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Il 15 aprile alle ore 17.30, presso l'Auditorium della Biblioteca Civica Agorà di Lucca, durante l'evento nazionale Paper Week 2026, verrà presentata una creazione di Gavia ( nome d'arte di Paola Pasqualetti).

Si tratta di un "manufatto", un libro-quaderno in copie numerate su carta riciclata, rilegato a mano con un acquarello in copertina.

Una forma di editoria antica, sostenibile, indipendente.

Un libro dal contenuto ludico-educativo, con scrittura leggera ma non superficiale, di una raccolta di piccole storie belle dal titolo : "Almeno tu sei sorella di Paolo".  

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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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Incontrati per caso...
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Care donne vi siete evolute
Avete ottenuto gli attuali diritti soltanto
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Niente era scontato.
Frequentare la scuola .....
buongiorno. volevo ricordare che la situazione in via mazzini dal campo sportivo al semaforo aurelia è diventata insopportabile . tra velocita , mezzi .....
di Umberto Mosso
LA VIA DELL’INDIPENDENZA PALESTINESE HA BISOGNO DI PACE, NON DI HAMAS.

12/11/2023 - 20:19

LA VIA DELL’INDIPENDENZA PALESTINESE HA BISOGNO DI PACE, NON DI HAMAS.

 

Lee Kern, uno scrittore quarantacinquenne londinese del quale non risultano simpatie di destra, dopo avere visto il video girato il 7 ottobre dalle bodycam dei criminali di Hamas e dai cellulari rubati alle loro vittime, diffuso in tutte le principali redazioni del mondo, è andato in Israele per raccogliere dai pochi superstiti le loro testimonianze dirette e verificare sul campo i segni e l’entità della strage. Ne ha fatto un lungo articolo pubblicato da il Foglio, per chi non vedrà il video, per lo più censurato dai media non solo per l’orrore delle immagini. Il video non ha commenti fuori campo, ma si sentono solo le voci delle vittime e dei carnefici.I terroristi entrano in massa in Israele e cominciano ad uccidere chiunque trovino per strada. Per lo più, a quell’ora, lavoratori.Poi accerchiano le residenze nei kibbutz e inizia un pogrom mostruoso che ricorda le invasioni barbariche. Irruzioni nelle case con uccisioni di intere famiglie svegliate dalle urla e dagli spari, genitori uccisi e donne stuprate davanti ai figli anche piccoli che, dopo, subiranno la stessa sorte, alcuni arsi dopo essere stati feriti a morte ma ancora vivi, case date a fuoco con gli abitanti all’interno, massacrati all’uscita in cerca di scampo.Non sono scene di guerra, non è colpita nessuna struttura militare e non ci sono scontri da sostenere con soldati israeliani. C’è solo un massacro facile e vigliacco di civili inermi, programmato con una tecnica studiata per fare più morti e documentarli per terrorizzare Israele e il mondo.

 

Gli assassini ridono e festeggiano ogni atto barbarico, si fanno selfie coi corpi straziati, fanno videochiamate vantandosi coi genitori, plaudenti, di avere ucciso ebrei, caricano sui camion gli assassinati, le loro membra insanguinate, qualche vivo da mostrare alla folla plaudente di Gaza, da decapitare e con la testa giocare a pallone.Si sentono gli ordini dei capi, nascosti sotto ospedali e scuole di Gaza, comandare via cellulari ai killer di fare più morti, di ucciderli nei modi più dolorosi non prima di sottoporli a violenze psicologiche e fisiche. E di riprendere tutto.

Le scene del massacro dei giovani al rave, centinaia, sono quelle paragonabili ad una mattanza di una mandria in fuga disperata. Uomini decapitati a colpi di zappa, ragazze stuprate e fatte a pezzi per essere mostrate al popolo festante che si contende un posto in prima fila, migliore per un selfie.Su tutto la gioia incontenibile degli assassini che sapevano, vigliaccamente, di massacrare i civili senza trovare alcuna resistenza. Una sorta di Shoah in sedicesimo, documentata da loro stessi e mostrata con orgoglio.Se Hamas e i suoi alleati prevalessero questo sarebbe il destino di tutti gli ebrei di Israele. La liberazione che alcuni auspicano.Non si tratta di un derby dell’orrore, ma questo è niente di mai visto anche nei momenti più violenti del conflitto israelo – palestinese. Hanno fatto più uno rispetto al record dei Russi in Ukraina.Perché in quell’azione non c’è niente della lotta di indipendenza del popolo palestinese, niente perfino di una guerra tra eserciti contrapposti. C’è solo odio antisemita, aizzato senza freni da Hamas per corrompere l’animo dei palestinesi che, nei giorni seguenti, verranno sacrificati come scudi umani dagli aguzzini che impediranno loro di abbandonare Gaza, come avevano chiesto gli israeliani prima del comprensibile attacco. I media italiani hanno ignorato quel video.

La reazione militare di Israele è sanguinosa e non risolverà, di certo, il conflitto che può avere soluzione solo attraverso un accordo politico che dia sicurezza ai due popoli con due stati pacificati.Tuttavia è impossibile, per chi non sia vittima del male oscuro dell’odio verso la vita umana, oltre che dell’antisemitismo, non comprendere l’obbiettivo israeliano di tagliare la testa al serpente Hamas. Cresce sempre di più in Israele l’opposizione popolare a Netanyahu, opposizione che, oltre la richiesta di liberazione degli ostaggi si allarga a quella del cessate il fuoco. Quell’opposizione è ancora priva di una rappresentanza politica che ne raccolga la spinta per un cambiamento. Netanyahu ha indebolito la deterrenza militare e politica del suo paese, ma è deludente anche l’assenza del Presidente della Repubblica, il laburista Herzog, che non ha usato il prestigio del suo ruolo per raccogliere e far valere la richiesta di pace che, tutti i sondaggi israeliani, indicano come la volontà della maggioranza dei cittadini.La democrazia ha tempi più lunghi di quelli delle dittature di Hamas e di chi la sostiene. Ma ho fiducia che la democrazia israeliana saprà trovare, prima che sia troppo tardi, la strada politica della pace.

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