occidente deve rialzare la testa. Prigozhin era un uomo spregevolissimo, non è questo il punto. Il fatto è che l’uomo nero del Cremlino fa quello che vuole.

E mentre ammazza nemici e gente inerme, Alexei Navalny è in carcere chissà fino a quando: e anche su questo il mondo libero avrebbe dovuto e dovrebbe fare di più. Distratti dalle spesso penose vicende italiane, ora è necessario che le voci serie di questo Paese ritrovino la strada della lotta a fianco dell’Ucraina e facciano crescere un clima di contrapposizione morale e politica al regime di Mosca.Ultimamente si sono riascoltate le voci dei “pacifisti” stanchi di guerra come la Teresa Batista di Jorge Amado e incapaci di comprendere che la guerra continua per colpa del mostro del Cremlino e che pertanto parallelamente deve proseguire la guerra alla guerra, che non consiste in una fantomatica «tregua» né tantomeno nella cessione alla Russia di territorio ucraino.In Italia sta al governo mantenere la giusta posizione atlantica fin qui seguita dai tempi di Mario Draghi.

E sta alle forze democratiche dell’opposizione riprendere e tenere alta la bandiera della Resistenza ucraina.

Parliamoci chiaro: un Partito democratico che non ha mai sconfessato la corretta posizione di Enrico Letta ha dato però negli ultimi tempi l’impressione, e anche qualcosa di più, di volerla ripiegare, quella bandiera, perché questa è l’ora del salario minimo e della relativa petizione, perché l’emergenza economica incombe, e infine perché l’Ucraina “non tira” e non porta voti, anzi forse ne toglie. Ma di fronte alla dittatura di Vladimir Putin non c’è calcolo elettorale che tenga né può esserci priorità più urgente. È una questione morale.

Per questo è importante che il Partito democratico si faccia sentire. E lo tenga a mente Maurizio Landini che si appresta a organizzare una grande manifestazione sui temi sociali il 7 ottobre alla quale andranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e i loro sostenitori: più che bandiere rosse portate in piazza quelle gialle e blu, i colori della moderna libertà.

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri